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Rubrica di Emanuela Medi

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ottobre 2017

Ci piace sperimentare nuove vie di comunicare il vino: questa volta abbiamo optato per un’insolita versione grafica, con l’intento di esaltare convergenze e divergenze tra i quattro vini della linea “Sanct Valentin” di San Michele Appiano. Ma cosa accomuna i vini “Sanct Valentin”? Sicuramente il perfetto equilibrio tra potenza e finezza aromatica, risultato di un connubio ideale tra il “terroir” altoatesino ed una lavorazione mirata ad esaltare la ricchezza gustativa. E poi, la tanto discussa mineralità, connotato distintivo di tutti i vini migliori di questo territorio, frutto di luce, ventilazione e (probabilmente) dei suoli morenici. Tutto il resto varia, ed è per questo che, a nostro avviso, l’istogramma è la soluzione ideale. Una piccola legenda: Per “fruttato fresco” si intendono sentori che richiamano la frutta fresca ed acida come gli agrumi o la frutta nostrana non troppo matura Per “fruttato maturo” si intendono sensazioni di fruttata nostrana che tende alla confettura o di frutta esotica (mango, papaya, ananas, litchi ecc.) Per “floreale fresco” si intendono ricordi di fiori bianchi o gialli in piena fioritura. Per “floreale maturo” si intendono percezioni di fiori bottinati o di miele di millefiori Per “etereo” si intendono sentori evolutivi che ricordano prodotti “chimici” come, ad esempio, gli

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Consumi di Vino in Italia: +5% per i vini DOC Nel 2017 si registra una ripresa nell’acquisto da parte delle famiglie di vini Doc (+5%), le Igt risalgono del 4% mentre gli spumanti addirittura del 6%. I dati sono forniti da Coldiretti. Dopo il drastico calo degli ultimi 30 anni che ha portato ad un consumo più che dimezzato, il calo si è arrestato, riporta Coldiretti, e le stime per i prossimi anni possono dirsi ottimiste. Un dato interessante è che: per ogni grappolo di uva raccolto, si attivano oltre 18 settori di lavoro (dalle cantine alla produzione di tappi, vetro, bottiglie ecc) Export: Italia doppiata dalla Francia Stando agli ultimi dati, lo Stivale non riesce a tenere il passo dei Francesi quando si parla di export di Vino. Sebbene l’Italia fa registrare un incremento positivo nell’export del 2017, la Francia cresce del 13,3% sull’Italia (analisi effettuata dall’Osservatorio Paesi Terzi). Nonostante i vini Francesi siano eccellenti però, la loro produzione manca ancora di dinamicità, qualità invece tradizionalmente riconosciuta ai vini Italiani. “CON IL NASO ALL’INGIU’” E' il divertente slogan con cui ASPI (Asssociazione della Sommelierie Professionale Italiana), celebra i 10 anni di attività. Sabato 14 e Domenica 15 ottobre concorso per il miglior sommelier d’Italia

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Capperi e poi ancora capperi. Si trovano dappertutto: spuntano tra le crepe delle mura, tra le rovine dei monumenti, lungo i muretti dei terrazzamenti, profumate, resistenti, tenaci. I capperi sono il simbolo della mediterraneità, frutto del sole, del calore, ingrediente onnipresente in tanti piatti siciliani e non solo. Coltivato o selvatico? Non mi addentro in questa diatriba ma sono sicura che non ci sia persona, turista o meno che da Salina o Stromboli non ritorni a casa carica di capperi. “Un lavoro cui si dedicano soprattutto le donne" - spiega Maurizia De Lorenzo - dalla lunga tradizione familiare che a Salina e precisamente a Pollara ha il suo quartiere generale mantenuto nel nome del figlio Roberto morto giovanissimo in un incidente stradale. Lo vogliamo ricordare anche noi di Vinosano nella struggente bellezza del sorriso della mamma Maurizia. "Coltivo 600 piantine che producono 30 quintali ma ne compro anche dagli altri produttori locali di Pollara, padre del cappero. Cento qualità di cappero nel mondo - dice Maurizia - ma quello di Pollara ha una particolarità, è coltivato: a dicembre viene potato tanto da lasciare il tronco e i rami più belli, a febbraio vengono tagliati e messi a dimora sul terreno riproducendo dal

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Un viaggio nella Sicilia dei grandi territori: FIRRIATO. Un’ azienda che racchiude l’intero panorama enologico della Sicilia: dalle terre nere dell’Etna, alle colline che guardano il mare di Trapani, all’isola di Favignana nelle Egadi. A Roma il 16 Ottobre, nella splendida cornice di Villa Miani “Experiencing Firriato”, evento non solo enologico con la presentazione dei vini delle sei tenute agricole dell’azienda, ma anche alta gastronomia con la presenza di Vincenzo Candiano, 2 stelle Michelin. Visita il sito di Firriato Visita il sito di Villa Miani

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Si, una DOCG conquistata e meritata quella di Camillo Montori che in Fonte Cupa, bottiglia pluripremiata, ha saputo riscattare quel Montepulciano un poco troppo trasandato, senza una vera identità e anche per questo poco conosciuto dagli Italiani. Una intervista, con Camillo Montori che mi ha personalmente “marcato” tanta era la foga, la passione, la tenacia, la professionalità di chi ama il suo Abruzzo e da questa terra vuole trarne il meglio. E ci sono riusciti, parlo al plurale perché sono soprattutto i viticoltori della Val Vibrata, ad aver sdoganato il Montepulciano e a fargli dare una DOCG Colline Teramane simbolo di un vino che ha molto da dire. "Vino invecchiato almeno 2 anni in botti grandi, affinamento in bottiglia per almeno sei mesi e un futuro da lungo invecchiamento - dice Camillo Montori - con una premessa uva sana”. "L’Abruzzo è troppo grande per avere una sola DOC, si diceva negli anni 97-98, si devono creare delle sotto-zone e-continua il produttore - è quello che abbiamo fatto con la sottozona Colline Teramane. Rispetto il Montepulciano del Chietino, vino meno corposo, pronto e più bevibile, noi abbiamo fatto un operazione completamente diversa: basse rese da 140 a 100 quintali per ettaro, maggiore complessità

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Il vino è dannoso per la salute? Da questa convinzione, purtroppo ancora non superata, è nata la convinzione di scrivere un saggio che sfatasse i tanti falsi miti sul vino. Non esiste altro prodotto della natura che - come il vino - sia presente sin dall’antichità nella nostra vita quotidiana. Da secoli a questa bevanda è associato il piacere della tavola, della convivialità, dell’amicizia. Non solo, il vino è diventato volano per la nostra economia in termini di nuovi posti di lavoro, di export. E’ ricerca, innovazione, sostenibilità. Il vino crea cultura se ben inserito in un progetto di valorizzazione ambientale e sociale perché ad esso sono legate tradizioni, imprenditorialità, storia, turismo, enogastronomia, ma sempre di qualità. Anche se innumerevoli sono i danni legati all’eccesso di alcool sia in termini di malattie che di anni di vita persi, per fortuna la ricerca si è “impossessata” del vino, il cui consumo moderato non produce rischi importanti, anzi è protettivo per molte patologie cronico-degenerative. VIVERE Frizzante vuole essere una risposta ragionata e documentata a quanti sostengono il contrario, e poichè il vino entra nel quotidiano "Vivere Frizzante” è allegria, cinema, letteratura, eros, curiosità, sacralità. Il vino, una presenza ingombrante ma anche discreta. A noi gestirla!

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A cosa pensiamo alla vista di un piatto di pasta al pomodoro? Perchè davanti a una tazza di cioccolata ci sentiamo coccolati? Più che il gusto è la vista, meglio il colore di un cibo, il primo elemento che ci colpisce e che ha una forte influenza nella percezione del gusto. Nella tradizione cinese con i colori si classificano anche i sapori: rosso per l’amaro, giallo per il dolce, bianco per il piccante, nero per il salato, verde per l’acido. Nel Medioevo l’aggiunta di additivi colorati è fatta per esaltare il sapore di un cibo, necessità ribadita, nell’Ottocento, da Alessandro Dumas nel “Grande Dizionario di cucina”. Nella nostra tradizione culinaria molti alimenti rivelano anche un valore simbolico nel legame tra colore e cibo: BIANCO: indica luce e purezza. I cibi bianchi comunicano solennità, come nelle torte nuziali, ma anche la semplicità dei bambini che mangiano il latte con il riso. ROSSO: caldo ed eccitante, i cibi di questo colore sono considerati apportatori di energia, come carni, vini, fragole o pomodori maturi. Presente nelle divise degli addetti alla ristorazione, sembra che il colore rosso attiri l’attenzione del consumatore. VERDE: colore della natura e della vegetazione è anche il simbolo della rinascita, della forza e della speranza.

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