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Rubrica di Emanuela Medi

     

    Il buongiorno comincia dal caffé

    Buongiorno sono le 6,30, poso il ricevitore e vedo il calendario elettrico che segna mercoledì 24 gennaio 2018. Sono ormai sveglio, mi rado la barba, mi vesto, vado in cucina. Accendo la Tv per le prime notizie dei giornali e la macchinetta del caffè. Le notizie dal mondo sembrano bollettini di guerra… Spengo e mi verso il primo caffè della giornata.

    L’assaggio.

    Il primo impatto è visivo, considero l’aspetto e valuto la crema, l’intensità del colore e la tonalità nocciola con striature testa di moro, o tonaca di frate, lo sorseggio e sono appagato dalla consistenza e finezza che avverto nel palato. La sua persistenza mi soddisfa per l’ampiezza dei profumi e rimane in bocca e nelle cavità nasali per alcuni piacevoli brevi minuti. Sono assaggiatore professionale e controllo qualità, e qualche volta mentre mi corroboro con un caffè, mi lascio attrarre dalla valutazione tecnica come mi hanno insegnato.

    Imparare a degustare il caffè significa raggiungere la sicurezza di sapere scegliere, preparare ed apprezzare pienamente le sue sfumature; scoprirne i segreti attraverso i propri organi di senso, e quindi, senza più condizionamenti saper acquistare la miscela giusta e adottare gli accorgimenti necessari per ottenere un espresso perfetto.

    Il Caffè: un miracolo di gusto e profumo.

     In un chicco sono state individuate più di 600 sostanze: caffeina, minerali, oli aromatici, proteine, grassi, zuccheri, acidi organici, aldeidi e chetoni sostanze che regalano al prodotto l’inconfondibile aroma e il potere stimolante. Contiene anche potassio, uno dei sali che aiutano le contrazioni muscolari compreso quella cardiaca, calcio che rinforza ossa e denti, cromo e manganese per il metabolismo dei carboidrati, ed anche magnesio che agisce come rinforzante del sistema nervoso.

    Il tecnico di produzione sa come si comporta il caffè di diversa origine, durante la preparazione dell’espresso, in funzione anche della tostatura e della macinazione.Combinando opportunamente le variabili sensoriali originarie delle partite di prodotto crudo, è possibile ottimizzarne il carattere gusto-olfattivo, l’aspetto della crema, le sensazioni visive, ed esaltarne le differenze qualitative, proprio perché la fumante tazzina possa soddisfare le aspettative del consumatore.

    Caffè e salute.

    Talvolta si pensa che il caffé faccia male al fegato e alla bile, ma un consumo non eccessivo di 4 tazzine al giorno può aiutare la secrezione della bile, naturalmente per chi non soffre di patologietipo gastrite o colite. Ma questo avviene con qualunque cibo, se può far male è inutile insistere. Inoltre si dice che non faccia dormire, einfatti non è consigliabile a chi soffre di insonnia, tuttavia altri dormono bene anche dopo aver concluso la cena con un espresso.

    Fa bene o fa male?Il luogo comune è dovuto al fatto che l’espresso ha capacità stimolanti sui riflessi, sulla memoria e sul sistema nervoso, ed esercita stimolazione sulle pareti venose con positivi riflessi sulla circolazione sanguigna.Perciò lo consiglio dopo mangiato per digerire meglio; a digiuno per riflettere; per una pausa e per tirar su il morale. C’è sempre una buona ragione per un buon caffè!.

    Soprattutto il primo caffé del mattino, quando il mondo esterno lo puoi ancora estromettere spegnendo la TV.

    Paolo Stacchini, giornalista, scrittore, docente di alimentazione  e di Mercato MarKeting Alimentare

     

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    VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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