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Rubrica di Emanuela Medi

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    “Gli avvenimenti più importanti della nostra vita sono indipendenti dalla nostra volontà. Siamo  solo atomi pensanti che vanno dove li dirige il vento” E forse il vento aveva spinto Casanova fino a Spessa sul colle goriziano, a pochi chilometri dal confine sloveno, dove lo scrittore formulò molti dei suoi pensieri sull'amore e sulla vita di coppia . Il paesaggio intorno gli era molto evocativo, un susseguirsi di dolci colline coltivate a vigneti, tanto verde, un buon bicchiere di bianco, vini friulani che Casanova  ebbe a definire eccellenti. In quel borgo, il grande seduttore giunse quarantottenne nel settembre del 1773, su invito del conte Luigi  della Torre di Valvassina e vi rimase circa due mesi, durante i quali tra l’assaggio di un vino e di altri prodotti del castello, lavorò alla Istoria delle turbolenze della Polonia. Tracce del soggiorno dell’illustre conquistatore di donne si trovano ancora oggi sparse ovunque, a partire dallo splendido parco che abbraccia il castello, dove tra statue e alberi secolari si dipana una romantica passeggiata letteraria in dieci tappe, scandite da tabelle in ferro battuto, sulle quali sono incise le frasi più famose sul’amore, le donne, l’amicizia, la vita. In ricordo del suo più illustre ospite, l’azienda di proprietà oggi

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    Non poteva esserci Fondazione che meglio fosse in grado di esprimere uno degli obiettivi centrali del Ministero dei Beni Culturali in occasione del “2018 Anno del Cibo Italiano” lo stretto legame tra arte e paesaggio Si, perché la Fondazione creata dalla gallerista Irene Crocco e da Giorgio Rossi Cairo, fondatore del gruppo Value Partners e proprietario dell’azienda agricola biodinamica La Raia, ha come mission quella di  promuovere in Italia e all’estero il paesaggio in tutte le sue componenti, geografiche, sociali, produttive, estetiche, scientifiche e di ricerca. Ci voleva questa attenzione di altissimo livello! Il paesaggio o meglio i paesaggi italiani, alcuni dichiarati patrimonio dell’umanità Unesco, bistrattati, rovinati dall’incuria dell’uomo e dalla indolenza delle autorità locali, pochissimi valorizzati, rappresentano invece un bene prezioso da mantenere ma soprattutto da far conoscere in particolare nello stretto rapporto tra uomo e natura, insomma quel filo rosso che lega l’uomo all’ambiente. La Fondazione è diretta da Ilaria Bonacossa direttore di Artissima e si avvale di un Comitato scientifico composto da numerose personalità del mondo dell’arte e della cultura. I progetti hanno appunto come tema il paesaggio e si sono sviluppati a partire dal 2013 in incontri-conferenze aperte al pubblico, opere d’arte, installazioni, workshop di successo come quello realizzato con

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    Saranno molti i cambiamenti nel mondo del vino nel prossimo quarto di secolo 1200 professionisti, di 50 paesi, sono stati interpellati per un sondaggio creato da “Meininger’s Wine Business Journal” e non pochi sono stati i cambiamenti previsti dagli specialisti del settore del vino. Tra questi segnaliamo, oltre al già conosciuto riscaldamento globale, la probabile ascesa di alcuni vitigni come il Riesling per i bianchi ed il Pinot Nero, Grenache, Tempranillo e Gamay, ma anche Nebbiolo, Sangiovese e Barbera per i rossi. Gli intervistati prevedono che ci sarà una preferenza per i vini con minore contenuto alcolico, se non nullo. Scontata l’ascesa del Bio e del settore dei vini “naturali”, ma anche delle nuove bevande tout court, sia analcoliche che alcoliche. Vince nella gara delle vendite l’utilizzo dello smartphone che  contribuirà a rendere la vendita online più significativa nei confronti del retail tradizionale, con Amazon che si accaparra il 40% del mercato.   Claudio Chiricolo

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    Il sughero, la grotta, i pastori, il Bambinello se c’è un soggetto immutato nei tempi dove nulla è casuale e tutto ha un suo posto e un suo ruolo, questo è il presepe napoletano La nascita di Gesù con il suo messaggio di salvezza e di amore è così rivoluzionaria e semplice da essere stata rappresentato infinite volte, in mille modi, in ogni angolo della terra e lo è tutt’ora nelle Chiese, nella case di gran parte del mondo Cristiano. Un messaggio e una simbologia che ebbe inizio a Napoli nel 1025 nella Chiesa di S Maria dove, in un documento, viene citato il presepe. Nel 1340 la regina Sancia d’Aragona (moglie di Roberto d’Angiò) regalò alle Clarisse un presepe per la loro nuova Chiesa ma bisogna arrivare al 1532 quando Domenico Impicciati realizzò le prime statuine in terracotta ad uso privato. Si deve ai sacerdoti scolopi, nel primo ventennio del Seicento, il presepio barocco. Le statuine furono sostituite da manichini snodabili di legno, rivestite di stoffe o di abiti. Grazie a Michele Perrone, i manichini conservarono testa ed arti di legno, ma furono realizzati con un’anima di filo di ferro rivestito di stoppa che consentì alle statuine di avere diverse pose. Fu

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    Lasciamo la storia e l’enologia e una volta tanto parliamo di fisica. Sicuramente alla base della formazione delle bollicine c’è una legge che stabilisce l’obbligo di un costante equilibrio tra le molecole di gas-anidride carbonica, presenti nel vino nella porzione di aria sotto il tappo della bottiglia e quelle disciolte nel liquido. Il risultato è che quando apriamo la bottiglia l’equilibrio si rompe, il gas, nel tentativo di ripristinare questo equilibrio, prende la via di fuga verso l’alto

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    48 ore, poco più al grande STAPPO: non saranno meno di 90 milioni di bottiglie di spumante che saranno stappate per il brindisi di Capodanno E se l’Italia dello spumante gode ottima salute con un trend di crescita sul mercato mondiale grazie al Prosecco, ottima salute per il tappo di sughero. Si, perché gli Italiani amano il tappo naturale, più tradizionale ed ecosostenibile di quello sintetico. E poi dove lo mettiamo il fascino del gesto celebrativo di colui che stappa la bottiglia

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    Torre a Cenaja immersa nel paesaggio toscano, tra Pisa e Livorno, è una tenuta che esprime al meglio il secolare equilibrio tra uomo e natura Qui tra orti e laghetti, casolari sparsi un po ovunque si sviluppano i 30 ettari di vigneti che grazie alla presenza dei Monti Pisani che proteggono dagli influssi del nord e la vicinanza alla costa, favoriscono la produzione di vini toscani dal carattere deciso. Fu il Conte Robert Pitti a dare il via alla produzione vinicola e l'antico stemma del casato si ritrova nell'eleganza della bottiglia e della capsula: tra i bianchi, un Vermentino , il Cenaja Vermentino dal caratteristico colore giallo paglierino e un inimitabile Passito, dal colore ambrato e dal profumo ricco di note di miele e mandorle. A questi si aggiunge l’ultimo nato in casa Torre a Cenaja, il supertuscan Per Non Dormire, omaggio all’altra celebre casata toscana che ha scritto la storia della Tenuta, i marchesi Bartolini Salimbeni. Oggi proprietà delle famiglie Terzi Coppini, Torre a Cenaja è una dinamica realtà che coniuga al meglio la sua storia millenaria e le sue tradizioni. Ed è proprio visitando le antiche cantine che è stata scoperta un'antichissima Croce Templare. L'Ordine Templare fu ben radicato nelle terre

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    Il carattere sacro del vino, si ritrova trasmesso anche nei tanti oggetti che in qualche modo sono venuti in contatto con esso e tra questi oggetti i calici, o, più in generale i paramenti sacri sono quelli che hanno avuto nel corso dei secoli, una benedizione speciale Tra i calici più celebri ci sono quelli nei quali il vino, per dimostrare la sua vera natura di sangue, ha incominciato a coagularsi o quelli che conservando le ostie, quasi a comprovare la presenza del sangue oltre che del corpo di Cristo, arrivano a sanguinare, come nei vari miracoli eucaristici, da quello di Lanciano avvenuto nell’anno 750, al celebre miracolo di Bolsena del 1263, in seguito al quale la festa del Corpus Domini fu estesa a tutta la Chiesa. E fu proprio per conservare quelle preziose reliquie di Bolsena che si costruì il celebre duomo di Orvieto dove ancora oggi si possono venerare. Due, sono tuttavia, gli oggetti che sono stati a contatto con il vino sul quale Cristo in persona ha operato trasformandone la natura, e sui quali il NUOVO TESTAMENTO ci informa in modo preciso. Il calice dell’Ultima cena e le anfore delle Nozze di Cana. Il calice nel quale si

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