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Rubrica di Emanuela Medi

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Degustazioni

Un vino classico con tutte le caratteristiche della piacevolezza La tipologia e la particolare attenzione nella lavorazione (fermentazione in vasche di acciaio breve macerazione sulle bucce, affinamento in botti di slavonia e successivamente in bottiglia), conferisce a questo vino dal terreno calcareo pietroso, una struttura complessa e equilibrata. Il colore rosso rubino intenso, tende al granato invecchiando. Minerale, sapido con tannini scorrevoli, dalle note di prugna e ciliegia matura, con un tocco di tostato, liquirizia, si abbina con i piatti tipici abruzzesi; carni alla brace e primi piatti robusti. Gradevole la persistenza che non affatica il palato. Pecorino Villa Torri IGT Grande ascesa del pecorino che si conferma vino di grande qualità e aspettative non deluse. Gradazione alcolica 14,00% vol, colore brillante giallo paglierino con riflessi dorati, vinificato in purezza, diraspatura e criomacerazione , pressatura soffice. Fermentazione e affinamento in acciaio e successivamente in bottiglia. Dalle note tecniche passiamo all’esame gusto-olfattivo: fruttato, leggermente agrumato ,ma anche erbaceo( erba tagliata e erbe di campo). Note minerali e sapide( siamo a 14 km dal mare). E’ elegante ed equilibrato con finale molto persistente  da abbinarsi oviamente ai piatti di pesce ma anche alle carni bianche. Perfetto per tutte le stagioni, anche come simpatico apertivo! Montepulciano D’Abruzzo

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Gioiello del Wine Festival di Merano la serata dedicata ai 30 anni della linea Sanct Valentin della produzione dei vini della cantina San Michele Appiano. L'intuizione dell'allora trentenne winemaker Hans Terzer è stata confermata negli anni da una linea che ha prodotto 5 milioni e mezzo di bottiglie in tutto il mondo distribuite tra Sauvignon Blanc, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Gewurztraminer e più recentemente con i rossi Kagrein e Pinot Nero e la nuova cuvee Cabernet-Merlot 2013 che verrà presentata a Verona al Vinitaly. Fiore all'occhiello della serata di gala del Wine Festival di Merano, ancora una volta è stata la presentazione di Appius 2013 il "vino da sogno" di Hans Terzer, il meglio di uve accuratamente selezionate, affiancato da un lavoro meticoloso in cantina. Chardonnay in prevalenza, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Sauvignon Bianco a formare una cuvee che ancora una volta ha rispettato al meglio l'annata. "'Il 2913 - dice Terzer - è stato un anno con uva tardiva che ha avuto una acidità spiccata e aromi pronunciati". Al naso sentori di frutta esotica, papaya, ananas, spezie dolci, frutto della passione e note floreali come il sambuco. Certamente un naso complesso riconoscibile al palato cremoso e denso della lunga persistenza. Tutti

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L’11 e il 12 Novembre, presso l’hotelWestinExcelsior, si terrà “Vignaioli Naturali a Roma”. L’evento, tra più importanti dedicati al vino naturale, vedrà la partecipazione di oltre 50 produttori da tutta Europa. Per l’occasione, abbiamo pensato a cinque vini “simbolo” che troverete in degustazione e che non potete assolutamente perdervi!   La Distesa – Terre Silvatee Gli Eremi Chiunque abbia visto “Resistenza Naturale” di John Nossiterricorderà la figura di Corrado Dottori, eversivo vignaiolo-filosofo e pioniere dell’antroposofia steineriana. “Terre Silvate” e “Gli Eremi”, sue irreverenti espressioni di Verdicchio dei Castelli di Jesi, saranno disponibili per l’assaggio presso lo stand di “Terroir Marche”. Trovateli, ammirateli e non lasciatevi intimorire dalle loro tinte stravaganti, ma immergetevi nel profluvio di sensazioni veraci che sapranno regalarvi! Praesidium – Rosato Terre Aquilane Da vigne adagiate sui clivi della Valle Peligna, nei pressi del borgo di Prezza (un tempo noto come “Praesidium”)un Rosato anticonformista, “forte e gentile come un abruzzese verace”. Scavate nel suo profilo da piccolo rosso e, tra vaghi rimandi al Pinot Noir, percepirete la tenacia, la tensione, il dinamismo e la generosità del Montepulciano di Montagna. Damiano Ciolli - Cesanese di Olevano Romano “Silene” L’ esuberante Damiano Ciolli è tra i pochi rappresentanti della regione ospitante. Dinamico e singolarmente elegante, il suo

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Ci piace sperimentare nuove vie di comunicare il vino: questa volta abbiamo optato per un’insolita versione grafica, con l’intento di esaltare convergenze e divergenze tra i quattro vini della linea “Sanct Valentin” di San Michele Appiano. Ma cosa accomuna i vini “Sanct Valentin”? Sicuramente il perfetto equilibrio tra potenza e finezza aromatica, risultato di un connubio ideale tra il “terroir” altoatesino ed una lavorazione mirata ad esaltare la ricchezza gustativa. E poi, la tanto discussa mineralità, connotato distintivo di tutti i vini migliori di questo territorio, frutto di luce, ventilazione e (probabilmente) dei suoli morenici. Tutto il resto varia, ed è per questo che, a nostro avviso, l’istogramma è la soluzione ideale. Una piccola legenda: Per “fruttato fresco” si intendono sentori che richiamano la frutta fresca ed acida come gli agrumi o la frutta nostrana non troppo matura Per “fruttato maturo” si intendono sensazioni di fruttata nostrana che tende alla confettura o di frutta esotica (mango, papaya, ananas, litchi ecc.) Per “floreale fresco” si intendono ricordi di fiori bianchi o gialli in piena fioritura. Per “floreale maturo” si intendono percezioni di fiori bottinati o di miele di millefiori Per “etereo” si intendono sentori evolutivi che ricordano prodotti “chimici” come, ad esempio, gli

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Certo scarrozzare per l’isola di Salina con Francesco Fenech a bordo del suo motorino roso fuoco, è inebriante quasi quanto gustare un sorso della sua Malvasia Passito DOC. Una passione radicata nella famiglia Fenech di lontane origini Maltese e fortemente radicata nelle isole Eolie di cui si perde memoria. Un personaggio certo, la cui mole si ingentilisce quando mi porta tra i filari e prende con grazie sorprendente gli acini di Corinto Nero e Malvasia quasi a gustare in anticipo, la perfetta composizione della Malvasia delle Lipari( Malvasia 95%- Corinto Nero5%). "Partiamo del terroir - dice - unico e molto composito quello che si estende tra Capo Faro e Pollara (ricordate il film “Il postino?” la spiaggia è li). Un territorio vulcanico che da nero-piroclastico, ricco di minerali ferrosi, diventa tufaceo-bianco, a Pollara, la zona più vocata di Salina. Malfa è a metà, dove risiedono la maggior parte dei miei vigneti, non più di sei ettari, variamente collocati e dove produco il Passito che ho tradotto e con successo nel biologico. La nostra - sottolinea Fenech è una viticoltura eroica per via della siccità - disastrosa quest’anno, per l’attento lavoro manuale sempre sotto un sole cocente, per l’impossibilità ad utilizzare macchinari per via

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Il Malbec è un vitigno complesso nella sua espressione gustativa come nella gestione in vigna, che ha dovuto attraversare l’oceano per trovare il proprio habitat naturale. A Bordeaux, dove è nato e dove rimangono appena 2 mila ettari a fronte dei 22mila coltivati nella sua patria odierna, non ha mai trovato la propria dimensione ideale, complici le frequenti gelate primaverili e l’eccessiva umidità. Meglio si è adattato, invece, alle alti valli Andine dell’Argentina, dove la ventilazione costante, l’intensa luminosità ed un clima più secco e regolare, favoriscono il suo corretto sviluppo. Questi elementi, nel corso di circa duecento anni di presenza nel paese, ne hanno decretato il successo, permettendogli di affermarsi quale vitigno nazionale. Il Malbec argentino è un vino corposo, fruttato scuro di prugne e di more, floreale in giovinezza e via via più terragno. Presenta tannini robusti ma bilanciati che arricchiscono una struttura importante supportata da un buon grado alcolico e bilanciata da una ricca componente fruttata. E’ un vino che, date le sue caratteristiche, risulta quasi sempre il linea con lo stile “Nuovo Mondo” e che ben si adegua al cosiddetto“gusto internazionale” quando ne viene esaltata la generosità attraverso l’affinamento in barrique. Tuttavia, le sue migliori versioni sono lungi

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In occasione della manifestazione “Cala Lenta”, una degustazione alla scoperta del principe dei vitigni abruzzesi. Una splendida cornice, quella del cinquecentesco palazzo Corvo di Ortona, oggi sede del Consorzio vini d'Abruzzo. Una batteria di 7 Montepulciano d'Abruzzo da differenti zone e differenti produttori, tutti figli di un millesimo, il 2007, il quale, pur non essendo tra i più blasonati, si è distinto per aver conferito ai vari vini spessore e qualità sufficienti per affrontare un lungo percorso evolutivo. “La Valentina” Azienda ubicata nel Pescarese, in un'area collinare intermedia tra il Gran Sasso e la costa Pescarese. In degustazione, il rosso "base", che da sempre si distingue per l'ottimo rapporto qualità-prezzo. Colore rubino particolarmente vivace. Naso che propone sentori di grafite, humus, inchiostro, rabarbaro, cacao e fungo. Sorso snello, scandito da tannini vellutati e da una graffiante mineralità ferrosa, che si accosta a ritorni fruttati in un finale molto preciso. “Buccicatino - Don Giovanni” Dalla zona di Vacri, nella parte dell'entroterra chietino che dalla Maiella digrada verso la costa. Colore sempre molto integro. Naso più marcatamente maturo, che propone sensazioni animali seguite da salsedine, eucalipto, marasche in confettura, fichi secchi e cioccolato. Gusto rotondamente fruttato, smorzato da una sapiditá ben nitida e da ritorni mentolati. Finale abbondantemente

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Veste un oro verdolino attraversato da perlage finissimo e compatto. Il quadro olfatto è articolato ed intrigantissimo : parte da note minerali, di calcare e di polvere pirica, e vira progressivamente su sensazioni di anice stellato, caramella alla menta, bergamotto, mirtillo rosso, polvere di cacao al latte e cannella. Sferzante è il sorso, la cui possente struttura è sorretta da un’ effervescenza verticale, che conduce uno sviluppo sfaccettato e perfettamente in equilibrio tra durezze e morbidezze sino ad un lungo finale giocato tra soffuse “dolcezze” di frutta matura e decisi ritorni salini. La “Riserva Vittorio Moretti” è un vero jolly culinario. Viene in mente, per forza di cosa, l’ abbinamento con la “Tagliata di Manzo e millefoglie di verdure al basilico” dello Chef Fabio Abbattista, allievo e successore di Gualtiero Marchesi ai fornelli de “L’ Albereta”, ristorante e relais di lusso ubicato nel cuore della Franciacorta. Altri possibili abbinamenti sono i funghi in genere, le carni in bianche salsate, i risotti mantecati e i formaggi molli. E perché no, anche un buon crudo di pesce, che con le bolle, quelle belle, sta sempre bene

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IV viaggio studio BEM – Territorio toscano e umbro.“ Ho un ricordo incancellabile del bordò che arrivava in barriques dalla Francia in casa di mio nonno Chigi all’inizio della prima guerra mondiale; quello stesso boquet lo ritrovai una decina di anni dopo bevendo a  Migliarino in casa Salviati un Cabernet che proveniva da una vigna di loro proprietà. Quando poi riuscii ad assaggiare un Margaux  del 1924 e risentii lo stesso gusto, mi ripromisi di fare un vino che aveva quella particolarità”.Da un documento scritto nell’estate del 1974 da Mario Incisa della Rocchetta, successivamete ritrovato dl figlio Nicolò.Certo non poteva esserci un vino più blasonato del Sassicaia: Incisa della Rocchetta, Antinori, Della Gherardesca, Salviati, Chigi, il meglio della nobiltà  Toscana e Piemontese. Un incrocio di matrimoni, parentele , incontri , amicizie importanti  e non solo italiane hanno segnato pezzi di storia del nostro Paese. E non si tratta solo di appartenenza, ma di tradizioni, valori, cultura, stili di vita, innovazione e imprenditoria, quest’ultima nel mondo del vino, tramandate da padre in figlio. In un’Italia sciatta che non cerca un riscatto culturale  ma che si accontenta della litigiosità di politici più alla ricerca di alleanze che di soluzioni economiche  e sociali,

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