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Rubrica di Emanuela Medi

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Il vino è dannoso per la salute? Da questa convinzione, purtroppo ancora non superata, è nata la convinzione di scrivere un saggio che sfatasse i tanti falsi miti sul vino. Non esiste altro prodotto della natura che - come il vino - sia presente sin dall’antichità nella nostra vita quotidiana. Da secoli a questa bevanda è associato il piacere della tavola, della convivialità, dell’amicizia. Non solo, il vino è diventato volano per la nostra economia in termini di nuovi posti di lavoro, di export. E’ ricerca, innovazione, sostenibilità. Il vino crea cultura se ben inserito in un progetto di valorizzazione ambientale e sociale perché ad esso sono legate tradizioni, imprenditorialità, storia, turismo, enogastronomia, ma sempre di qualità. Anche se innumerevoli sono i danni legati all’eccesso di alcool sia in termini di malattie che di anni di vita persi, per fortuna la ricerca si è “impossessata” del vino, il cui consumo moderato non produce rischi importanti, anzi è protettivo per molte patologie cronico-degenerative. VIVERE Frizzante vuole essere una risposta ragionata e documentata a quanti sostengono il contrario, e poichè il vino entra nel quotidiano "Vivere Frizzante” è allegria, cinema, letteratura, eros, curiosità, sacralità. Il vino, una presenza ingombrante ma anche discreta. A noi gestirla!

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Incontro Carmela Pierri in un ristorante. Il nostro dialogo è tutto incentrato sulla gastronomia. Il sapore di questo o quel piatto, la sensazione che prevale in uno o nell’altro, la consistenza di alcuni e la temperatura di servizio di altri. Tempo dopo la ritrovo nello stesso ristorante e mi regala questo suo libro, arricchito da una meravigliosa dedica. Tuttavia ancora non so. Il libro si intitola “Mangia con gli occhi” (Ed. Aracne), ma non è la solita esercitazione stilistica per fashion gourmet. Il libro racconta la sofferenza di un’anima che si ritrova improvvisamente cieca ed isolata perché due importanti canali di comunicazione con il mondo si sono chiusi. La protagonista si ritrova a vivere un dramma silenzioso ed invadente: la scomparsa improvvisa delle percezioni olfattive, gustative e tattili. Il furto del piacere, lo definisce lei brillantemente: ageusia e anosmia. Una disabilità minore, sottolinea Carmela, ma non per questo meno destabilizzante. Non è facile immaginare come questo “furto” possa modificare le nostre relazioni sociali che quasi sempre ruotano intorno alle cene, alle degustazioni, alla condivisione di sapori e profumi. L’autrice ha messo una delicatezza infinita nel raccontare la sua privazione e l’immensa forza nel dirci come ha dovuto attraversarla e conviverci.

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