a

I Tag di Vinosano
Rubrica di Emanuela Medi

HomeSalute

Salute

Manca poco all’appuntamento più goloso dell’anno. Si profila un periodo di generosi pranzi , di aperitivi e brindisi con gli amici, di “cedimenti”. Parliamo allora della più facile e democratica alleata: l’acqua! L’azione detossinante dell’acqua aiuta a ripristinare il benessere del corpo: sono sufficienti “8 bicchieri” lungo il corso della giornata - come consigliano gli esperti - per beneficiare degli effetti positivi che l’assunzione giornaliera di un’adeguata quantità di acqua possono apportare al nostro fisico. Inoltre, il potere detossificante di questo elemento è in generale un prezioso strumento di prevenzione, poiché contribuisce all’eliminazione del carico tossico che si accumula in questo periodo che precede le festività. Tra i cosiddetti organi “emuntori”, che hanno il compito di eliminare gli elementi di scarto prodotti dal nostro organismo nel corso dei processi metabolici, sono in particolare due quelli maggiormente soggetti ad affaticamento e quindi più bisognosi di essere “depurati” da un adeguato apporto di liquidi: il fegato e i reni. Il primo, è l’organo che subisce più degli altri le conseguenze dei nostri eccessi alimentari. Infatti, quando il carico di tossine da smaltire aumenta di volume, il fegato si satura e rallenta la sua capacità di eliminarle. Anche i reni, svolgono un’importantissima funzione di smaltimento degli

Leggi di più

In genere vi è un effetto lineare tra l’apporto di alcool e valori pressori sia che si tratti di un soggetto normoteso che iperteso, ma è anche dimostrato che questa associazione è reversibile Lo comprova uno studio effettuato su ottantamila persone tra uomini e donne, dove l’assunzione di tre drinks al giorno, rispetto i non bevitori, aveva comportato un aumento di pressione arteriosa sia sistolica che diastolica. Questa correlazione è stata peraltro evidenziata sia in bevitori serali che in bevitori compulsivi; in questi ultimi l’assunzione di alcool mattutino potrebbe spiegare l’aumentato rischio di ictus mattutino che si verifica nelle prime ore della giornata. Stesse conclusioni se l’assunzione è di tipo lieve ma con una diversificazione uomo-donna. Il Physician’s Health Study e il Women’s Health Study (rispettivamente 13.455 uomini e 28.848 donne, senza malattia) evidenziano come negli uomini e nelle donne vi sia un aumentato rischio di ipertensione che si riduce - dato significativo - per le donne bevitrici, rispetto le astemie. Quindi, globalmente, solo una assunzione molto moderata può esercitare un effetto protettivo sui valori pressori e poiché il consumo moderato si associa a una riduzione del rischio cardiovascolare anche negli ipertesi, gli esperti suggeriscono una assunzione meno di 30 grammi per giorno

Leggi di più

Sono ormai numerosi gli studi che confermano come il consumo di alcool a dosi moderate possa collocarsi tra le abitudini che si associano al mantenimento di salute e benessere a lungo termine. Adottare uno stile di vita sano (niente fumo) e attivo, seguire una dieta varia ed equilibrata (meglio se di stile mediterraneo) e bere con moderazione sono strategie vincenti anche per il controllo del peso o, meglio, del grasso viscerale (o giro vita), che è un fattore di rischio cardiovascolare ancora più importante. Lo sottolineano anche le recenti raccomandazioni per la prevenzione della sindrome metabolica, un quadro clinico molto diffuso nella popolazione over 50, che spesso comprende un giro vita abbondante (Pérez-Martinez et al. NutrRev 2017). In pratica, ciò significa che,per mantenere la forma fisica e evitare l’aumento di peso che è in parte fisiologico con l’avanzare dell’età,una donna non deve assumere più di una unità alcolica giornaliera, mentre un uomo non deve superare le2 unità alcoliche giornaliere. Considerando che una unità corrisponde, più o meno, a un bicchiere di vino, un lattina di birra o ancora un bicchierino di un superalcolico. Chi è attento alla linea non deve inoltre dimenticare che l’alcol è anche una fonte di energia (1 g di

Leggi di più

Il consumo di vino era proibito agli atleti che partecipavano alle Olimpiadi nell’Antica Grecia, una regola che dura da secoli ma, non per tutte le discipline sportive, secondo la disposizione contenuta nel regolamento internazionale antidoping del CIO. Senza entrare nel delicato e complesso meccanismo del metabolismo dell’alcol sulle prestazioni sportive e senza voler peccare di grossolana superficialità: perché gli atleti potrebbero essere tentati di consumare pur modeste quantità di bevande alcoliche per migliorare la prestazione sportiva? Una possibile spiegazione nasce dalla constatazione che gli effetti della somministrazione di bevande alcoliche inducono una riduzione della tensione nervosa e una sensazione di rilassamento. Questi effetti sul Sistema Nervoso Centrale possono risultare utili in alcune discipline come il tiro a segno, a volo, con l’arco, dove è molto alta la capacità di autocontrollo e devono essere limitati al massimo i movimenti involontari passivi del corpo, anche se impercettibili. Alcol si,ma solo se assunto in dosi molto modeste e sotto forma di soluzioni acquose diluite come vino e birra a bassa gradazione alcolica. D’altro canto, l’eccitazione successiva alla ingestione di etanolo, possono ridurre la velocità della risposta motoria, per cui è ragionevole sconsigliare l’uso di bevande alcoliche a tutti coloro che praticano sport di destrezza e attività

Leggi di più

E’ vero non si dovrebbe fumare, ma per le accanite una buona notizia! E’ stato dimostrato che l’alimentazione ha un ruolo insostituibile nel ridurre lo stress ossidativo di molte malattie croniche, ovvero riduce i danni a livello cellulare di molti organi come il cuore, cervello, pancreas. Alcuni alimenti sono in grado di promuovere la naturale risposta antiossidante del nostro organismo, tra questi vino, cioccolata, frutta, verdura, frutta a guscio. Una conferma viene dallo studio E3N/ EPIC che ha coinvolto 74.508 donne francesi, nate tra il 1925 e il 1950, le cui abitudini alimentari e stili di vita erano stati seguiti per circa 16 anni con questionari triennali. Si è studiata la possibile correlazione tra la potenziale efficacia della dieta antiossidante e lo sviluppo di malattie croniche o mortalità. Nella analisi finale è emersa la lineare riduzione della mortalità totale parallela all’aumento del consumo di vitamine C ed E ovvero di betacarotene e polifenoli. Il rischio minore di malattie croniche e di morte è emerso, come atteso, tra le donne non fumatrici con alto consumo di the, cioccolato, vino, frutta, verdura e frutta a guscio. Il gruppo di fumatrici con scarso consumo di prodotti antiossidanti è risultato il più a rischio: + 130 di

Leggi di più

Qualche bicchiere di troppo, succede complici le serate in compagnia di amici e il caldo che invita a bere. Sete, tanta sete la mattina dopo E’ questo l’effetto più visibile e immediato della disidratazione che avviene quando si è bevuto molto. L’alcool infatti è un potente diuretico che porta a urinare più del normale con conseguente perdita di molti nutrienti essenziali come vitamine e sali minerali. La disidratazione causata dall’alcool può anche aumentare l’acidità nello stomaco e nell’intestino, causare bruciori alla gola e alla bocca dello stomaco. Attenzione ai diabetici in quanto molto alcool può portare a produrre troppa insulina con conseguente calo di zuccheri nel sangue. Bere alcool ma non di giorno - raccomandano gli esperti - meglio la sera facendo attenzione a mantenere il corpo sempre idratato con assunzioni frequenti di acqua che può aiutare a minimizzare l’effetto di alcool nel corpo. Cosa bere allora? Meglio la birra a bassa gradazione alcolica, tipo le messicane. Dissetano di più rispetto le scure o al doppio malto. Lo stesso discorso vale per il vino: meglio evitare quello ad alta gradazione. Più elegante lo champagne che da un tocco di maggior effetto all’atmosfera. Se siete un poco a corti di soldi il prosecco è perfetto.

Leggi di più

Lo studio pubblicato su British Journal Nutrition. Ma chi sono questi flavonoidi tanto importanti da essere associati a una riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare e per i tumori? Lo spiega bene uno studio il Nurse’s Health Study II, che ha monitorato con cadenza biennale 93.145 infermiere, di età compresa tra i 25 e 42 anni. Ma andiamo per ordine: protagonisti i flavonoidi, polifenoli vegetali contenuti in frutta, verdura e bevande di derivazione vegetale come il tè e il caffè, che hanno molte importanti funzioni. Infatti una alimentazione ricca di flavonoidi stabilizza una molecola, l’ossido nitrico, che funge da vasodilatatore naturale, riduce la dannosissima aggregazione piastrinica oltre che inattivare quel processo chiamato carcinogenesi ovvero morte cellulare. Bene molti studi hanno dimostrato che il consumo regolare di alimenti ricchi di flavonoidi è associato a una riduzione della mortalità per tumori, malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 o per tutte le cause. La conferma nel già citato studio Nurse’s Health Study II che valutando l’associazione tra la frequenza di consumo dei citati alimenti, ha dimostrato, nei 18 anni di monitoraggio quanto segue: Rispetto alle non consumatrici di tè e vino rosso, le infermiere che sceglievano queste bevande per più di una volta la settimana,

Leggi di più

I dati della Piramide di Curare Salute, analizzati dal Censis Stanchi di profili sulle abitudini alimentari degli Italiani? Probabilmente si, ma batti che ti ribatti alla fine qualcosa è stata cambiata dai consumatori in fatto di corretta alimentazione. I dati elaborati dal Censis su circa 27mila risposte al test della Piramide di “Curare la Salute”, giornale online a cura del Prof Michele Carruba, Direttore Centro Studi sull’obesità dell’università degli Studi di Milano, indica 5 profili: Le quarantenni sempre a dieta (proteica) 31,6%. Lavoratrici, in carriera, con buona attività fisica. Amano cibo e gli alcolici, fanno uso di proteine, ma sono carenti soprattutto di cereali. Le salutiste, 25%. Donne di educazione medio-elevata, spesso in perimenopausa. Sono molto attente alla protezione della salute, mangiano di tutto, si concedono qualche dolce ma sono carenti di verdure anche se ritengono di assumerne molta. Le sobrie 13,8%. Sono in buona parte laureate e hanno una concezione molto elitaria della salute. Poca carne, latte, uova e derivati. Molta frutta e verdura ma non nelle giuste quantità. E arriviamo agli uomini con due profilli: I maschi onnivori, 14%. Dai 30 anni in su, sono caratterizzati da attività salutistiche. Si concedono molte gratificazioni alimentari come porzioni abbondanti di pasta, pane e carni di tutti

Leggi di più