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Rubrica di Emanuela Medi

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    Vini nel mondo

    Sabile, piccola cittadina collinare, è davvero fiera della propria secolare tradizione vinicola - avviata nel XIV secolo, stando ai documenti d'archivio - tanto da aver scelto come effigie per il proprio stemma un grappolo d'uva sormontato da due grandi foglie di vite e da ospitare da quasi vent'anni il "Wine Festival" più importante di tutta la zona. La cosa davvero straordinaria di questa comunità è però un'altra, ovvero la sua posizione. Non stiamo infatti parlando di un petit village della Linguadoca o di un borgo toscano: la piccola Sebile si trova in Lettonia e fino al 2008 la sua Vīna Kalns - in lèttone "Collina del vino" - si è fregiata del record di vigna più a Nord del mondo (attualmente detenuto dalla vigna Lerkekåsa, in Norvegia). Le latitudini baltiche sono estremamente inospitali per i vigneti, ma questo non ha fermato la passione dei produttori lèttoni, che non esitano ad affrontare le sfide del clima. Tra questi spicca la famiglia Abavas, la cui azienda produce vino davvero di ogni genere: considerando infatti che nei paesi del nord Europa difficilmente l'uva trova le giuste condizioni per crescere, i vini tradizionali derivano in realtà dalla fermentazione di bacche e frutta di vario genere, come

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    Il Malbec è un vitigno complesso nella sua espressione gustativa come nella gestione in vigna, che ha dovuto attraversare l’oceano per trovare il proprio habitat naturale. A Bordeaux, dove è nato e dove rimangono appena 2 mila ettari a fronte dei 22mila coltivati nella sua patria odierna, non ha mai trovato la propria dimensione ideale, complici le frequenti gelate primaverili e l’eccessiva umidità. Meglio si è adattato, invece, alle alti valli Andine dell’Argentina, dove la ventilazione costante, l’intensa luminosità ed un clima più secco e regolare, favoriscono il suo corretto sviluppo. Questi elementi, nel corso di circa duecento anni di presenza nel paese, ne hanno decretato il successo, permettendogli di affermarsi quale vitigno nazionale. Il Malbec argentino è un vino corposo, fruttato scuro di prugne e di more, floreale in giovinezza e via via più terragno. Presenta tannini robusti ma bilanciati che arricchiscono una struttura importante supportata da un buon grado alcolico e bilanciata da una ricca componente fruttata. E’ un vino che, date le sue caratteristiche, risulta quasi sempre il linea con lo stile “Nuovo Mondo” e che ben si adegua al cosiddetto“gusto internazionale” quando ne viene esaltata la generosità attraverso l’affinamento in barrique. Tuttavia, le sue migliori versioni sono lungi

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    Immaginiamolo caldo, denso, muscoloso, avvolgente, perfino “caliente”. Immaginiamo un frutto deciso, una morbidezza pronunciata, balsamicità e speziature incipienti, tannini misurati e levigati. Non dimentichiamo l’apporto acido e tantomeno quello sapido, poiché sarà pur vero che questo vino è prodotto ad una latitudine corrispondente a quella del Nord Africa, ma è anche vero che le vigne sono ubicate ad oltre 2.000 metri di altezza. Difatti, la sua area di provenienza è la Valle de Guanajuato, zona montuosa del Messico centrale che si sviluppa intorno alla splendida città coloniale di San Miguel de Allende, le cui vette sfiorano i 2.900 metri d’altezza. La Valle di Guanajuato, come gran parte del Messico Centrale, è caratterizzata da un clima tendenzialmente temperato, con minime che, anche nelle stagioni più calde, rasentano i 15° C e massime che raramente vanno oltre i 30° C. Ne consegue che la vite, pur subendo l’influsso dell’intensa luce tropicale, riesca comunque ad avere un ciclo vegetativo abbastanza lento, scongiurando ogni rischio di sovramaturazione. L’ azienda produttrice di questo vino si chiama “Cuna de Tierra”, ed è tra le più rinomate di questa zona del Messico. La cantina è ubicata a Dolores Hidalgo, cittadina da cui partì il “grito de dolores”, ovvero

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