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Rubrica di Emanuela Medi
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Vinosano parla di voi

Meltina (sopra Bolzano) 1.200 metri, la cantina più alta d’Europa dove il mondo agricolo è ancora autentico fatto di pazienza, lavoro e passione. Una esperienza unica! L’incontro con Josef Reiterer – proprietario assieme alla moglie Marianna della cantina ARUNDA è di quelli che non si dimenticano: occhi azzurri, grembiule blu intenso, gentilissimo e disponibile (un altoatesino atipico, se la riservatezza è un loro carattere). Avrebbe potuto essere il farmacista, il ciabattino, il postino di questo paese, e invece è il cantiniere più famoso della zona.

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Il profumo, il colore, la biodinamica e la solforosa, la cultura e la mineralità, le Anfore e la Georgia. Sono tutti argomenti “salienti” che giornalisti, enologi e degustatori affrontano ogni giorno. Alcuni di questi sono fulcro di dibattiti feroci, che spesso sfociano in lunghe diatribe. Altri sono meno controversi, ma suscitanogrande curiosità. Ascoltare le parole di Donato Lanati nello splendido contesto di “Enosis Meraviglia” è un’occasione irripetibile per affrontarli tutti con raziocinio e lucidità. ENOSIS Meraviglia: Potrebbe sembrare un semplice Casale immerso nello splendido panorama monferrino, ma è qualcosa di  più speciale.Un paragone con il CERN di Ginevra potrebbe far apparire freddo ed asettico questo luogo  "meraviglioso", che da decenni è la base operativa di Donato Lanati. Eppure “ENOSIS Meraviglia" sta davvero all'enologia come il CERN sta alla fisica nucleare: è un laboratorio  di avanguardia  dove il Nettare di Bacco viene scandagliato e vivisezionato. Al suo interno strumenti tecnologici di ogni genere fanno da supporto ad un affiatato gruppo di enologi e ricercatori che, capitanati dall’enologo-scienziato, osservano l’uva ed il vino nei loro continui processi metamorfici. All’ esterno, il vigneto “Pisopo”, che racchiude in un singolo ettaro 36 autoctoni piemontesi, costituisce terreno fertile per le più svariate sperimentazioni in campo agronomico. Donato

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Eleganza è la parola chiave quando si parla di Nobile di Montepulciano, poiché Nobile questo vino lo è sia di nome che di fatto. Potrà alle volte risultare meno potente e meno profondo dei cugini Brunello e Chianti Classico, ma non pecca mai in termini di grazia ed equilibrio Il suo segreto risiede nei terreni prospicienti l'incantevole borgo rinascimentale, dove ai tipici suoli argillosi si alternano spessi strati sabbiosi. Chi ha calpestato vigne importanti, come ad esempio il Cru Cannubi di Barolo, capirà facilmente che questa caratteristica, comune a tanti territori eletti della viticoltura mondiale, s i traduce nel calice in eleganza e flessuosità. Ed è proprio tra argilla e sabbia che Bindella gioca la sua partita. I terreni sabbiosi conferiscono ai vini aziendali snellezza e ricchezza di frutto, mentre quelli argillosi danno vita a sapori più robusti e profondi. Da un'accurata selezione di uve dagli uni e dagli altri nascono vini nobili fragranti e dinamici, capaci di garantire una particolare bevibilità senza discostarsi troppo dalla tradizione. Bindella è nata nel 1984 dalla volontà di Rudi Bindella - imprenditore italo-svizzero a capo di un impero nel settore della ristorazione - di riallacciare i legami con la natia Toscana tramite l'acquisizione di una tenuta di

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"Vittoria, il vino, la vigna, i muretti a secco" - dice una delle più conosciute donne del vino Italiane, Arianna Occhipinti. "Questa è la mia terra, il sole che sorge dai Monti Iblei e si diffonde tra i filari di fossa di Lupo, la mia contrada, tingendo la sera di rosso le terre pettinate da un vento dolce che sa essere anche violento. Amo l’asprezza di questi luoghi sconosciuti a molti, dove si racchiude tutta la mediterraneità della Sicilia”. Arianna solare, determinata, sbrigativa, forte donna del Sud, ci piace la sua sincerità e anche la sicurezza di chi ha faticato per un progetto di vini di alta qualità e c’è riuscita.

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Nonostante l’ultimo riconoscimento con i 5 Grappoli per il suo Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Fonte Cupa Riserva 2010, Camillo Montori ama i bianchi, in particolare il Pecorino che gli sta dando molte soddisfazioni, il più bevuto Trebbiano d’Abruzzo e il Cerasuolo dal futuro sempre più rosa Questi i tre vini selezionati:   Cerasuolo d’Abruzzo DOC - Fonte Cupa 2016 Montepuciano vinificato in bianco con una leggerissima fermentazione del solo succo Colore: rosa carico con un unghia leggermente violacea. Olfatto: boquet complesso in cui spicca la rosa, rosa canina e poi ancora i sentori di ciliegia, pesca e ribes. Si aprono le spezie dolci quali lo zenzero e la cannella. Interessante la presenza di erbe aromatiche in particolare maggiorana accompagnato da un leggero profumo di salvia. Gusto: perfetta corrispondenza naso-bocca. Grande equilibrio di acidità e sapidità. Vino complesso, non aggressivo nonostante i suoi 13,5° dai profumi netti e intensi. Non ha una lunga persistenza e lunghezza ma chiude bene lasciando una bocca pulita. Si stacca dai rosati pugliesi per leggerezza e bevibilità. Abbinamenti: carni bianchi, pesce minuto dell’Adriatico, brodetto di pesce, pizza margherita.   Trebbiano d’Abruzzo DOC - Fonte Cupa 2015 Colore: giallo paglierino dal colore brillante con riflessi dorati. Olfatto: minerale, salmastro con sentori di agrumato quali pompelmo e scorza di limone.

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