a

I Tag di Vinosano
Rubrica di Emanuela Medi

    HomeVinosano parla di voi

    Vinosano parla di voi

    Ne ‘Il giro di boa’ di Andrea Camilleri, il settimo romanzo dedicato alle vicende del commissario Montalbano, il protagonista appare turbato da una profonda crisi esistenziale: disgustato dall’atteggiamento tenuto dalla polizia e dalla politica durante il G8 di Genova, Montalbano sta seriamente pensando di dimettersi e,come se non bastasse, ‘San Calogero’ la sua trattoria di fiducia ha chiuso i battenti. Il commissario inizia la ricerca di una degna sostituta e finalmente la trova, proprio quando ogni speranza cominciava ad abbandonarlo, nella trattoria ‘Da Enzo’, un ristorante arroccato nella parte alta della città di Vigàta.

    Leggi di più

    Eleganza è la parola chiave quando si parla di Nobile di Montepulciano, poiché Nobile questo vino lo è sia di nome che di fatto. Potrà alle volte risultare meno potente e meno profondo dei cugini Brunello e Chianti Classico, ma non pecca mai in termini di grazia ed equilibrio Il suo segreto risiede nei terreni prospicienti l'incantevole borgo rinascimentale, dove ai tipici suoli argillosi si alternano spessi strati sabbiosi. Chi ha calpestato vigne importanti, come ad esempio il Cru Cannubi di Barolo, capirà facilmente che questa caratteristica, comune a tanti territori eletti della viticoltura mondiale, s i traduce nel calice in eleganza e flessuosità. Ed è proprio tra argilla e sabbia che Bindella gioca la sua partita. I terreni sabbiosi conferiscono ai vini aziendali snellezza e ricchezza di frutto, mentre quelli argillosi danno vita a sapori più robusti e profondi. Da un'accurata selezione di uve dagli uni e dagli altri nascono vini nobili fragranti e dinamici, capaci di garantire una particolare bevibilità senza discostarsi troppo dalla tradizione. Bindella è nata nel 1984 dalla volontà di Rudi Bindella - imprenditore italo-svizzero a capo di un impero nel settore della ristorazione - di riallacciare i legami con la natia Toscana tramite l'acquisizione di una tenuta di

    Leggi di più

    Parla per lei il territorio, meglio la sua Sicilia "Vittoria, il vino, la vigna, i muretti a secco" - dice una delle più conosciute donne del vino Italiane, Arianna Occhipinti. "Questa è la mia terra, il sole che sorge dai Monti Iblei e si diffonde tra i filari di fossa di Lupo, la mia contrada, tingendo la sera di rosso le terre pettinate da un vento dolce che sa essere anche violento. Amo l’asprezza di questi luoghi sconosciuti a molti, dove si racchiude tutta la mediterraneità della Sicilia”. Arianna solare, determinata, sbrigativa, forte donna del Sud, ci piace la sua sincerità e anche la sicurezza di chi ha faticato per un progetto di vini di alta qualità e c’è riuscita. Nel 2004 acquista un ettaro di terra, alle falde dei Monti Iblei, vicino Vittoria sede dell’omonima Cantina, ed impianta il primo vigneto. Oggi possiede 22 ettari in contrada Fossa di Lupo e Piraino. La coltivazione ad alberello 1 metro e 25 per 1 metro e 25 sono una particolarità di Vittoria, attorno a cui ci si può lavorare permettendo al vento di girarvi attorno togliendo l’umidità. Il suolo formato perlopiù da sabbie rosse di matrice calcarea, costituisce un forte caratteristica che si

    Leggi di più

    Nonostante l’ultimo riconoscimento con i 5 Grappoli per il suo Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Fonte Cupa Riserva 2010, Camillo Montori ama i bianchi, in particolare il Pecorino che gli sta dando molte soddisfazioni, il più bevuto Trebbiano d’Abruzzo e il Cerasuolo dal futuro sempre più rosa Questi i tre vini selezionati:   Cerasuolo d’Abruzzo DOC - Fonte Cupa 2016 Montepuciano vinificato in bianco con una leggerissima fermentazione del solo succo Colore: rosa carico con un unghia leggermente violacea. Olfatto: boquet complesso in cui spicca la rosa, rosa canina e poi ancora i sentori di ciliegia, pesca e ribes. Si aprono le spezie dolci quali lo zenzero e la cannella. Interessante la presenza di erbe aromatiche in particolare maggiorana accompagnato da un leggero profumo di salvia. Gusto: perfetta corrispondenza naso-bocca. Grande equilibrio di acidità e sapidità. Vino complesso, non aggressivo nonostante i suoi 13,5° dai profumi netti e intensi. Non ha una lunga persistenza e lunghezza ma chiude bene lasciando una bocca pulita. Si stacca dai rosati pugliesi per leggerezza e bevibilità. Abbinamenti: carni bianchi, pesce minuto dell’Adriatico, brodetto di pesce, pizza margherita.   Trebbiano d’Abruzzo DOC - Fonte Cupa 2015 Colore: giallo paglierino dal colore brillante con riflessi dorati. Olfatto: minerale, salmastro con sentori di agrumato quali pompelmo e scorza di limone.

    Leggi di più

    Piero Caterina dell'azienda Barone Cornacchia: due generazioni a confronto Piero Cornacchia, titolo baronale ricevuto dall’allora Vicerè di Napoli, con l’Unità d’Italia si sposta dalle terre che si estendevano attorno alla Fortezza di Civitella a quella che era la riserva di caccia, in una frazione del Comune di Torano Nuovo, ove oggi ha sede l’azienda. Cambio generazionale: una questione di età? “Non è stata un questione di età… Il passaggio c’è stato: i tempi cambiano enormemente, molti inequivocabili segnali mi indicavano l’esigenza di innovare e questo poteva avvenire solo attraverso un cambio di mano, quindi con idee, forze, imprenditorialità diverse, più fresche, al passo con i tempi. La scelta era direi doverosa. Da una concezione molto tradizionalista, a una certamente più moderna; e poi non dimentichiamo che tutti viviamo su queste terre e di queste terre. Caterina e Filippo lavorano in azienda, hanno entrambi figli ed era giusto dare loro un lavoro.. perché andarlo a trovare altrove!" Caterina, da poco avete preso in mano l’azienda introducendo con tuo fratello Filippo molte novità. "Intanto abbiamo ottenuto la certificazione biologica e questo secondo noi, conferisce all’azienda un salto di qualità e di credibilità. La gente vuole bere “sano” quindi senza fertilizzanti, Ogm, diserbanti chimici, anticrittogamici ecc. L’uva

    Leggi di più

    “Quando io penso al vino, penso a una vita normale e siccome io mi interesso di politica senza schierarmi, personalmente mi considero un estremista di centro come diceva Aldo Moro quando parlava di convergenze parallele per spiegare i suoi rapporti con la sinistra italiana. Ecco, io ho due vini fondamentali:la Barbera e il Timorasso, con quest’ ultimo faccio 4 etichette tutte con lo stesso stile, con la Barbera faccio sempre 4 etichette ma con stili completamente diversi. Il Timorasso va su dritto come unna schioppettetata, la Barbera in forma sinosiduale anche perché uno è vinificato in acciaio, l’altro con il legno nuovo. Ma entrambi sono figli di un territorio il Tortonese che io ho scoperto e valorizzato e tutti e due partono dalla terra per arrivare al bicchiere: le enoconvergenze parallele”. Continua Walter Massa - cui tutti riconoscono uno stile di vita senza slabbrature e di grande generosità intellettuale, per aver fatto partecipe tutti delle sue conoscenze vitivinicole. “Il Timorasso - dice - mi ha dato tutto, anche se mio padre non era d’accordo, ma io ho fatto di testa mia, ho studiato enologia ad Alba e la domenica andavo per i campi a vedere le vigne Sarebbe stato troppo comodo avere uno

    Leggi di più

    KASTELAZ e CASTEL RINBERG i suoi gioielli: ne va fiera questa bella, elegante signora che abbiamo incontrato nella sede storica dell’azienda a Tramin (Bolzano). Leggermente abbronzata dopo una bella vacanza in Grecia con la famiglia. Si concede e ci concede due bellissime ore per parlare dei suoi gioielli e del futuro del’azienda. Ha un nome italianissimo Elena, nonostante che il padre, nel 1950, volendola iscrivere a Milano all’anagrafe con il nome di Helene non ha potuto farlo per via della nuova identità dell’Alto Adige, ma lo stampo è austriaco per via del trisavolo del marito Walch che dall’Austria sceglie, compra e inizia a vinificare proprio nelle sue “ Vigne”. I suoi gioielli: ne parliamo al plurale perché si identificano in due proprietà Castel Rinberg e Kastelaz famose anche con il nome VIGNA. "La gente - dice Elena Walch - vuole sapere cosa beve e cosa realmente rappresenta l’etichetta di una bottiglia. Con il termine "vigna”, derivazione della denominazione francese - noi indichiamo una denominazione di origine, dotata di un nome storico, delimitata, autorizzata a indicare con assoluta certezza che quel vino proviene da un terreno e solo quello. Per noi - prosegue la single vineyard - è importantissimo informare il consumatore che

    Leggi di più

    “I vini di Fontodi testimoni di un territorio, della loro stagione, della filosofia di produzione della famiglia Manetti” Sostenibilità, razionalità, continuità sono le tre parole che definiscono il credo di Giovanni Manetti, patron della storica azienda chiantigiana Fontodi. Sostenibilità significa rispetto dell'ecosistema, rifiuto della chimica in vigna e in cantina, autonomia produttiva e ricerca della territorialità attraverso un prodotto più strettamente legato alla terra. Razionalità è sinonimo di precisione nel lavoro svolto e di un uso appropriato delle tecnologie moderne. Continuità, infine, è la capacità di perpetrare nel tempo questo progetto, aldilà delle mode e delle strategie di mercato. Tutto questo trascende i confini dell'agricoltura, divenendo una vera e propria filosofia di vita che ben si accorda l'idea di “vino sano”. Fontodi è indubbiamente il volto più noto della “Conca d’Oro” di Panzano in Chianti , anfiteatro divenuto primo “biodistretto” d’Italia: un’area in cui, su 500 ettari vitati, 400 sono coltivati seguendo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica. Manetti non nasconde l'orgoglio per Panzano e a più riprese afferma il suo impegno per il raggiungimento di simili traguardi in tutto il Chianti Classico, del cui consorzio è stato vice-presidente. La qualità espressa da Fontodi è anche legata ad un lavoro minuzioso in cantina. Essenziale, in questo

    Leggi di più

    Meltina (sopra Bolzano) 1.200 metri, la cantina più alta d’Europa dove il mondo agricolo è ancora autentico fatto di pazienza, lavoro e passione. Una esperienza unica! L’incontro con Josef Reiterer – proprietario assieme alla moglie Marianna della cantina ARUNDA è di quelli che non si dimenticano: occhi azzurri, grembiule blu intenso, gentilissimo e disponibile (un altoatesino atipico, se la riservatezza è un loro carattere). Avrebbe potuto essere il farmacista, il ciabattino, il postino di questo paese, e invece è il cantiniere più famoso della zona. Si entusiasma Josef Reiterer quando parla delle sue bollicine. "Non dispongo di vigneti di proprietà - dice - ma seleziono e acquisto le uve di Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero da vignaioli di fiducia, collocati in diverse zone dell’Alto Adige. Sono sempre alla ricerca della zona produttiva più adatta per fare i vini base, e - a queste latitudini - devo fare il massimo sforzo per capire il periodo migliore per la vendemmia e carpire tutti quei piccoli dettagli che creano un distinguo e fanno la differenza tra uno Chardonnay e l’atro. Il mio è un perenne girovagare da una zona all’altra: per esempio osservo da anni un luogo chiamato Pochi, che ha una terra

    Leggi di più

    “La mia filosofia? Saper vivere con buonumore, entusiasta della vita, senza eccessi e inutili rinunce. E’ come una pianta di vite che non ha bisogno di essere troppo carica di uve, ne di soffrire d siccità, di stress idrico, ma deve crescere in modo equilibrato ”. Saggio certamente lo è, deciso pure e con idee ben chiare, parlare con Hans Terzer, uno dei dieci enologi più famosi del mondo , è un privilegio ma soprattutto è il modo più diretto per capire i grandi vini dell’Alto Adige, unici, indiscutibili nella qualità e soprattutto.. i suoi, pluripremiati. Dove si è formato? “Sono figlio di piccoli contadini e già a 10 anni lavoravo nella cantina del paese in cui sono nato. Dalla formazione in cantina e poi in vigna, alla presentazione dei vini e loro commercializzazione. Dopo la scuola agraria, posso dire che a 18 anni il mio percorso era già tracciato ,ho avuto l’incarico di dirigere la cantina di sperimentazione agraria di Limburg. Una grande possibilità di crescita. Con il servizio miliare a 21 anni sono stato chiamato a dirigere la cantina di Appiano. Una sfida che è iniziata con un cambiamento radicale. Io sono uno che osserva molto ma senza dimenticare quello che

    Leggi di più