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Rubrica di Emanuela Medi
 

Langhe, i vini del Castello di Neive

Langhe, nome che indica “lingue di terra”, rappresenta la sequenza di colline tra le province di Asti e Cuneo, nella parte meridionale del Piemonte.

È una zona ricca di boschi, tartufi (si ricorda il rinomato di “Alba), uliveti e vigneti, che in autunno si accende di colori: dal verde tipico del Nebbiolo, al giallo del Dolcetto, fino al porpora della Barbera. Fulcro di turismo enogastronomico e artistico-culturale, attrae ogni anno numerosi visitatori e dal 2014, assieme alle confinanti Roero e Monferrato, è stata consacrata nei beni naturali protetti dell’Unesco.

Neive è un affascinante borgo delle Langhe  dove, tra scorci mozzafiato, ha sede l’Azienda vinicola Castello di Neive. Gestita dai fratelli Stupino, la proprietà si estende per 60 ettari, di cui 27 coltivati a vigneto, 2 destinati alla raccolta della tipica nocciola gentile di Langa ed i restanti suddivisi tra cascina e castello per una produzione di 80 mila bottiglie l’anno.

La Cantina risale a metà dell’800 e conserva ancoraun’enorme bilancia intatta perla taradell’uva insieme aun vecchio torchio. Il vino, un tempo lavorato esclusivamente per uso domestico e venduto sfuso, dal 1970, è vinificato su larga scala grazie all’aiuto di tecnici competenti ed interventi di ristrutturazione. Nei locali di fermentazione la temperatura è mantenuta costante a 13/14° gradi. Serbatoi in acciaio e legno sono disposti a 3 metri da terra e 4 sottostanti le colline langarole. Barrique, botti grandi e tonneau di rovere francese sono impiegate nell’invecchiamento dei vini rossi e garantiscono una migliore integrità aromatica dell’uva.

I vigneti vennero acquistati durante le trattative per il Castello e fungono oggi da base dell’Università di Torino per l’innesto di cloni di vitigni particolari, come Arneis, pressocché abbandonato, da cui si ricava anche una versione passita. L’esposizione a sud, sud-ovest e la perfetta illuminazione consentono inoltre ambiziose coltivazioni, come il Pinot Nero spumantizzato con metodo classico e l “Albarossa”ottenuto dall’incrocio si Nebbiolo e Barbera. Completano la produzione dolcetto, riesling italico, pinot grigio, moscato d’Asti e presto una versione Spumante Brut Rosè attualmente in via di sperimentazione.

Langhe bianco Doc Arneis 2011

Colore: paglierino lucente con olfatto  di agrumi, ananas e pesca gialla seguito da fiori freschi, timo e zenzero invitanti all’assaggio. Il gusto è delicato, ma pieno, fresco e persistente, dai ritorni mentolati e di mandorla fresca. Una vera sorpresa.

Piemonte Doc Spumante Pinot Nero Metodo Classico Brut 2011

Colore: paglierino tenue con perlage elegante. Esprime sentori fragranti di pane e biscotteria secca accostato a fiori e frutti bianchi e gialli. Accenti minerali anticipano un palato bilanciato nelle componenti fresco- sapide. Prosegue morbido con ritorni di frutta fresca.

Piemonte Albarossa Doc 2015

Colore:rubino compatto con unghia violacea, ricordi intensi di visciola, prugna,e fiori in potpourrì .Proseguono muschio, salvia ed accenti di china. Fresco e abbastanza caldo, il sorso è pieno ed equilibrato. Percezioni balsamiche e ammandorlate concludono invitando a un nuovo assaggio.

Barbaresco Docg Riserva 2009

Colore: granato dai riflessi arancia, impressiona il naso per l’ampio bouquet. Ribes, more e arancia e piccoli frutti rossi maturi e in confettura si aprono verso sensazioni scure di tabacco, pepe nere e cacao. Etereo dagli accenti di sottobosco che anticipano un sorso caldo e morbido bilanciato da spina dorsale acida. Il tannino è levigato, le componenti sapide piacevoli e in equilibrio. All’assaggio ritornano le note agrumat e  leggermente speziatie che si protendono in una lunga persistenza.

Moscato d’Asti Docg 2015

Colore :paglierino con riflessi verdognol. Hai  un bouquet intenso e persistente che ricorda la pesca tabacchiera, gli agrumi e l’ananas con accenti di erbe aromatiche.Sentori bianchi floreali di glicine. Il gusto è un’esplosione di freschezza ed aromi in continuità con l’olfatto. Ottima persistenza

 

Ilaria Martinelli, sommelier

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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