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Rubrica di Emanuela Medi

 

Montepulciano d’Abruzzo: una DOCG meritata. Intervista a Camillo Montori

Si, una DOCG conquistata e meritata quella di Camillo Montori che in Fonte Cupa, bottiglia pluripremiata, ha saputo riscattare quel Montepulciano un poco troppo trasandato, senza una vera identità e anche per questo poco conosciuto dagli Italiani.

Una intervista, con Camillo Montori che mi ha personalmente “marcato” tanta era la foga, la passione, la tenacia, la professionalità di chi ama il suo Abruzzo e da questa terra vuole trarne il meglio. E ci sono riusciti, parlo al plurale perché sono soprattutto i viticoltori della Val Vibrata, ad aver sdoganato il Montepulciano e a fargli dare una DOCG Colline Teramane simbolo di un vino che ha molto da dire. “Vino invecchiato almeno 2 anni in botti grandi, affinamento in bottiglia per almeno sei mesi e un futuro da lungo invecchiamento – dice Camillo Montori – con una premessa uva sana”.

“L’Abruzzo è troppo grande per avere una sola DOC, si diceva negli anni 97-98, si devono creare delle sotto-zone e-continua il produttore – è quello che abbiamo fatto con la sottozona Colline Teramane. Rispetto il Montepulciano del Chietino, vino meno corposo, pronto e più bevibile, noi abbiamo fatto un operazione completamente diversa: basse rese da 140 a 100 quintali per ettaro, maggiore complessità e corposità attraverso la ricerca di vini dal lungo invecchiamento. Maturazione perfetta sia degli acini, che del succo e dei vinaccioli e tanto, tanto costante lavoro in vigna”.

Dispiace a Camillo Montori che il Montepulciano d’Abruzzo non riesce a emergere a grande vino, “NON MARCA – dice – non ha una sua identità, come ad esempio il barolo che si identifica immediatamente- e per questo facilmente si sposa con altri vini”. Amarone, Valpolicella, lo stesso Chianti prendono in prestito come spalla il nostro Montepulciano, ma non lo dicono. Noi non riusciamo – dice accorato Montori – mai a chiudere il cerchio. Abbiamo prodotto i migliori Jens in Italia, camicie, scarpe, vini e tutti ce li commercializzano, ma non siamo noi. L’imbottigliamento non avviene nella nostra regione. Abbiamo avuto il grande Masciarelli che purtroppo è morto di recente, ma a parte lui e pochissimi altri non abbiamo un Antinori, Zonin, Gaja nomi trainanti e poi troppo Montepulciano venduto addirittura a 1 euro al litro. Questo significa deprezzare un vino! Altrochè rapporto qualità-prezzo. Partono dalle cantine sociali strapiene di vino, intere cisterne e nessuno sa dove va a finire questo Montepulciano. Non solo Colline Teramane ma tante altre sottozone – al momento sono 17 – per vini di grande qualità.”

AUGURI, Camillo.

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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