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Rubrica di Emanuela Medi

 

Sport e alcool: un rapporto non sempre discutibile

Il consumo di vino era proibito agli atleti che partecipavano alle Olimpiadi nell’Antica Grecia, una regola che dura da secoli ma, non per tutte le discipline sportive, secondo la disposizione contenuta nel regolamento internazionale antidoping del CIO.

Senza entrare nel delicato e complesso meccanismo del metabolismo dell’alcol sulle prestazioni sportive e senza voler peccare di grossolana superficialità: perché gli atleti potrebbero essere tentati di consumare pur modeste quantità di bevande alcoliche per migliorare la prestazione sportiva?

Una possibile spiegazione nasce dalla constatazione che gli effetti della somministrazione di bevande alcoliche inducono una riduzione della tensione nervosa e una sensazione di rilassamento. Questi effetti sul Sistema Nervoso Centrale possono risultare utili in alcune discipline come il tiro a segno, a volo, con l’arco, dove è molto alta la capacità di autocontrollo e devono essere limitati al massimo i movimenti involontari passivi del corpo, anche se impercettibili. Alcol si,ma solo se assunto in dosi molto modeste e sotto forma di soluzioni acquose diluite come vino e birra a bassa gradazione alcolica.

D’altro canto, l’eccitazione successiva alla ingestione di etanolo, possono ridurre la velocità della risposta motoria, per cui è ragionevole sconsigliare l’uso di bevande alcoliche a tutti coloro che praticano sport di destrezza e attività motoristiche. Effetto negativo anche sulle prestazioni di breve e/o lunga durata sia aerobiche, ovvero di lunga durata (maratona, atletica leggera, sci di fondo, ciclismo su strada) che anaerobiche, ovvero di potenza ( nuoto, ciclismo, sollevamento pesi, lanci, velocità nell’atletica leggera).

In linea generale anche in accordo con le conclusioni dell’American College of Sports Medicine, è possibile “tollerare” un uso abituale di bevande alcoliche – da parte degli atleti – che sia sempre ampiamente inferiore (circa la metà) rispetto al quantitativo massimo accettabile per la popolazione generale. Quantitativo che secondo la maggior parte degli esperti, non dovrebbe superare il 10% dell’Energia Totale Giornaliera introdotta dagli alimenti.

In ogni caso i superalcolici devono essere evitati se non banditi, mentre sonno da preferire le soluzioni alcoliche diluite, come il vino, la birra, purchè consumate in dosi frazionate ed in corrispondenza dei pasti, ancor meglio in quello serale.

Michelangelo Gianpietro medico dello sport di Roma, nutrizionista

Scritto da

VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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