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Rubrica di Emanuela Medi

     

    Bindella: l’eleganza del Nobile di Montepulciano e la Dolce Sinfonia

    Eleganza è la parola chiave quando si parla di Nobile di Montepulciano, poiché Nobile questo vino lo è sia di nome che di fatto. Potrà alle volte risultare meno potente e meno profondo dei cugini Brunello e Chianti Classico, ma non pecca mai in termini di grazia ed equilibrio.

    Vallocaia sorge tra Argiano, Cervognano e Sanguineto, tre zone d’essenziale importanza per la produzione di Nobile dove, tutte le cantine di spicco della denominazione hanno i loro migliori vigneti.. La produzione è ovviamente incentrata sul Nobile, proposto in versione classica “Bindella”, mono vigneto “I Quadri” e Riserva “Vallocaia”. Completano il fronte dei vini secchi gli alloctoni Sauvignon Blanc, Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon. Capitolo a pare è, invece, quello dedicato alla “Dolce Sinfonia”, ovvero al Vin Santo prodotto sia in versione bianca, che Occhio di Pernice.

    Degustazione:

    Gemella 2016. L’unico bianco aziendale è un Sauvignon Blanc da vigne esposte a nord e prossime ad un bosco. Oro verde la veste, olfatto misuratamente varietale, giocato su idee di pompelmo rosa, mandorla bianca e biancospino con un tocco di pietra focaia a completare. Sorso in tensione tra freschezza e morbidezza, nitido nel suo finale salino.

    Rosso di Montepulciano “Fossolupaio” 2015. Blend di Sangiovese e Syrah apprezzabile per la sua immediatezza. Violaceo, esala aromi di mirtillo rosso, visciola, pepe nero, foglia d’alloro ed un tenue refolo balsamico. Assaggio scorrevole, piacevolmente fruttato e bilanciato da una schietta vena acida.

    Bindella 2014. Selezione di uve da vari vigneti. Rubino vivace. Porta il segno del millesimo freddo nel suo profilo austero, definito da idee sottili di eucalipto, alloro, bacca di sambuco, gelso e terra umida. Il gusto evidenzia una pimpante freschezza e una setosa tannicità. Il finale è lievemente contratto ma molto pulito.

    Vallocaia Riserva 2013. Dalle migliori uve dei vigneti di Vallocaia. Rubino trasparente. Più avvolgente nei suoi sentori di ciliegie sciroppate,violette,more in confettura, eucalipto, alloro, ruggine e grafite. Il sorso è egregiamente bilanciato tra freschezza, incipiente morbidezza e tannini ben cesellati. Il finale é lungo nei ritorni mentolati.

    I Quadri 2013. Ad oggi terminato in cantina, ma disponibile nelle enoteche più fornite. Da terreni perlopiù argillosi, che gli conferiscono peculiari doti di struttura e profondità. Rubino cupo, sciorina aromi via via più nitidi di ruggine, cuoio, felce, terra rossa, tabacco mentolato, alloro, ciliegia nera e cacao amaro. Sinuoso é l’incedere del sorso sulla robusta e vellutata trama tannica sino ad un lungo finale scuro di cacao, chinotto e ciliegia nera.

    Merlot Antenata 2013. Un espediente interessante creato per il pubblico svizzero, da sempre affezionato alla celebre uva bordolese. Rubino compatto, “toscaneggia” non poco, esalando aromi di pomodoro secco, tabacco da pipa, confettura di more al whiskey, prugna, rabarbaro, cioccolato e legno arso. Ben più polposo ed orizzontale dei “Nobili”, sfoggia in bocca tannini dolci che sfumano in un persistente finale ematico-mentolato.

    Dolce Sinfonia Occhio di Pernice 2009. Il vino più saldamente radicato nella tradizione Poliziana. Ambrato scuro nel manto, concede inebrianti sentori evolutivi di mandorla tostata, legno lucidato, boero, after eight, prugna secca, tabacco dolce e cannella. Densa dolcezza, vispa freschezza e sferica tannicitá conferiscono equilibrio ad un sorso goloso, che s’infrange in un finale pregno di echi speziati, tostati e mentolati.

    Raffaele Mosca, Sommelier

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    VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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