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Rubrica di Emanuela Medi

     

    Wine&Siena, terza edizione: il ritorno del Chianti Classico

    Per chi avesse voluto immergersi nella realtà vitivinicola toscana non poteva mancare la terza edizione di Wine&Siena: evento pensato e realizzato dal patron di Merano Wine Festival, Helmut Kocker

    Oltre 150 case vitivinicole, 500 vini, artigiani del gusto, il tutto in location di eccezione dove era possibile ammirare i famosi capolavori della pittura i Italiana.

    Scontata l’affluenza dei produttori toscani: piccole, grandi realtà vitivinicole, ognuna espressione dei molteplici terroir della regione con l’obiettivo non solo di interpretare al meglio Sua Maestà il Sangiovese ma anche blasonati vitigni internazionali in blend raffinati ed eleganti. E c’è chi si è spinto anche più in la con il Pinot Nero e/o Chardonnay in purezza o anche chi utilizzando vitigni della Valle del Rodano come il Marsanne e il Roussanne , per realizzare affascinanti vini bianchi.

    A sbaragliare il campo, il Sangiovese, vitigno straordinario – dice Andrea Frassineti delegato ONAV, Organizzazione Nazionale, Assaggiatori di Vino – che in questo momento nella zona del Chianti Classico sta vivendo un momento d’oro con livelli qualitativi di assoluta eccellenza tanto da renderlo la migliore espressione del Sangiovese  della  Toscana. Le stesse caratteristiche – continua Frassineti – che un tempo erano poco apprezzate, oggi sono state riscoperte: eleganza, raffinatezza di naso, sentori floreali, tannini presenti ma non graffianti, complessità, avvolgenza. Insomma il Sangiovese materico, un poco ruffiano, che abbondava di Merlot e Cabernet Sauvignon per andare incontro al mercato internazionale, per fortuna è stato abbandonato. Il Sangiovese ha ritrovato la sua vera e originale identità tale da rendere superfluo l’utilizzo dei vitigni internazionali”.

    E allora siamo andati a ritrovarlo in purezza:

     

    Barone Ricasoli – Colledilà  Chianti Classico Gran Selezione  DOCG – 2013

    Colore granato, spalla acida, tannini nobili, di gran corpo, intenso e avvolgente. Ottima corrispondenza naso-bocca

    Capannelle Chianti Classico Riserva DOCG 2013 – Sangiovese 100% – Località Gaiole in Chianti

    Colore granato intenso, brillante. Perfetto equilibrio tra acidità, tannini e sapidità. Prevalente la nota di frutti rossi e neri, leggera speziatura, finale pulito.

    Castello di Meleto – Località Gaiole

    Vigna Casi Chianti Classico Riserva DOCG 2013 – Sangiovese 100% – Località Gaiole

    Sangiovese molto importante interprete di un terreno ricco di galestro e argilla. La riserva Vigna Casi è un CRU. Bella freschezza, frutti piccoli rossi, ciliegia , tannini eleganti, speziato, avvolgente, dal finale equilibrato e persistente.

    Castello di Albola – Località Radda in Chianti

    Ben venga un vino bianco: Poggio alle Fate – 2016 Chardonnay in purezza.

    L’importante escursione termica e il terroir ricco di calcare e di minerali caratterizzano questo vino dalle intense note fruttate, agrumate di pompelmo rosa, mela e ananas. Fresco, sapido, lascia la bocca pulita e di piacevole beva.

    Ancora un Chianti Classico con Albola Riserva 2013. Sangiovese 95%. Canaiolo 5%.

    Grande lavoro di selezione di uve provenienti da sei vigneti diversi. Anche qui il Sangiovese regala piccoli frutti rossi e neri, ma anche tannini soffici, balsamicità, speziatura e finale lungo e elegante. Ad accompagnare i pregi di questa cantina un CRU-Solatio, Sangiovese in purezza, dalla esposizione solare. Un 2013 complesso, caldo, balsamico dai sentori terziari di boiserie. Basta?

    Rocca delle Macie – Località Castellina in Chianti

    La proprietà della famiglia Zingarelli mette sempre un campo qualcosa di nuovo come Riserva Fizzarro – Chianti Classico Gran selezione 2014 DOCG Sangiovese 95% Merlot 5% e Sergio Zingarelli Chianti Classico Gran Selezione 2013. Due grandi sangiovese, dove anche una sola annata fa differenza a favore ovviamente della maggiore complessità e struttura del secondo.

    Chianti Classico ritrovato dunque nei tanti cru e nei tanti supertuscanus che per la loro bellezza si presentano da soli  come Tenute Angelo e Giovanni Folonari: Nozzole Chianti Classico Sangiovese in purezza, Pareto da Cabernet Sauvignon 100%, Cabreo Black Pinot Nero 100%

    Il prestigio del Sangiovese marca non poche piccole realtà che hanno attirato la nostra attenzione non più per il vitigno in purezza ma per grandi raffinati blend le cui produzioni purtroppo sono ancor di nicchia:

    Podere Forte: località Val d’Orcia

    Petruccino 2018 – Sangiovese 85%-Petit Verdot 15%

    Un bellissimo assemblaggio con il carattere del Sangiovese coniugato al nerbo e colore del Petit Verdot.

    Guardavigna 2013 – Cabernet Franc 45%- Merlor 44%- Petit Verdot 11%

    Molto balsamico, spalla acida ma ammorbidita dal Merlot. Anche questo un blend che stupisce.

    Guardavigna 2009 – Cabernet Sauvignon 50%- Merlot 44%- Petit Verdot 6%

    Alchimia di un assemblaggio!

    Fabbrica Pienza: Località Val d’Orcia

    Finalmente un bianco addirittura con due vitigni della Valle del Rodano! Marsanne e Roussanne.

    Fabbrica Bianco Toscano IGT 2016 – Vermentino 30% – Viogner 35% – restante Marsanne e Rossanne.

    Molto aromatico, nota di fiori bianchi, bella freschezza, non stucchevole. Marca il territorio la presenza del Vermentino.

    Prototipo 470 – 1 Sangiovese Toscana IGT – 2013Sangiovese 100%

    Un Sangiovese diverso dal colore più intenso, frutta  piccante, fresco, equilibrato di bella beva.

    Si presentano ora sul mercato con Sesterzo e Scorbutico la cantina Poggio Grande ancora in Val d’Orcia, il primo Sangiovese in purezza il secondo con un blend di Sangiovese 60%, Syrah 30%, Merlot 10%.

    Il nostro plauso a Sesterzo per l’annata difficile 2014 che ha saputo comunque regalare un vino di corpo, elegante dal fruttato leggero e croccante e dai tannini appena percettibili.

     

    Emanuela Medi, giornalista e sommelier

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    VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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