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Rubrica di Emanuela Medi
 

2 a 1: il bianco fermo batte il rosso

Almeno in Italia è così: è la tipologia di vino più consumata  seguita a ruota  dal Regno Unito, (presto anche negli Usa), ma soprattutto è all’estero che si piazza al primo posto per valore/volumi superano la Francia.

“Negli ultimi 5 anni-dice  Denis Pantini responsabile di Nomisma Wine Monitor– il bianco fermo italiano con un valore di 1.287 miliardi di euro l’anno, è il più venduto al mondo e fa meglio anche della Francia con i suoi 1276 miliardi.” Continua il responsabile di Nomisma“ Dai dati dell’indagine che abbiamo presentato al convegno“ Collisioni a Jesi è emerso che nonostante il boom delle bollicine (+ 88%) i vini bianchi fermi sono cresciuti del 38%  contro il 36% dei rossi. Sebbene questi ultimi rappresentino ancora la tipologia più consumata  al mondo con circa il 55% dei volumi totali. Il sorpasso è vicino a conferma di una tendenza che nel nostro paese oggi vede il bianco posizionarsi nel mercato con un 50,2 % rispetto il rosso 49%.

Come giustifica questa tendenza?

I vini bianchi sono più freschi,  semplici e bevibili soprattutto per un pubblico giovane e sono anche più versatili, adatti in molte occasioni a cominciare dagli aperitivi. Inoltre avendo meno calorie dei rossi che da sempre hanno avuto il pubblico femminile dalla loro parte, sono buoni compagni di un regime alimentare più sobrio fatto di pesce, verdure e carne bianca molto apprezzato dalle donne. Si beve meno in casa dove il rosso era onnipresente: si beve più fuori la propria abitazione e l’apprezzamento per il bianco si nota anche tra  le persone anziane. Cambiano i costumi, cambia il clima: il bianco fermo è la tipologia più presente nei ristoranti del Belpaese. Vediamo la crescita di un vino bianco fermo Italiano: il Verdicchio, negli ultimi anni non c’è carta dei vini importante in cui non viene riportato.

Quali sono le regioni a vocazione bianchista?

L’Alto Adige, il Friuli ma anche la Sicilia e ultimamente le Marche. Se vogliamo parlare di vitigni che stanno crescendo penso alla Ribolla Gialla in Friuli, alla Passerina, al Pecorino, certamente il Verdicchio

Si guarda all’estero ovviamente, cosa deve capire il produttore?

Secondo me deve capire il mercato del paese cui si rivolge. Faccio un esempio: se il mercato cinese predilige il rosso come è attualmente, è economicamente svantaggioso imporre un proprio  prodotto bianco e soprattutto imporlo come singolo produttore, meglio affermare il brand Italia poi a cascata  verrà il resto. In un paese come gli Stati Uniti molto più evoluto e dove il consumatore è più attento, allora in quel caso si può parlare  di un vino  autoctono, con tutte le caratteristiche di territorialità, produzione, vinificazione e prezzo su cui gli Americani fanno molta attenzione avendo una legislazione molto diversa dalla nostra, meno verticale e maggiormente orizzontale, per cui sia un vino costosissimo che di poco prezzo possono rientrare nella medesima AVA (American Viticultura Area).

Emanuela Medi, giornalista

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino