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Rubrica di Emanuela Medi
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aprile 2018

Tanti record per l’edizione di Vinitaly appena terminata : 4380 cantine espositrici (ben 130 in più rispetto la passata edizione) ed oltre 1.200.00 visitatori, giunti a Verona da ogni parte d’Italia. Oltre 32.000 presenze tra i buyer esteri accreditati, e più di 15.000 vini proposti, integrati con lo strumento della Vinitaly Directory Online, disponibile in Italiano, Inglese e Cinese (accessibile tramite questo indirizzo link: http://catalogo.vinitaly.com/it/)

Ci fu un tempo un temibile conquistatore che mise a “ferro e fuoco” intere nazioni e che minacciò una vera e propria guerra mondiale. Non stiamo parlando di leader dal calibro di Hitler, Napoleone, Gengis Kan o altro,  ma di un insetto che rischiò di eliminare dalla faccia della terra la coltivazione della vite e la produzione del vino.Le Americhe furono il luogo dove la filossera, questo il nome dell’insetto, partì per la sua crociata  mondiale anti vigne, ma fu l’America che riuscì poi a trovare il rimedio.

La vulgata vuole che a portare agli uomini il dono del vino fu una delle divinità più affascinanti della mitologia greca,Dioniso, che nel trasferirsi nel pantheon romano cambiò nome e divenne Bacco. Dio della liberazione dei sensi, della vitalità della natura e dell’ebbrezza, l’eterno enfant terrible dell’Olimpo vagò per il mondo insegnando al genere umano come coltivare la vite (fino ad allora considerata una bella ma inutile pianta spontanea) e come bere il vino, meritandosi la gratitudine eterna di noi poveri mortali. Ma è davvero tutto merito di Dioniso? I miti più antichi non sono d’accordo: secondo loro tutto nacque da una creatura ben più umile, una semplice cagna.

Dalla vendita del vino al bicchiere all'attuale produzione di 4 milioni di bottiglie, ne ha fatta di strada la famiglia Volpi da quando nel 1914 compra nel centro di Tortona una vecchia osteria il ”Cappel verde” e fortuna volle, in questo caso, che la vicinanza -durante la prima guerra mondiale -di una caserma, fece volare gli incassi! Quattro generazioni hanno creato quella che è riconosciuta come l’azienda di riferimento dei Colli Tortonesi, appunto le Cantine Volpi.