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Rubrica di Emanuela Medi
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giugno 2019

Si chiamano “ buchi  di mercato “ ovvero la variazione dei prezzi di frutta e verdura a causa di un andamento stagionale decisamente anomalo.  Crollata la produzione di miele per il freddo e l’impollinazione saltata. Prezzi ballerini per frutta e verdura a causa di una produzione diminuita al 70-80%  dovuta alla umidità esagerata nel mese di Aprile. Per esempio dopo un lungo periodo di abbondanza i meloni hanno subito un innalzamento dei prezzi e sono meno presenti sui banconi dei mercati. Momento felice per i pomodori  con una buonissima produzione dovuta al persistere dei raccolti siculi, come a Pachino. Anche al Sud dove ha fatto più freddo del solito  i famosi pomodorini hanno prolungato di un mese la stagione. Normalmente adesso sarebbe alla fine, ma ci sono ancora e si portano un abbassamento generalizzato dei prezzi  per i cuori di bue e i costoluti (anche prodotti al Nord in serra) e circa due euro al chilo per i datterini and company che di solito costerebbero il doppio. Altri prodotti in buona quantità ora sono le melanzane nere e le zucchine, entrambe acquistabili con una cifra tra 1,50 e 2.50 euro E’ probabile che anche per loro ci sarà il “ buco “

Questo non è un saggio psicologico un saggio di psicologia. La risposta sta proprio nel  sottotitolo: un comfort book, un libro cioè  in cui ritrovarsi, riconoscersi  per rimettersi in discussione e provare a migliorarsi partendo dal proprio corpo ”Dimagrire porca miseria” è un saggio che si legge quando è stato consumato e mal ingerito tutto il possibile sui metodi infiniti per dimagrire.

VITIS: l’evento che si è svolto il sabato 15 giugno,  nella splendida cornice del Castello  Reale di Govone non poteva essere  per raffinatezza, location, ospitalità, parterre di imprenditori, politici, sommelier, giornalisti, l’appuntamento accuratamente studiato  per presentare e far conoscere  l’annata 2018 dell’Arneis  il cui tema “I vitigni Bianchi del Roero“ ha avuto come due protagonisti  la Favorita e Arneis, vitigni autoctoni in abbinamento ad eccellenti piatti.

Sul suolo italico centro-settentrionale, tra i primi a coltivare il vino furono gli Etruschi mentre al Sud i colonizzatori Greci della Magna Graecia  diffondevano l’uso della vitis vinifera lungo il bacino del Mare Nostrum. I Romani raffinarono le tecniche di produzioni: introdussero l’uso delle botti e diramarono le coltivazioni enologiche soprattutto dopo le vittorie nel periodo repubblicano su Sanniti e Punici.

Tornare alla cucina di casa, che rappresenta tradizione, cultura e territorio. È questo il forte messaggio lanciato in occasione della 23^ edizione della Festa Artusiana, che si terrà dal 22 al 30 Giugno 2019 a Forminopoli, in Romagna. Ben nove giorni in compagnia dei protagonisti dell’enogastronomia italiana, durante i quali si terranno degustazioni, laboratori, concerti, spettacolo, mostre sul tema cibo, incontri cultuali e la proposta culinaria di oltre 60 ristoranti tipici. Il fil rouge di questa edizione sarà il convegno di apertura della Festa, “La cucina di casa domani”, che metterà a confronto i principali attori della cultura enogastronomica italiana: Massimo Montanari, Alberto Capatti, Marco Dalla Rosa, Carol Povigna, Gian Franco Gasparinie il giornalista Carlo Cambi. Obiettivo dell’incontro sarà dibattere del ruolo della cucina domestica nella società di oggi e dei numerosi mutamenti che quest’ultima ha subito nel corso degli anni. Un fitto calendario di eventi ed attività animerà tutte le giornate della manifestazione, partendo dagli spazi dedicati ai libri ed agli autori, alle “Città dei Sapori” di Piazza Garibaldi, dal Premio Marietta, concorso nazionale in cui cuochi dilettanti si sfidano ai fornelli, alla ristorazione vera e propria, con almeno 2 ricette “Artusiane” per ristorante. E poi ancora visite guidate presso il