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Rubrica di Emanuela Medi

settembre 2019

“C’è molto da fare  per una agricoltura di qualità, attrattiva per i giovani, competitiva  in un contesto certamente difficile come l’attuale dove si parla più di export e barriere che di investimenti. Bisogna   creare posti di lavoro , incentivare le imprese e valorizzare quella tipicità il vero biglietto da visita del nostro Made in Italy”.. Ha dettato da subito  poco dopo il giuramento alcune linee programmatiche, Teresa Bellanova  scelta da Giuseppe Conte, su indicazione del Partito democratico, come il nuovo ministro dell'Agricoltura. Salentina doc, Bellanova ha un passato e non di poco conto  nel mondo agricolo come sindacalista Cgil a fianco dei braccianti impiegati nelle campagne pugliesi nella  lotta al caporalato.. In Cgil ricopre diverse funzioni: coordinatrice regionale delle donne della Federbraccianti in Puglia, poi segretaria generale provinciale della Flai (agroindustria) Cgil di Lecce, poi ancora come segretaria generale della Filtea Cgil (tessile-abbigliamento) di Lecce e infine dall'8 settembre 2000 diventa componente della segreteria nazionale della Filtea con delega alle politiche per il Mezzogiorno, Insomma un curriculum che la porta in politica dove entra nel 2006 con le elezioni nella Commissione Lavoro. Un impegno costante che ha un suo imprinting” l’ indagine conoscitiva approvata alla unanimità  dalla XI Commissione sul caporalato, lavoro nero e sfruttamento della manodopera.”