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Rubrica di Emanuela Medi
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novembre 2019

A Napoli, sempre più spesso file ordinate di turisti percorrono le strade del centro storico, visitano chiese e monumenti, stazionano a lungo, anche sotto il sole più ardente, con paziente flemma anglosassone aspettando il proprio turno. Essi, come tutti i turisti del mondo, scattano innumerevoli foto, comprano pubblicazioni illustrate su Napoli e i suoi “contorni”, ascoltano attenti le spiegazioni che le loro guide, nelle più diverse lingue, danno, cercano luoghi dove dormire, si informano attentamente sui locali dove mangiare. 

Un premio interessante “qualità prezzo” all’interno dell’ormai celebre guida Berebene del Gambero Rosso conferito a Il Gutturnio ”Gli Spaghi 2018” de Il Poggiarello  Un riconoscimento che vuole premiare vini ottimi per il palato e il portafoglio particolarmente apprezzato dagli eno-appassionati e dagli operatori del settore (enoteche, ristoranti, bar, pizzerie), sempre più attenti all’equilibrio qualità prezzo senza rinunciare all’accurata selezione dei prodotti migliori.  Il vino si presenta con un bel color rosso rubino brillante di varie intensità. Al naso note di frutti rossi croccanti accompagnate da sentori di lillà e ribes fragranti. Al palato risulta fresco, effervescente e avvolgente, precedendo un finale  di frutta fresca. Per questo è ideale con primi piatti gustosi e carni bianche saporite, ma è ottimo anche con hamburger e grigliate di carne. “Questo premio ci rende davvero orgogliosi” commenta Paolo Perini, enologo de Il Poggiarello “ Ci impegniamo costantemente per far conoscere i prodotti del nostro territorio, e vedere che proprio il Gutturnio, simbolo della realtà enologica piacentina, ha ricevuto questo riconoscimento ci conferma che questo prodotto sia capito sempre di più”

145 anni non sono pochi: tanti ne celebra il 9 Novembre la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Nata il 12 gennaio del 1874 per volere  della regione austro-ungarica del Tirolo, è diventata punto di riferimento nazionale e internazionale per la formazione, ricerca scientifica, sperimentazione e informazione nel settore agricolo, ambientale e agroalimentare. Il 10 novembre Porte Aperte a tutti i cittadini, gratuitamente, con laboratori, visite guidate, stand innovativi e ristorazione.

Sono ben 444 milioni di euro per una spesa pubblica di 800 milioni di fondi europei per lo sviluppo rurale, che il nostro paese verrebbe a perdere se non riuscisse a “collocarli” entro il 31 Dicembre. “ La gravità del problema- dice il presidente di Confagricoltura, Giansanti- è che l’80% di queste risorse riguardano le cinque regioni meno sviluppate: Sicilia, Calabria, Campania  Puglia e in parte la Sardegna che ne avrebbero maggiormente bisogno. Lentezze burocratiche e incapacità amministrative- sottolinea il presidente- sono inaccettabili perché comportano gravi ricadute per le imprese e per la crescita occupazionale locale”

Un regalo piacevolissimo il Churchill’s white Port di Jhon Graham, che mi ha consentito  viaggio ideale nella enologia portoghese Che i Porti della Valle del Douro fossero famosi ovviamente lo sapevo, ma la storia di questo porto e di colui che ha dato un’impronta assolutamente unica tra i vini bianchi di questa magnifica valle, mi era sconosciuta. In pochi altri posti al mondo il vino ha avuto un impatto tanto importante sulla storia, la cultura il paesaggio e gli abitanti come nella regione del Douro, diventata famosa a partire dal 1693, quando le pesanti tasse del Re Guglielmo imposte sui vini Francesi , costrinsero i commercianti inglesi a reperire vino a prezzi competitivi, trovando nel Portogallo, buon vicino di casa e  meglio ancora, paese ottimo fornitore di vini. Inizia la fortuna del Porto (il nome proviene dal luogo-porto dal quale veniva imbarcato  dagli Inglesi). Costoro impararono presto a  sostituire il loro amatissimo claret e ad apprezzare il gusto del Porto, vino rosso i cui  vitigni autoctoni millenari hanno nomi famosi quali il  Touriga Nationa, Touriga Francesca, Bastardo, Tramparillo, Moscatel, Malvasia Fina, Còdega, Gouvelo, Rabigato e Viosinho. Nascono i vini fortificati, per l’esigenza all’epoca delle grandi navigazioni oceaniche, a che i vini messi in

Forse nessuna cosa più dei versi danteschi può farci comprendere come la forza del vino possa apparire una metafora della forza dello stesso spirito vi che si nasconde nella natura. Nella Divina Commedia Dante per spiegare il mistero della nascita dell’anima umana, evoca la trasformazione dell’uva in vino( Purgatorio ;XXV; 76-78” e perché meno ammiri la parola, guarda il calor del sol che si fa vino, giunto a l’omor che de la vite cola”.

Come non dimenticare una incredibile esperienza: visitare Pompei con  le sue strade, gli affreschi , gli splendidi restauri che testimoniano la vita dei Romani tra la fine del I e II A:C: quando era al massimo splendore fino al 79D C quando tutto piombò nell’oscurità e nel buio.  Come non ricordare la Via dell’Abbondanza principale arteria del commercio e a Thermopolio la casa di Vesuvio Placido “ importante vineria” con la bottega e retrobottega..per piacevoli incontri! Ancora visibili le anfore vinarie e i larghi tondi incavi sulla mensa degli avventori in cui venivano collocate tazze e anfore per il vino…spesso miscelato ad acqua. In questo contesto  si sviluppa il progetto voluto dall’importante produttore campano Mastroberardino condotto dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei, che attualmente interessa 15 aree di vigneto per una estensione di un ettaro circa da cui si produce un uvaggio di Aglianico, Piedirosso e Sciascinoos autoctoni vini campani. Erano gli stessi? L’importante è il recupero archeologico e storico

Quando ripenso alla nostra intervista, lo vedo appoggiato di spalle   alla sua azienda Prime Alture Winery, sigaro in bocca, con il viso rivolto a questo magnifico sole autunnale, sereno  con se stesso.. il mondo può aspettare ..meno il suo vino Monsieur Pinot Noir .. che con molta probabilità lo  avrebbe bevuto anche a cena.” Un elegante signore di campagna Roberto Lechiancole, così  lo descrive un ospite’ francese di Prime Alture, non dissimile- come immagine- dalla mia. Ma come è arrivato tra le colline di Casteggio questo signore che alla passione del vino si è avvicinato da imprenditore percorrendo tutte le strade dell’alta tecnologia.” L’innamoramento per le colline dell’Oltrepò Pavese, il desiderio di un punto fermo in una vita fatta di viaggi, aerei, incontri di lavoro-  dice Roberto Lechiancole,  un vino il Pinot Nero” Andiamo per gradi: perchè il Pinot Nero, chiedo” Volevo diventare il signore del Pinot Nero, da qui la parola Monsieur datami dall’enologo Jean Francois Coquard, francese con cui ho avuto una lunghissima collaborazione per la sua decennale esperienza in Oltrepò. Poi questa terra , ideale per il clima , l’esposizione delle vigne, il suolo argilloso marnoso che consentono di ottenere vini compatti, profondi, longevi. E poi io

Un matrimonio di descrittori aromatici e di territorialità: le bollicine dell’Alta Langa e il più famoso tubero  del mondo, il tartufo bianco di Alba. L’incontro è avvenuto di recente a Milano per “ La Prima di Alta Langa”  con la partecipazione di ben 67 diverse cuvee dei produttori del Consorzio  in tutte le declinazioni: bianco, rosato, brut, pas dose, riserva, grandi formati. Come ha dichiarato il presidente del Consorzio Giulio Bava” Con la prima dell’Alta langa di Milano vogliamo consolidare e allargare  la conoscenza della denominazione nella ristorazione nazionale”. Due Masterclass di cui una in cinque calici guidata da Sandro Minnella: un Pinot Nero 100%, uno Chardonnay 100%, una cuvee i Pinot Nero e Chardonnay, un Rosato e una Riserva .” Cinque piccoli mondi diversi per stile, gusto e eleganza.- sorrido alla degustazione del mio compagno di banco Max Caser di Vini 45- Affascinanti gli estremi delle due cuvee in purezza,l’avvolgente e fresco Pinot Nero ed il  contemporaneo e seducente Chardonnay, entrambe favolose per tipicità e carattere. Grande aspettativa, pienamente ricompensata, per la Riserva 60 mesi di Gancia con una personalità da vendere” Masterclass seguita  da una professionale e intrigante analisi sensoriale del Tartufo Bianco d’Alba realizzata in collaborazione con Ente Fiera

  I produttori di vino amano l’arte? E’ una bella realtà che coniuga spessore culturale , divulgazione con l’obiettivo di far partecipe il pubblico di opere d’arte in tutte le sue espressione. Non potrà che avvincere la mostra Art, Rock & Wine, ospitata da sabato 9 novembre nella Galleria d’Arte Contemporanea delle Tenute La Montina a Monticelli Brusati (BS) in Franciacorta. La mostra “Beatles Memorabilia Show”, curata da Rolando Giambelli fondatore di Beatlesiani d’Italia Associati, racconterà aspetti inediti e curiosità dei quattro ragazzi di Liverpool che con la loro musica hanno cambiato il mondo. Tra i Memorabilia provenienti dal Beatles Museum italiano - ospitato dal 2009 presso il Museo della Mille Miglia di Brescia – saranno mostrati gli oggetti più significativi del collezionismo beatlesiano: libri, foto, dischi, vinili, autografi, lettere, e gadget vari. Nel racconto fotografico, un capitolo sarà dedicato a I Beatles e l’Automobile, con scatti dei membri della band a bordo delle auto più belle dell’epoca: Rolls Royce, Bentley, Jaguar, Mercedes-Benz, Ferrari, Ford, Ispano Suiza, Mini Morris, Herald, Triumph, Volkswagen, Fiat 500. Di grande impatto, in chiave “beatlesiana” sarà la sezione ispirata al cibo e alla cucina, “Metti i Beatles a Tavola”. Nove pannelli con immagini scelte e sette ingrandimenti e