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Rubrica di Emanuela Medi
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gennaio 2020

Due anniversari nel nome di un alimento/condimento universale che lega popoli e culture tra loro differenti: il 60° anniversario della categoria merceologica”olio extra vergine dii oliva” e il 10° anno di attività del progetto culturale Olio Officina ideato da Luigi Caricato .Da giovedì 6 a sabato 8 febbraio, teatro dell’evento  il Palazzo delle Stelline a ingresso libero. LUIGI CARICATO PERCHE’ OLIO DEI POPOLI “L’olio non è più  un alimento etnico, meglio ancora mediterraneo, ma internazionale  visto che paesi come il Giappone, la Cina, l’India stanno iniziando a produrlo. In questo Festival  saranno in degustazione oli provenienti dal Giappone, ininmaginabile fino a pochi anni fa e qui vorrei sottolineare un paradosso: il nostro paese produce sempre di meno perché ritiene questa coltivazione non remunerativa , mentre altri paesi come appunto Cina, Giappone, India lo coltivano perché lo  ritengono fonte di reddito. Olio dei popoli come messaggio intercuturale ,veicolo commerciale, declinabile in tante versioni.  Sono particolarmente orgoglioso della collaborazione con l’’Istituto europeo del Design. Saranno infatti gli allievi dello IED di Milano a interpretare con video clip e enormi banner che scenderanno dall’alto sul chiostro il tema della nona edizione di OOF”  QUANTO NE PRODUCIAMO  “Poco: nel 2018, 175 mila tonnellate: ee occorrerebbero 1 milione per

Il Nature Metodo Classico e il Brut Millesimato 2014 Metodo Classico premiati dalle edizioni 2020 delle più prestigiose Guide italiane La spumantistica italiana  non è seconda a nessuno per numero di bottiglie prodotte 753 milioni nel 2019 ne per qualità e se a fare da traino è il sistema Prosecco a capo del Metodo Italiano , di grande livello è il Metodo Tradizionale Classico che fa capo  a territori come la Franciacorta, il Trentodoc, Oltrepò Pavese..Sarebbe meglio un poco più di riconoscibilità anche internazionale. Le eccezioni ci sono e non possiamo non nominare la Cantina Monsupello di Torricella Verzate ( Pavia) che ha collezionato ben nove riconoscimenti che le edizioni 2020 delle più autorevoli Guide vinicole italiane hanno riservato alle due etichette di punta : il Nature Metodo Classico e il Brut Millesimato 2014 Metodo Classico. Tre Bicchieri da Vini d’Italia, Grande Vino per Slow Wine e 5 Sfere da Sparkle per il Nature; Corona di Vini Buoni d’Italia, Quattro Tralci della Guida Vitae AIS, Gold del Merano The Wine Hunter, Tre Stelle e 94 punti Doctor Wine, Rosa Oro Viniplus AIS e Cinque Bottiglie dalla Guida dell’Espresso per il Millesimato 2014: un palmarés di grande prestigio, che premia la continua ricerca

“Non siamo in principio contrari a Nutri-score, ma riteniamo che sia un metodo incompleto e fuorviante  di informare, rispetto alla contestualizzazione di ogni cibo nell’alimentazione quotidiana, offerta dalla piramide e dalla Dieta mediterranea”. E’ quanto afferma il Prof Giovanni De Gaetano -IRCCS Istituto Neurologico mediterraneo Neuromed- De Gaetano uno dei massimi esperti italiani sulla dieta Mediterranea. Si moltiplicano- a ridosso dell’adozione del sistema sviluppato da un gruppo di ricercatori francesi chiamata “etichetta a semaforo”-le posizioni contrarie a cominciare dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, a Coldiretti , Confagricoltura, Codacons , interrogazioni parlamentari e 19 eurodeputati europei e non da ultimi  numerosi ricercatori. Il sistema classifica le caratteristiche dei prodotti con lettere( dalla A alla E) o con i colori( rosso, verde e giallo)dal migliore al peggiore, in base alla presenza di sale, zucchero, grassi e alcool. Quindi il sistema adotta due criteri: una cromatica e una alfabetica. I prodotti vengono divisi in 5 categorie e il punteggio è determinato in base ai nutrienti. A subire il maggior danno olio, Parmigiano Reggiano, Grana Padano, prosciutto di Parma e molti altri simboli della dieta mediterranea caratterizzati per la varietà, equilibrio nutrizionale..  e non certo per un colore e una lettera!

Attira sempre di più il turismo enogastronomico  e il nostro paese è ai vertici in Europa per un segmento il turismo esperienziale  che piace molto ai giovani. E’ quanto sottolinea l’edizione 2020 del “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano”, curato da Roberta Garibaldi sotto l’egida della World Food Travel Association e l’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, presentato ieri a Milano. Il 71% delle persone in viaggio vuole vivere esperienze enogastronomiche da ricordare , mentre il 59% dei turisti preferisce le  esperienze a tema in grado di scegliere tra più destinazioni. “Si rafforza l’interesse dei turisti verso l’enogastronomia nei Paesi occidentali, e sono in forte crescita i turisti enogastronomici in Cina e Messico - afferma Roberta Garibaldi, curatrice del rapporto. Il totale di chi ha dichiarato di avere svolto almeno un viaggio con questa motivazione negli ultimi due anni a livello internazionale è pari al 53%. I Millennials guidano il trend tra le generazioni, mentre si affacciano i nuovi “super foodie”, i nati della Generazione Z: viaggiatori frequenti che già mostrano un alto interesse verso il cibo”. Un trend guidato da turisti sempre più “onnivori”, che sono quelli che in viaggio vogliono vivere un insieme variegato di esperienze arricchenti. E l’enogastronomia, già di per sé

Chiusa la prima delle anteprima con GRANDI LANGHE ad Alba, si apre a ruota un altro importante appuntamento..di VINO E ARTE. Già perché questa manifestazione  che si tiene a Siena (dall' 1 al 3 Febbraio) si svolge nelle sedi che ospitano grandi capolavori dell’arte italiana come  al Santa Maria della Scala, il prestigioso “Spedale” sulla via Francigena, Palazzo Pubblico con gli affreschi della Maestà, Rocca Salimbeni sede del Monte dei Paschi di Siena, Palazzo Sansedoni con affaccio mozzafiato su Piazza del Campo. Ci saranno circa 600 vini, 200 produttori selezionati da tutta Italia per un percorso che porterà a scoprire le migliori produzioni enologiche premiate da The WineHunter Award e le migliori produzioni gastronomiche Ma andiamo a scoprire alcuni appuntamenti del  fitto calendario Convegni Due momenti di approfondimento dedicati al mondo del vino. Il 31 gennaio si parte con “Donne nel mondo del vino. L’impresa femminile nel settore e l’accesso al credito”, alle 10,30, nella sala San Donato di Rocca Salimbeni presso la sede di Banca Monte dei Paschi di Siena.  “Enoturismo e Sostenibilità: nuove leve del Marketing turistico” è il titolo del secondo convegno che Wine&Siena propone il 1 febbraio alle 15 presso l’aula magna storica dell’Università degli Studi di Siena.  Masterclass Un viaggio che

La masterclass dedicata agli spumanti Abruzzesi è stato il primo appuntamento della tre giorni (24-26 gennaio) del Festival Spumantitalia che si è appena concluso a Pescara. Una degustazione- cui hanno fatto seguito be 10 masterclass- a segnare il valore qualitativo raggiunto in questa regione (ma si può fare molto di piu) e in generale della spumantistica italiana che ha raggiunto quantità e volumi significativi: 750 milioni di bottiglie prodotte nel 2019 e un valore in cantina di circa 1,9 miliardi di euro. Vola il Metodo Italiano ( un tempo chiamato Martinotti-Charmat) con il Prosecco leader nazionale e mondiale  nelle diverse denominazioni Docg e Doc con 600 milioni di bottiglie  per un fatturato al consumo di 3,9 milioni miliardi di euro. Si affermano a buon diritto le etichette targate vitigni autoctoni: passerina, bombino, falanghina, negroamaro, grillo, nerello mascalese e molti altri ben rappresentanti le caratteristiche territoriali di appartenenza a espressione e conferma del grande lavoro che vede impegnati molti produttori in particolare giovani e confermato dai dati di produzione e dai valori in cantina e al consumo. Perché la preferenza al metodo spumantistico italiano che oltre al sistema Prosecco vede l’exloit dell’Asolo Superiore Docg, dell’Asti Docg dolce e secco e di oltre

La popolazione nei paesi europei  invecchia e di conseguenza anche i consumatori regolari di vino. Da una indagine di Wine Intelligence,( società britannica specializzata in ricerche di mercato) sulle tendenze del 2020,  emerge che la percentuale di Wine Lovers  sopra i 65 anni in molti mercati è superiore il 20%: consumatori responsabili visto che da molti anni a contatto con il mondo del vino. Si diversificano le occasioni del consumo: fuori casa per gli inglesi( 18-34 anni) che 14 volte al mese bevono un bicchiere fuori le mura domestiche, di poco inferiore ai coetanei americani: Comunque per tutti il vino è scelto nei locali, a fine giornata di lavoro con una spesa media che certamente è in aumento. E qui il nuovo trend per la preferenza data a bottiglie costose  di cui non si beve più di un bicchiere a conferma del salutare fenomeno della diminuzione dei “forti bevitori.”

A Firenze il 17 e 18 febbraio di scena il Chianti Classico.  Alla Stazione Leopolda le ultime annate nelle tipologie Annata, Riserva e Gran selezione. In assaggio anche l’Olio DOP Chianti Classico raccolto 2019. Prodotto in 70 mila ettari di territorio compreso tra le città di Siena  e Firenze, in un area che comprende 8 Comuni: Greve in Chianti, Barberino Val d’Elsa, Tavernelle Val di Pesa e San Casciano Val di pesa in provincia di Firenze; Castellina in Chianti, Gaiole, Radda, Castelnuovo Berardenga e parte del Comune di Poggibonsi in provincia di Siena, questo vino si caratterizza per il colore rubino brillante, dal gusto asciutto, sapido con il tempo vellutato, bassa tannicità   a seconda delle interpretazioni. Protagonista il vitigno Sangiovese con apporto non più del 20% di Canaiolo, Colorino, Cabernet sauvignon e Merlot e vitigni a bacca bianca Malvasia e Trebbiano. Non resta che gustarlo .. alla Leopolda!

I vigneti dell’azienda agricola Barberani sorgono sulle colline umbre circondate dal Lago di Corbara. Ci troviamo in una delle zone più antiche per la produzione del vino in Italia, sulla strada che porta da Orvieto a Todi. In autunno i  55 ettari dell’azienda sono costituiti da terreno  prevalentemente vulcanico, esposti a mezzogiorno e avvolti da  nebbia mattutina che permette a una particolare muffa chiamata “Botrytis Cinerea” di ricoprire la buccia delle uve di Orvieto Classico. Questo microscopico fungo, normalmente nocivo, diventa “Muffa Nobile” in condizioni particolari, quasi uniche al mondo: l’alternanza dell’umidità notturna e mattutina ed un clima pomeridiano mite e ventilato. La “Botrytis Cinerea” grazie a piccolissimi fori nella buccia del frutto disidrata l’acino concentrando zuccheri ed acidità. I mosti che ne derivano sono densi, ricchi e profumati. Dalle stesse uve Grechetto impiegate per l’Orvieto D.O.C. Classico Superiore si ottiene il Calcaia Muffa Nobile; un vigneto di soli 6 ettari dal terreno sedimentario, con presenza di fossili marini, ciottoli e agglomerati calcarei, con viti di circa 30 anni esposti a sud-ovest a 250 slm di altitudine. La vendemmia 2016 oltre al consueto attacco di Muffa Nobile, da metà di ottobre a fine Novembre ha visto condizioni di gelo, che

“A parole sono bravi tutti, in cucina e fuori, in sala e in cantina, ma nei fatti quanti hanno davvero coscienza di cosa sia rispetto della natura, verso chi lavora con te o verso un cliente” dice Paolo Marchi  curatore e creatore di IDENTITA’ GOLOSE. Con il tema IL SENSO DI RESPONSABILITA" si apre a Milano dal 7 al 9 Marzo l’edizione 2020 del Congresso di Cucina, Pasticceria e Servizio in Sala. Attesi oltre 130 relatori dall’Italia e dal mondo fra cui chef, pasticceri, pizzaioli, gelatieri e maestri di sala. Ma chi è Paolo Marchi? Lunghissimo il suo curriculum, dalla realizzazione nel 2004 di Identità Golose il primo congresso italiano di cucina e pasticceria d’autore: un successo, ai volumi Dessert al piatto, Pesce alle stelle per la Biblioteca culinaria, a presidente dal 2010 del premio Bancarella Cucina.. Nella motivazione del premio Veronelli”.. è forse il critico più attento a tutto ciò che bolle in pentola “.