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Rubrica di Emanuela Medi

“Ab ovo usque ad mala”, è il detto completo “dall’uovo alla mela” inizialmente riferito al menu, che già dal tempo dei Romani termina con la frutta.

Uovo all’inizio, mela  alla fine: ma aldilà  degli eccessi culinari messi in ridicolo da Trimalcione, uovo e mela sono interessanti da molti punti di vista. Entrambi sono sferici, il primo di origine animale, il secondo vegetale. La sfera è la figura della perfezione dell’uomo e l’uovo come la mela sono visti alimenti perfetti e splendidi e se gli alimenti di origine animale aprono il rito dei cibi, la frutta lo chiude come il salato che indica la sazietà così il dolce il desiderio che  invoglia a ricominciare.

Questa scansione presente all’epoca dei romani la ritroviamo fino all’età repubblicana e terminava sempre con la frutta dopo il piatto unico composto da cereali e leguminose ben bollite.
Frutta quindi possibilmente esotica al cui primo posto venivano i fichi, freschi, conservati e anche fermentati.
Orazio Verro, grammatico latino dell’età di Augusto, ne contava 27 tipi da quello bianco di buon augurio a quello nero di cattivo. Quelli di scarto venivano usati nella alimentazione a ingrasso degli animali: fegato grasso delle oche e dei maiali (progenitori dell’odierno foie gras). Tra i tanti frutti i buon augurio le mele, quelle provenienti dall’Asia  con semi che erano ottimi fertilizzante dando origine a una grande diversità di frutti, I romani conoscevano molti tipi di mele (mela rossa, rotonda, grinzosa,  bitorzoluta, dolce) una di queste “mela di Mattio “era una denominazione commerciale perché portava e propagandava il nome del produttore.

Mela dall’Oriente, pesca dalla Persia, ciliegie portate a Roma dal console Lucio Licinio Lucullo, noto gastronomo ricordato ancora oggi con l’aggettivo luculliano (abbondanza in primis), datteri dall’Africa e dall’Asia, l’uva frutta molto apprezzata anche se in gran parte destinata alla produzione dell’aceto , mosto e naturalmente vino. Tra i frutti selvatici i più apprezzati quelli di bosco come le  more. Frutta a fine pasto ma anche frutta in cucina preparata con il miele per dolci o come ingrediente  di preparazioni dolci-salate simili ai nostri arrosti con  le castagne.
Frutta a fine pasto anche oggi e  la mela.. non si scorda mai!

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino