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Rubrica di Emanuela Medi
 

Argentum Bonum: i vini della miniera di Elena Walch

Non manca certo di  intuizione, carattere, idee questa energica solare signora che ha confermato ancor una volta di essere lei la “Signora del vino” dell’Alto Adige.  E proprio questa sua straordinaria intuizione che l’ha portata a credere in una miniera, la più alta d’Europa (2.000 metri) per un progetto che aveva tutta l’aria di un sogno strampalato. Maturare in un ex cava, alcune bottiglie delle sue prestigiose etichette ilblend” Beyond the Clouds”e l’autoctono “ Gewuerztraminerdella Vigna Kastelaz che si trova a Tramin/Termeno.

Argentumbonum de Sneberch oppure l’ottimo argento di Monteneve”, è il documento dell’anno 1237, firmato dai Conti del Tirolo , che dimostra che l’argento della Val Ridanna era in assoluto il migliore d’Europa.Dopo oltre 800 anni questa cava dimenticata,  suggestiva, non priva di fascino , riprende vita, diventando il luogo prescelto della famiglia Walch per l’affinamento di due eccellenze che rinascono sotto il nome di”  ArgentumBonum” a sottolineare  come due opere d’arte possano coniugare la   natura e la bellezza di un grande vino.

Dice Elena Walch: Il progetto è nato dalla convinzione che l’assoluta mancanza di luce, una temperatura costante di 7 gradi, la presenza dell’umidità del 95%  presenti nel cuore della miniera,  potessero conferire a questa bottiglie una maturità e quindi un affinamento sorprendente e molto diverso da quello ottenuto -per la stessa tipologia-  in zone più basse. Merito di una diversa pressione? Potrebbe essere -dice ancora Elena- ma il risultato è  stato superiore alle aspettative. I vini hanno mostrato una finezza e freschezza sorprendente accompagnata da una lunga longevità: prerogative queste di grandi vini dalla lunga vita. Certo -sottolinea sorridendo la signora- il progetto non può comprendere  un numero imponente di vini- siamo arrivati ogni anno a 1.200 bottiglie per tipo- e ne facciamo uscire dalla cava solo 600 bottiglie per tipo e per anno, vista la fatica per il collocamento tutto a mano e la complessità del trasporto, che possiamo fare solo a settembre perché poi fino a giugno con la neve non possiamo raggiungere la miniera.

Dice “c’è chi mette il vino in mare, chi lo interra, noi lo abbiamo portato in montagna, l’elemento naturale in cui viviamo e da  cui traiamo lavoro , passione , la forza dell’autenticità ed il valore del terroir.”

Giovani, intraprendenti, Karoline e Julia le cicloniche figlie di Elena da poco alla guida di casa Walch sono entusiaste di queste etichette.  Bere il Beyond the Clouds 2011, affinato in miniera, è bere un vino diverso, sorprendentemente fresco, armonico, minerale,  in grado di stupire l’assaggiatore. E’ come se l’argento della miniera l’avesse ammantato della brillantezza   di un minerale che rimane eterno aggiungendo personalità e qualità. Non da meno l´autoctono Gewuerztraminer Vigna Kastelaz, affinato in miniera, ha ancora bisogno di tempo, che non gli manca, per esprimersi -dicono ancora le sorelle Walch- con ancor piu´potenza ed eleganza.”

Auguri, aspettando Giugno per vedere la cava incantata e raccontare di persona le emozioni delle nuove perle dell’Alto Adige!

Emanuela Medi giornalista, sommelier

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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