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Rubrica di Emanuela Medi
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Autore Emanuela Medi

Occorre una campagna pubblicitaria chiara e continua per dare valore a un olio, meglio un brand poco conosciuto ma che è invece un asset nazionale strategico. Puntuale come sempre Giampietro Comolli, Presidente di CEVES( Centro Studi Analisi Comuni) ci spiega non solo l’importanza salutistica ed economica dell’olio extra vergine di oliva ma quanto e come questo brand può costituire una svolta in particolare per il consumatore confuso tra prezzi e virtù decantate  Quasi tutti i grandi economisti, di destra come di sinistra… conservatori o liberali , e molti sociologi sono convinti sostenitori – dati alla mano – che dopo una catastrofe economica, un disastro commerciale bisogna saper ripartire dal settore primario, dalla produzione e produttività di quello che la terra ci può dare.   Giampietro Comolli La situazione post Covid19, non è così allarmante e così “retrò” direbbe qualcuno, ma un Pil e una produttività nazionale che regredisce o perde il 20-25% del fatturato dell’anno precedente deve far meditare. I costi stessi e la varietà di etichette sul mercato deve far pensare: il Covid 19 non è finito quindi  bisogna ripensare non solo a come far funzionare  le grandi imprese il sistema bancario o la grande distribuzione o i locali dell’horeca  C’è

E’ per eccellenza il simbolo della convivialità.  Il nettare di Bacco fa parte da sempre  della tradizione culinaria ma non tutti sono al corrente di alcune bizzarre tradizioni su di esso.  Una vecchia usanza veneta ad esempio  afferma che bere due dita di vino bianco a digiuno il 1 agosto protegga dai morsi dei serpenti e può concedere buona salute durante l'anno, far cessare i dolori e tener lontane le malattie!  In Puglia invece si sorseggia vino inserendo nel collo della bottiglia alcuni ciuffetti verdi di finocchio, specialmente in estate per rinfrescarsi durante le lunghe giornate calde. Poiché il vino può dar colore ai pallidi cagionevoli di salute e agli anemici, in alcune regioni, come Basilicata e Molise, veniva somministrato come medicamento nel periodo invernale, soprattutto il 6 novembre. In Repubblica Ceca uomini e donne brindano fissandosi negli occhi, mentre è vietato incrociare i bicchieri: pena  sette anni di sfortuna! In Cina i bicchieri rigorosamente pieni vengano svuotati in un solo sorso e appoggiati capovolti sul tavolo per mostrare che non è rimasta nel calice neanche un goccia di vino. In Georgia, infine, durante un pasto, i commensali brindano dalle venti alle trenta volte a ogni pasto. Tutto questo per preservarsi dalla mala sorte. In Francia, come in Italia, il vino

Ludovico Paganelli sceglie Amazon e torna in libreria con una nuova indagine di Margot Blanchard.  Il romanzo, intitolato “L’Inferno nel Cuore”, segue il successo de “Il Seme della Violenza”, pubblicato da Mondadori nel 2018. “La scelta di affidarsi ad Amazon per questa seconda avventura letteraria è stata molto coraggiosa”, afferma lo scrittore, “ma rappresenta di sicuro una sfida nuova e affascinante. In un momento storico come questo, dominato da una profonda incertezza verso il futuro, molte case editrici hanno rinviato la maggior parte delle pubblicazioni, rallentando di conseguenza le uscite in calendario. Da tempo i miei lettori aspettavano il nuovo romanzo e non meritavano di attendere ancora”. Il romanzo, disponibile in libreria e su Amazon nella classica versione cartacea e in formato Kindle, racconta la storia di due donne, unite da uno stretto legame di sangue, ma separate tra loro da una generazione. Entrambe sono però costrette dal destino a sopportare le crudeltà delle rispettive epoche storiche in cui vivono. Ester, convinta di trovare riparo dagli orrori della guerra e dal pericolo di venire arrestata dai nazisti, cade nelle mani di una facoltosa famiglia milanese collaborazionista e legata politicamente al regime. Eva, invece, ogni sera teme il rientro a casa, perché deve affrontare un marito

I mesi estivi si sa sono i più caldi dell’anno e a, volte, la canicola non concede tregua. Cosa bere dunque quando al termine della giornata si incontrano amici o familiari per un happy hour o per una cena in terrazza ma la temperatura non consente di sorseggiare vini rossi o bianchi fermi? Le bollicine possano essere senza dubbio un’ottima alternativa ma non tutti le gradiscono. Una scelta differente può essere quella dei vini aromatizzati sia a livello olfattivo che gustativo. Il loro uso risale all’epoca degli antichi Greci e degli antichi Romani, che sembra facessero fermentare con acqua di mare o piante aromatiche il vino in grosse anfore allo scopo di conferirgli un sapore particolare. Oggi la produzione consiste nel fare fermentare un vino base in botti di rovere, aggiungendo zuccheri e piante o erbe aromatiche Successivamente si aggiunge alcool purissimo, che legandosi con gli zuccheri esalta l’essenza degli aromi.. Il processo dura almeno 15 giorni al termine del quale si otterrà un vino dal sapore intenso e gradazione alcolica superiore ai 16°.I vini nazionali più famosi sono il Vermouth, il Barolo chinato e il Retsina greco. Il primo deriva il suo nome dal tedesco Wermut, col quale viene

Uno spettacolo di natura poco antropizzata: alberi ad alto fusto, querce, lecci, cespugli dal ricco fogliame, e poi fiori,  papaveri, ginestre, margherite di campo..un mondo ci viene incontro nel percorrere la strada provinciale 118  Anagni -Paliano dopo l’uscita ad Anagni ( dall’ Autostrada Roma-Napoli) per arrivare in pochi minuti a Casale della Ioria azienda agricola storica del Cesanese del Piglio, di proprietà della famiglia Perinelli dal 1921. Oltrepassato un cartello ( per la verità poco visibile), percorsa una stradina giustamente di campagna, la seconda sorpresa:  al completo( quasi ,manca la figlia Silvia) ci viene incontro la bella famiglia Perinelli:   Marina con  il marito Paolo e i due figli  Alessandro e  Federico a saldare lo stretto legame tra il territorio e la dedizione  ,la passione per vitigni autoctoni di gran pregio come il Cesanese. Ma il primo gioiello che giustamente e con orgoglio viene presentato è un albero , un leccino gigantesco di rispettabile età, oltre 250 anni, che con la sua enorme chioma ombreggia il piazzale davanti il casale giustamente  ripreso come  logo  dell’azienda. I vigneti collocati in splendide posizioni con esposizione a mezzogiorno, sono situati nell’alta Ciociaria nei comuni di Anagni, Acuto e Paliano a 450 mt s.l.m. su

Facendo un giro sui social network è facile notare come negli ultimo anni sia aumentato il numero di gruppi dedicati al knitting (o detto all’italiana “lavorare a maglia“), un hobby per alcuni anni passato di moda. Ma i club di knitting sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che, insieme al diffondersi dei corsi di ceramica, lettering, incisione, acquerello, raku e molte altre attività, testimonia un ritorno al “fare”… con le mani.

“THE BEST” nel panorama spumantistico italiano, a Giampiero Comolli -intervistato prima dell’inizio di Spumantitalia -manifestazione  che si è svolta a Pescara il 25-28 febbraio- non manca freddezza e lucidità  nel capovolgere lo statico e autoreferenziale sistema di valutazione del mondo del vino italiano compresi ovviamente gli spumanti non senza la convinzione di un partita da giocare  all’estero“ Meno quantità e volumi- dice- e più valore aggiunto ” Già ma cosa vuol dire? “Certamente è significativo per la spumantistica italiana- dice Comolli- aver raggiunto in quantità  i dati registrati ma non basta ,a meno che non si tracci un percorso mirato che consenta di raggiungere quel valore aggiunto in notorietà, conoscenza e rispetto nel mondo come  hanno fatto alcuni grandi vini italiani vedi Barolo, Amarone, Sassicaia, Bolgheri. Questi ultimi hanno abilmente sfruttato la notorietà del marchio territoriale “ toscana”, l’effetto trascinamento del  Chiantishire e raggiunto uno stratosferico livello di qualità entrando in pianta stabile tra i 50-100 vini del mondo. Una referenzialità che viene dall’estero”. Perché, chiedo quella italiana non è autorevole?  “La globalizzazione e la esportazione, quando è significativa, necessità di giudizi autorevoli da parte della domanda. L’offerta è meno importante, come oggi sono le guide dei vini. Sono state fondamentali

Una delle feste oggi più celebrate è il compleanno. Festeggiano i bambini, festeggiano i giovani – i fatidici diciotto anni-, festeggiano gli adulti -anche se non sempre rivelano gli anni realmente compiuti-, festeggiano i vecchi sopra i novanta anni. Anzi, a quella età, ritorna l’antico piacere di rivelare i propri anni, fino a quando, raggiunti i cento, festeggiano proprio tutti con una grande candelina. Già, perché, come tutti sanno, il compleanno non è compleanno senza la torta con le candeline. E le candeline, una per ogni anno, bisogna spegnerle, possibilmente tutte insieme con un lungo soffio, pensando un desiderio senza però rivelarlo.  Se questo è il rito del compleanno a cui pochi, ormai, almeno nei paesi occidentali e in America si sottraggono, da quando esiste questo rito? Chi mai inventò la torta con le candeline? Una delle poche cose certe che la conoscenza del passato ci ha rivelato, è che solo pochissime persone potevano conoscere nei secoli scorsi la propria data di nascita (J. C. Schmitt, L’invenzione del compleanno, Roma-Bari, Laterza 2012). Potevano conoscerla e festeggiarla i faraoni dell’antico Egitto, o altri appartenenti a famiglie patrizie, gli imperatori romani o i nobili del medioevo, e spesso questa conoscenza era legata all’oroscopo della

Le buone notizie sono sempre da segnalate in un momento particolarmente difficile nel mondo del vino..Torrevento, azienda vinicola pugliese di fascia premium,  segna un + 8 % nel primo semestre di quest’anno, confermandosi una delle realtà più significative del panorama vitivinicolo italiano. Torrevento, che nel 2019 ha generato un fatturato di circa 13 milioni di euro, di cui l’80% all’ export, è presente in oltre 30 Paesi. La qualità ed affidabilità riconosciuta dai clienti e l’ingresso in PROSIT lo scorso anno, ha consentito all’azienda pugliese di rafforzare ulteriormente la sua posizione sui mercati internazionali, portandola ad incrementare la quota export del 17%,  Francesco Liantonio, Presidente di Torrevento, nonché Consigliere di AmministrazIone  di PROSIT S.p.A., di cui Torrevento fa parte, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di questo risultato, raggiunto in condizioni di estrema difficoltà produttiva e logistica a causa del lock-down ma nell’assoluto rispetto delle norme di sicurezza, in quanto conferma Torrevento tra le più importanti cantine di Puglia, regione vocata alla qualità e con grandi potenzialità. Il nostro ingresso in PROSIT ci aiuta ad allargare la distribuzione in tutti i canali nei diversi paesi in modo da far conoscere le nostre produzioni di alta qualità ad un pubblico sempre più numeroso in tutti