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Rubrica di Emanuela Medi
 

Calano i consumi di vino in USA. I giovani bevono meno vino

Sono sempre meno gli americani che bevono vino almeno una volta al mese. A rivelarlo è un rapporto di Wine Intelligence US, con il suo rapporto Landscapes 2019. Quello americano è il mercato più vasto al mondo, e sta facendo registrare un calo della popolazione consumante e della relativa frequenza di consumo. A determinare questo trend sarebbero i cosiddetti “Millennials”, vale a dire giovani sotto i 35 anni.

Si stima che, allo stato attuale, siano 84 milioni gli adulti americani che bevono vino almeno una volta al mese, mentre nel 2015 erano 88 milioni; tutto ciò nonostante oggi siano presenti in America più adulti (persone sopra i 21 anni di età) rispetto al 2015. È proprio la fascia degli under 35 ad aver ridotto maggiormente il numero di consumatori abituali di vino (e alcol in genere). Diminuito anche il livello di conoscenza e coinvolgimento generale sul tema del vino, trend negativo in tutte le fasce d’età ma con maggiore incidenza nella fascia 21 – 34 anni. Sarebbe potuta essere ancor più forte la diminuzione di consumatori abituali, frenata in qualche modo dall’aumento invece dei consumatori over 55, che in 3 anni, dal 2015 al 2018 sono aumentati di ben 5 milioni.

È un quadro completamente negativo? Non proprio. Sebbene i dati sul consumo non siano proprio incoraggianti per la fascia dei millennials, sono proprio questi ultimi a spendere, statistiche alla mano, più denaro della media per acquistare vino da bere a casa, essendo al primo posto nella categoria dei top buyer. Si dimostrano anche più propensi rispetto ai bevitori anziani alla differenziazione, cioè a provare diverse tipologie di vini alternativi, come vini biologici o a ridotto contenuto alcolico, o a considerare maggiormente packaging alternativi, come ad esempio il vino venduto in lattina.

“Le informazioni provenienti dalle vendite dell’ultimo anno hanno suggerito che la categoria del vino potrebbe perdere appeal presso i consumatori più giovani e i dati del rapporto supportano questa tesi.” Queste le dichiarazioni di LulieHalstead, CEO Di Wine Intelligence, che prosegue:“Come categoria dobbiamo renderci conto che siamo in un momento cruciale per fidelizzare la prossima generazione. I giovani stanno diventando meno connessi all’alcol in generale, per una varietà di motivi di salute e stile di vita. Quando scelgono l’alcol, ora si trovano davanti a offerte diverse e interessanti tra alcool, birra e sidro. Questo rapporto dovrebbe essere visto come un campanello d’allarme per il più grande ed entusiasmante mercato del vino del nostro settore”.

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino