a

I Tag di Vinosano
Rubrica di Emanuela Medi
HomeAbbinamenti

Abbinamenti

Un matrimonio di descrittori aromatici e di territorialità: le bollicine dell’Alta Langa e il più famoso tubero  del mondo, il tartufo bianco di Alba. L’incontro è avvenuto di recente a Milano per “ La Prima di Alta Langa”  con la partecipazione di ben 67 diverse cuvee dei produttori del Consorzio  in tutte le declinazioni: bianco, rosato, brut, pas dose, riserva, grandi formati. Come ha dichiarato il presidente del Consorzio Giulio Bava” Con la prima dell’Alta langa di Milano vogliamo consolidare e allargare  la conoscenza della denominazione nella ristorazione nazionale”. Due Masterclass di cui una in cinque calici guidata da Sandro Minnella: un Pinot Nero 100%, uno Chardonnay 100%, una cuvee i Pinot Nero e Chardonnay, un Rosato e una Riserva .” Cinque piccoli mondi diversi per stile, gusto e eleganza.- sorrido alla degustazione del mio compagno di banco Max Caser di Vini 45- Affascinanti gli estremi delle due cuvee in purezza,l’avvolgente e fresco Pinot Nero ed il  contemporaneo e seducente Chardonnay, entrambe favolose per tipicità e carattere. Grande aspettativa, pienamente ricompensata, per la Riserva 60 mesi di Gancia con una personalità da vendere” Masterclass seguita  da una professionale e intrigante analisi sensoriale del Tartufo Bianco d’Alba realizzata in collaborazione con Ente Fiera

Fa bene Francesco Intorcia della omonima azienda di Marsala produttori dal 1930, a  rimescolare le carte per un vino che ha fatto un pezzo importante della storia vitivinicola siciliana e nazionale. “ Il Marsala –dice il giovane produttore- non può  rimanere ancorato solo a una consolidata  tradizione di vino da dolce e da meditazione: la proposta è per un vino da tutto pasto”

Oltre a Banyuls e Maury da uve Grenache come è tradizione Oltralpe, con percentuali medie e medio-alte di cacao, non tradiscono mai il Recioto di Valpolicella, il Primitivo di Manduria dolce naturale o addirittura i liquorosi, come Jerez, Marsala, Vermut, Porto Tawny e Pineau Charentais. Nel caso invece di cioccolato bianco o al latte ci si orienterà su passiti di grande spessore, quali Tokaji Aszù, Recioto di Soave e Greco di Bianco. Con il “noir” assoluto e con gli extreme 90-99%, abbinamenti altrettanto estremi con acqueviti invecchiate dai profumi eterei, quali Rum, Brandy, Cognac e Armagnac, o magari anche Scotch Whisky, purché morbidi (vedi gli SherrywoodCask e simili) e non troppo torbati, perfetti anche per tartufi gelati e altre preparazioni sottozero. Grappe aromatiche, invece, da Moscato e Riesling, nel caso di praline con pistacchi, mandorle e simili. Panforte al cioccolato richiama un buon Vin Santo di Montepulciano. Per la Sacher Torte perfetto l’abbinamento con il Port IBV. Senza dimenticare, infine, l’opzione analcolica (ma non per questo meno inebriante) dell’abbinamento con le più nobili tipologie di caffé, quali Maragogype o Blue Mountain, o con particolari té come i Pu Er e gli affumicati Lapsang Souchong. Leggi la prima parte di vino e cioccolato Ilaria Martinelli sommelier

Dal 15 al 18 settembre, a Bra (CN), si terrà “Cheese”, manifestazione dedicata ai grandi formaggi del mondo. L’evento è patrocinato da Slow Food Italia e vedrà la partecipazione di “Triple A”, movimento che riunisce alcuni dei più importanti viticoltori biodinamici italiani. In occasione della manifestazione, Slow Food ha pubblicato un articolo sugli otto formaggi più “inusuali” che si potranno assaggiare. Noi di VinoSano abbiamo provato ad accostarli ad alcuni vini “Triple A”. Saudade de Cuco, Vastedda del Belice Cominciamo con due formaggi freschi e molli, per i quali occorre un vino fresco, snello ma di buona alcolicità, come il Bourgogne Chardonnay di Pierre Morey, classico nel suo connubio di morbidezza e dinamismo, o come il vivace Trebbiolo di La Stoppa, blend di Barbera e Bonarda proposto sia in versione “ferma” che “frizzante”. Marenica Questo formaggio slovacco è sempre fresco, ma più complesso e saporito, specie se proposto nella versione affumicata. Quelli di Slow Food proveranno ad abbinarlo con le birre slovacche in un apposito seminario. Noi invece, proponiamo l’abbinamento con un vino della Loira: il Vouvray “Clos du Bourg” Sec del celebre Domaine Huet, che, data la sua morbidezza e le sue caratteristiche note fumè, ci sembra l’abbinamento ideale. Cheddar Per trovare l’abbinamento perfetto con questo