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Rubrica di Emanuela Medi
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Se ne parlava da giorni e la conferma è arrivata nella serata di ieri : Vinitaly sposta le date dal 14 al 17 giugno” Il periodo migliore-scrive  nel comunicato stampa ,Veronafiere- per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business” . Periodo importante quello scelto dal Consiglio di Amministrazione in cui si concentrano grandi eccellenze del Made in Italy come Cosmoprof di Bologna, Salone del Mobile di Milano, Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood” tutti insieme con il compito- sottolinea Giovanni Mantovani Direttore Generale di Veronafiere- con il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando.” Una decisione accolta all’unanimità dalle principali associazioni di settore: Federdoc, Unione Italiana Vini ,Assoenologi, Federvini, Federazione Vignaioli Indipendenti, e Alleanza delle Cooperative del settore vitivinicolo che condividono le scelte di Veronafiere per il rilancio dell’immagine positiva che merita l’Italia( Ernesto Abbona, Unione Italiana Vini) a tutela dell’operatività dei nostri produttori e del vino italiano( Riccardo Cotarella presidente Assoenologi), con la necessità di non dare messaggi negativi al mercato( Riccardo Ricci Cubastro presidente Federdoc). Veronafiere collocata ad altra data: ma aldilà delle doverose e certamente valutate posizioni ufficiali, cosa

Un’annata eccezionale: è questa la valutazione sulla 2016 dopo il giudizio delle Commissioni interna ed esterna (quest’anno composta da Daniele Cernilli e Matteo Zappile, figure di primissimo piano nel mondo del vino italiano) e degli operatori.  5 stelle e un punteggio di 95/100 per un’annata dalle potenzialità splendide, con vini ricchi di materiale colorante, ottima struttura e componente acida molto interessante, tutti presupposti per vini eleganti, setosi e destinati ad un lungo invecchiamento. Un bilancio decisamente importante a chiusura dell’evento promosso dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, che si aggiunge ai dati positivi sulle denominazioni del territorio, Montefalco Sagrantino Docg, Montefalco Doc e Spoleto Doc, con circa sei milioni di bottiglie prodotte per un incremento di circa il 10%. All’andamento quantitativo generale si aggiunge la crescita del Montefalco Sagrantino: nei 25 anni di Docg la superficie di vigneto iscritta a Docg ha visto un incremento dal 1992 (66 ettari) al 2018 (760 ettari), mentre dal 2000 ad oggi la produzione del Sagrantino è quasi triplicata: da 660 mila a circa 1.5 milioni di bottiglie. I viticoltori della Doc Montefalco e Docg Montefalco Sagrantino sono oggi 164, i produttori imbottigliatori dei vini di Montefalco sono 75. Nel 2019 la produzione di Montefalco Sagrantino Passito

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma, proposta dai Ministri Teresa Bellanova, delle Politiche Agricole, e Alfonso Bonafede, alla Giustizia, per combattere illeciti agroalimentari, frodi, contraffazioni e agropiraterie. “Il falso made in Italy - ricorda la Ministra Bellanova - costa al nostro Paese 100 miliardi di euro l’anno, contro i circa 42 miliardi di export dei prodotti autentici. Un vero e proprio furto di identità che danneggia i nostri produttori, mina la salute dei consumatori, ingannandoli, rischia di incrinare la reputazione del Paese. Oggi, con questo testo che prende le mosse da una proposta della Commissione Caselli, si garantisce l’effettiva tutela dei prodotti alimentari, si rielabora il sistema delle sanzioni, si amplia la sfera delle tutele. Non a caso fin dal mio insediamento al Ministero - continua la Ministra - ho sostenuto la necessità di rafforzare ulteriormente il sistema di controlli che già oggi ci pone fra i migliori al mondo per poter tutelare di più e meglio le nostre indicazioni geografiche e i nostri marchi, e sconfiggere la concorrenza sleale che avvelena le filiere e produce distorsioni inaccettabili di mercato. ”.  Non poteva non essere soddisfatta la Coldiretti, che dell’Osservatorio Agromafie è promotore e che in un comunicato ha cosi’

Vanno a visitarla e a studiarne le caratteristiche la piu antica cantina del mondo nata 8000 anni fa in Georgia una delle culle della viticultura e della enologia del mondo. Ma proprio per i suoi non pochi nobili anni, anche lei ha bisogno di formazione  e tecnologia: una necessità che verrà colmata dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele Appiano chiamata per un supporto tecnico scientifico per rilanciare le attività didattiche e il trasferimento tecnologico nel settore vini.

Quando sentiamo parlare di Blockchain pensiamo subito alle criptovalute, ad esempio i Bitcoin; in realtà essa rappresenta un nuovo strumento per tracciare delle azioni, potenzialmente di qualsiasi natura, come una transazione economica, appunto, ma che può avere una applicazione diretta anche nell’ambito dell’agricoltura. Utilizzando la blockchain, infatti, gli agricoltori, e successivamente tutte le entità che prendono parte alla filiera, possono registrare informazioni fondamentali, come l’origine della materia prima, le modalità di lavorazione della stessa, il trasposto, il packaging ecc. affinché siano consultabili in seguito, in questo caso dagli utilizzatori finali, ovvero chi acquista il prodotto al supermercato o al ristorante. La potenzialità di blockchain nel settore dell’agricoltura e del food in generale è altissima, permetterebbe di fatto di rendere obsolete le tradizionali etichette cartacee. Il consumatore può infatti consultare tutte le informazioni registrate, semplicemente inquadrando un codice stampato, direttamente dal proprio smartphone. In occasione di Momevi Mostra Agricoltura Faenza, venerdì 20 marzo alle ore 14, ROMAGNACHAIN in collaborazione con VISIONARI.ORG, COOPERATIVA LUPPOLI ITALIANI, CENTRO DI INTEROPERABILITA' COOPERATIVO BASATO SU BLOCKCHAIN organizza un incontro sul tema 'Il valore del protocollo blockchain per la filiera agroalimentare'  con un focus dedicato al Luppolo 4.0 come modello di tracciabilità della materia prima su blockchain con importanti relatori

Niente scuse per chi  si occupa di alimentazione a 360°( giornalista, ricercatore, imprenditore, foodblogger, influencer):  accrescere la cultura del cibo e sul cibo è una mission che esige etica, professionalità, curiosità ,una buona dose di umiltà e apertura mentale senza pregiudizi e schemi per il più semplice e prioritario degli obiettivi: l’utente che sia un giovane affermato, semplice pensionato, mamma di famiglia, informato su novità e tendenze. Insomma un mondo stimolante, dalle mille sfaccettature anche difficile. Non ci sono scuse per accrescere la proprie competenze, trasmetterle in un confronto serrato che ha avuto grande risonanza mediatica..Il prossimo appuntamento sarà sempre a Torino il 25-26-27 febbraio 2021 un Festival che riproporrà lo stesso schema di questa V edizione: come ha osservato Massimiliano Borgia ideatore  e direttore del Festival-“ non esiste in tutto il mondo una manifestazione che abbia questa formula mettendo in contatto per tre giorni giornalisti e professionisti della comunicazione con quelli della ricerca e della salute e della ricerca e uno spaccato del mondo produttivo”. 35 panel, 170 relatori, 20 laboratori per un totale di 500 presenze, oltre le 1200 di semplice partecipazione. Da non tralasciare il “ Festival parallelo” quello dedicato al b2b, incontro tra professionisti della comunicazione

Senza soste le anteprime, di scena Anteprima Sagrantino 2016 con la nuova annata di Montefalco Sagrantino Docg . Il 24 e 25 febbraio 2020 Montefalco (Perugia) vede protagonista il vino rosso simbolo dell’Umbria nell’ambito dell’evento promosso dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, in due giorni di tasting, eventi in cantina, Masterclass e altre iniziative in programma. L’obiettivo è di fornire  una panoramica complessiva sulla nuova annata ma anche sulle capacità evolutive del Montefalco Sagrantino Docg. Ma non solo: quest’anno, oltre ai Montefalco Sagrantino Docg 2016 secco e passito, si  trovano in assaggio anche Montefalco Rosso, Montefalco Rosso Riserva, Montefalco Bianco Doc, Montefalco Grechetto Doc, Spoleto Trebbiano Spoletino Doc e gli altri bianchi delle cantine partecipanti.  importati come Antonelli e Caprai, Lungarotti e Di Filippo, Perticaia e Romanelli, Scacciadiavoli e Tabarrini,, Tenute Lunelli,-Tenuta Castelbuono e Terre della Custodia. Viene presentata la nuova immagine dei produttori del Consorzio e dell’annata 2016 con l’etichetta celebrativa scelta attraverso il concorso “ Etichetta d’autore”. La valutazione dell’annata 2016 è affidata alla commissione presieduta da DoctorWine Daniele Cernilli  e dal sommelier stellato Matteo Zappile..Per la prima volta il giudizio viene espresso in centesimi, sistema che approfondisce i singoli parametri cui si affianca la valutazione tradizionale in stelle, mentre il 10% del giudizio sull’annata è espresso dagli operatori del settore

Che l’Italia sia tra i primi paesi nell’export di vini all’estero, non è certo un mistero; in che zone del mondo sono più apprezzati i nostri vini ed in quale volume, è invece una bella domanda. La risposta è fornita dai dati elaborati da Nomisma per il Sole 24 Ore su dati delle Dogane, basati sui primi 10 mesi del 2019. Al primo posto della classifica dei vini bevuti all’estero (in valore) troviamo l’universo del Prosecco, nelle due Docg di Conegliano Valdobbiadene e Colli Asolani e le macro Doc che arrivano fino al Friuli, che hanno esportato complessivamente 870 milioni di euro (+17,6%). Successivamente, in seconda posizione, figurano i vini rossi Dop Toscani, vale a dire (in primis ma non solo) Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano e Chianti classico, che hanno fatto registrare un fatturato di 442 milioni di euro (+0,9%) [caption id="attachment_14411" align="alignnone" width="600"] Fonte Immagine: Il Sole 24 Ore[/caption] Terzo posto per i vini rossi Dop del Veneto con 232 milioni di euro (+7,8%), seguiti dai rossi Dop Piemontesi, Barolo e Barbaresco in prevalenza, che fatturano 225 milioni (+10,6%). Alla fine di questa speciale top 5 troviamo l’Asti Dop, con un valore complessivo di 103 milioni di euro (-5,7%) Esiste poi una

Oltre metà del vino prodotto in Toscana certificato DOC e DOCG è acquistato da paesi esteri, Stati Uniti e Germania su tutti, che insieme ne acquistano più del 50%. La quota di vendite di vino toscano all'estero rappresenta il 19% del totale export di vini Dop fermi a livello nazionale, ed il 26% in termini di valore. Sono questi alcuni dei dati ricavati dalla ricerca Ismea recentemente presentata in occasione della "Settimana delle Anteprime 2020", promossa dalla Regione Toscana. Crescono dunque le esportazioni di Doc Toscane (+3% nel 2019) ed aumenta la lista dei paesi che lo importano, nonostante diversi scenari di incertezza rappresentati dai tanto dibattuti Dazi Usa, ma anche dalla Brexit e non ultimo dal Conoravirus. L'export di vini toscani cresce anche in Estremo Oriente, con il mercato Cinese che oggi acquista il 2% dei vini a fronte dell'1% del periodo 2010 - 2014. Aumentano le vendite anche in Giappone, passato dal 2,7% al 3,2%, ad Hong Kong, Singapore e Taiwan, passati dallo 0,6 all'1% in valore.

Bottega presenta la nuova acquisizione  tenuta Domus Vitae in occasione di Benvenuto Brunello , la nota manifestazione che si tiene dal 21-24 febbraio  a Montalcino. Domus Vitae, situata a Montalcino, nella parte sud-ovest della denominazione, in prossimità del borgo di Camigliano è una proprietà di grande estensione: conta complessivi 83 ettari, di cui 13 coltivati a vigneto e 70 boschivi. Questi ultimi determinano un microclima particolarmente favorevole alla maturazione di uve di qualità. Un cassero senese dell'800, un tempo struttura a difesa del territorio, ospita la cantina destinata alla vinificazione e alla maturazione dei vini del territorio. Quest’anno sarà protagonista il vino ottenuto con uve della vendemmia 2015.Ormai da anni l’azienda trevigiana ha esteso a Montalcino la propria produzione di vini di qualità con l’obiettivo di offrire al consumatore con lo stesso brand le eccellenze enologiche italiane. In Toscana, oltre ai vini dell’area Montalcino, Bottega produce un Bolgheri Rosso Doc, un Chianti Classico Docg Riserva, un Chianti Classico Docg e un Chianti Docg In occasione di Benvenuto Brunello Bottega presenterà anche il Rosso di Montalcino, annata 2018, che insieme al Brunello Riserva Prêt-à-Porter e al Sant’Antimo compone la gamma dei vini Bottega della denominazione. Il packaging del Brunello Riserva Prêt-à-Porter è stato