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Rubrica di Emanuela Medi
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Cibosano

Due mesi intensi (dal 5 ottobre al 24 novembre 2019) per il tubero più famoso d’Italia. La Fiera Internazionale, la n.89,  già fa parlare di sé con un pieno di appassionati nel primo week end alla scoperta delle tante sfaccettature del tartufo, in una delle piazze più rinomate del mondo, ALBA. E già si parla di prezzi con quotazioni che vanno tra le 250-350 euro all’etto a seconda delle pezzature- in linea con il 2018- prezzi che si possono monitorare sul sito del Centro Nazionale Studi Tartufo www.tuber.it alla voce “ borsino del tartufo”.   Cosa c’è di meglio di uovo( meglio per noi se al tegamino) e tartufo, binomio  scelto per rappresentare l’equilibrio perfetto, con la” lamellata al tartufo” altro prezioso abbinamento che esprime la territorialità di Langhe, Roero e Monferrato. Di tutto  di più dagli eventi di tasting di Olio Evo, analisi sensoriali dell’olio di oliva 100% italiano, alle degustazioni del tartufo. Equilibrio perfetto tra arte e natura: parliamo della già pluri-citata pepita, un prezioso cofanetto  in ceramica della città di Limoges studiato dalla Maison Raynaud importante casa produttrice di ceramiche artistiche . Non potevano ovviamente mancare le bollicine dell’Alta Langa e uno spazio l’Alba Truffle Show per

Che il settore agroalimentare sia una forte attrattiva occupazionale lo dicono i dati Coldiretti con 57.621 imprese cui fanno capo giovani sotto i 35 anni nel 2018, in aumento del 4,1% rispetto l’anno precedente. Dato importante quindi che non ha riscontro nel settore dell’alimentare in buona   salute visto che il suo fatturato costituisce l’8% del Pil nazionale ma che è in cerca di personale specializzato: mancano infatti oltre 43mila unità nei prossimi 5 anni. Una necessità importante se si considera che l’export in questo settore ha registrato un +3,1% nel 2018. Si fa sentire la FIPE( Federazione Pubblici Esercizi) che richiama il Governo a una maggiore attenzione alla ristorazione mortificata- dice il comunicato- da regole inique. “ Eppure come sottolinea il presidente ( Fipe) Lino Stoppani la ristorazione  con 300 mila imprese e un fatturato di 85 miliardi, da lavoro a 1 milione di persone. Introduzione dei voucher, come avvenuto in agricoltura, revisione dei buoni pasto: le priorità per la valorizzazione” di una eccellenza italiana”

Tanti, giovani, energici i nuovi associati al Consorzio olio extraverigine di oliva   DOP Riviera Ligure : come dice il comunicato stampa, CONOSCIAMOLI, si, ma per noi con note più stringenti. Partendo  da ponente’Azienda Agricola Bassan. Condotta da Demis Bassan e famiglia, che a poche centinaia dal mare punta sui crus, ovvero sulla produzione di olio da una determinata regione vocata DOP Riviera Ligure, dunque, vuol dire possibilità di evidenziare in etichetta la realtà produttiva di singole campagne. A cui tutti gli olivicoltori sono attaccati, conoscendo gli alberi uno per uno. È questa la visione anche dell’Azienda Agricola Cà Sottane, ubicata sempre in provincia di Imperia, a Borgomanaro   Conoscenza dell’olio di oliva, orizzonti produttivi e commerciali, grande storia industriale di Imperia si concentrano in una vicenda quasi centenaria con la ragione sociale Amoretti & Gazzano.  Ci si sposta nel Dianese con una vicenda che ci parla di antichi frantoi ad acqua recuperati lungo il rio San Pietro e ci parla degli olivi il cui frutto veniva molito in quei “gumbi”. Diano San Pietro, i Gumbi del Ponte e da qui l’Olio dei Parilla. Una storia tutta italiana, di creatività, invenzione,  oggetto di culto per gli appassionati  Si va poi nel territorio

BUON COMPLEANNO AL PIU’ FAMOSO DEGLI APERITIVI, IL NEGRONI CHE QUEST’ANNO RAGGIUNGE 1 SECOLO DALLA SUA CREAZIONE Compie 100 anni “Il Negroni”, uno dei più famosi aperitivi italiani, conosciuto e diffuso in tutto il mondo. Quest’anno infatti ricorre  una ricorrenza importante. 1 secolo da quando fu creato a Firenze dall’aristocratico  Conte Negroni che stanco del solito Americano, chiese al Caffè Casoni di aggiungere una spruzzatina di Gin al suo predinner in sostituzione del seltz in onore dei suoi ultimi viaggi londinesi. Il cocktail creato divenne così il Negroni, dal nome del suo fautore. Se potesse parlare questo celebre predinner racconterebbe di quanta storia ha vissuto, di quanti scrittori hanno cinto il suo bicchiere e di quante parole si sono spese mentre veniva sorseggiato. Eppure, se pur centenario, il Negroni non perde un grammo di appeal e Insensibile alle mode, resta un cocktail vivo e vitale. Tante sono le variazioni create nel tempo,la più celebre tra tutte, è il famoso Negroni Sbagliato, nato al Bar Basso di Milano, per uno sbaglio del giovane barista che sostituì il Prosecco al posto del Gin. Il Negroni “giusto o sbagliato” lo si beve ovunque da Milano a Hong Kong, nel cocktail bar a New York a Tokio oppure

Un’isola che è un continente per la ricchezza di materie prime, specialità, tradizioni, culture e ricette: a navigarla con una cena d’eccezione saranno gli chef Marco Baglieri (ristorante Crocifisso, Noto) e Tony Lo Coco (I Pupi, Bagheria), che il 14 luglio si incontreranno per una prima tappa a Noto nelle cucine del ristorante Crocifisso.

I clienti al ristorante sono sempre più interessati al mondo del vino, ma risultano confusi dalla Carta dei vini presentata, spesso male illustrata o troppo dispersiva. È il quadro che emerge dall’indagine “La Carta di Vini vista dal Cliente. Da un’indagine online gli indicatori di scelta”, presentata da Val D’Oca all’interno della Cantina dei Produttori di Valdobbiadene, in occasione della seconda giornata annuale dedicata a The Wine Net, il network italiano di cantine vinicole.