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Rubrica di Emanuela Medi
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Bambini oggi adulti consapevoli domani: si parte dalla scuola per fare proprio il rispetto verso l’ambiente e acquisire una educazione alimentare e del gusto che non sia solo salute, benessere  ma un diverso stile di vita più equo e come si dice oggi sostenibile. E’ il progetto Slow Food : dall’11 al 18 novembre 21 mila studenti dai 3 ai 14 anni, , di 860 classi appartenenti a circa 250 plessi in tutta Italia in occasione della Festa dell’Orto in Condotta 2019. Una data strettamente legata al naturale susseguirsi delle stagioni, in un ciclo che negli ultimi anni è stato messo a dura prova dalla crisi climatica: dall’era preindustriale a oggi la temperatura media a livello globale ha già superato i +1,5°C e potrebbe raggiungere la soglia considerata ancora gestibile dei +2°C già prima del 2030. Tra le principali cause di questa crisi c’è proprio il settore agricolo dell’era industriale, che genera più di un quinto delle emissioni globali di gas serra, determinando il forte legame tra quello che mettiamo nel piatto e i cambiamenti climatici. Ma su cosa dovranno e si stanno impegnando i 21 mila ragazzi? Su almeno 10 delle azioni individuate dalle Nazioni Unite da conseguire per il 2030: ECCOLE Coltivo l’orto per scoprire le leggi non scritte di piante e animali - faccio merenda con

Che gli spaghetti siano nati a Napoli, o, come molti sostengono in Cina, è comunque certo che sia il teatro, sia il cinema, sia le canzoni italiane li hanno diffusi per il mondo, è proprio il caso di dirlo, in tutte le salse. La scena più famosa, dove gli spaghetti hanno, per così dire, conquistato il primo posto, è quella del celebre film Miseria e nobiltà, con Totò e Sophia Loren con la regia di Mario Mattioli del 1954

A Napoli, sempre più spesso file ordinate di turisti percorrono le strade del centro storico, visitano chiese e monumenti, stazionano a lungo, anche sotto il sole più ardente, con paziente flemma anglosassone aspettando il proprio turno. Essi, come tutti i turisti del mondo, scattano innumerevoli foto, comprano pubblicazioni illustrate su Napoli e i suoi “contorni”, ascoltano attenti le spiegazioni che le loro guide, nelle più diverse lingue, danno, cercano luoghi dove dormire, si informano attentamente sui locali dove mangiare. 

Forse nessuna cosa più dei versi danteschi può farci comprendere come la forza del vino possa apparire una metafora della forza dello stesso spirito vi che si nasconde nella natura. Nella Divina Commedia Dante per spiegare il mistero della nascita dell’anima umana, evoca la trasformazione dell’uva in vino( Purgatorio ;XXV; 76-78” e perché meno ammiri la parola, guarda il calor del sol che si fa vino, giunto a l’omor che de la vite cola”.

Antenate degli alberghi e delle pensioni di oggi, le osterie hanno avuto, nel corso dei secoli, un’importante funzione anche  sociale in quanto  luoghi di prima accoglienza. Offrivano vino, vitto ,a volte alloggio.. soprattutto ai pellegrini, sbandati e non infrequentemente moribondi. Sì, proprio questi ultimi venivano accolti più che volentieri dall'oste e non solo per carità cristiana.

Non è uno scherzo! Ma una scoperta scientifica straordinaria che la giornalista Emanuela Medi ci illustra in  una interessante intervista a  Donato Grasso professore di Zoologia, Etoecologia e Sociobiologia all’Università di Parma.  Al festival Foodscienze di Mantova il professore nel presentare il libro “Il formicaio intelligente”( Zanichelli Editore 2018) spiega cosa possiamo apprendere dagli insetti: le scoperte sono sorprendenti, appassionandoci ad incredibili rivelazioni su migliaia di modi di essere formiche. Frammenti di natura che nascondono tesori di incredibile bellezza e che ci portano a esplorare come le nuove frontiere della scienza sono fortemente interessate  agli studi sugli insetti, alle relazioni tra questi e le piante di agronomica rilevanza . senza tralasciare il campo medico e soprattutto la loro straordinaria capacità organizzativa, il loro algoritmo, applicato in moti ambiti.  Le colonie che costruiscono le formiche sono dei superorganismi con proprietà emergenti difficilmente ripetibili da parte degli uomini ma soprattutto creano un microcosmo organizzato, autonomo, efficiente, collaborativo. Costruiscono nidi giganteschi, raccolgono cibo in modo ottimale rapido secondo percorsi brevi, difendono i nidi costruiti con foglie, formano ponti con i corpi- zattere in caso di alluvioni del loro nido, su cui  si muovono, regolando il traffico lungo le piste di foraggiamento o di percorrimento per