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Rubrica di Emanuela Medi
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Cultura

GLI OBIETTIVI DELLA CONSULTA NAZIONALE DEL VINO (Co.N.V.i.)  Per la prima volta 12 associazioni della filiera del vino si sono unite per fare ripartire i consumi e la cultura del vino italiano.  La consulta che è stata presentata il 19 di ottobre nello Slow Food Theather a Expo, si propone obiettivi concreti rivolti soprattutto ai giovani. Spiegare loro quanto il vino faccia parte della nostra cultura e identità nazionale- dice Vito Intini coordinatore Co.N.V.i.- illustrare che cosa vuol dire fare un prodotto di qualità ed educare i giovani al bere consapevole, sono tra le nostre priorità. Non a caso a settembre - spiega ancora il coordinatore - nella provincia di Brescia ha preso vita il primo progetto pilota cui hanno aderito 50 istituti scolastici nella sola Lombardia, per promuovere il tema del consumo consapevole e la conoscenza della tradizione enologia nostrana ”.

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Alcol in gravidanza, perché è meglio non bere del tutto?- Angela di TrevisoE’ vero è quanto raccomandano gli esperti in assenza di un limite fissato dalla comunità medica internazionale, entro il quale l’assunzione di alcool non rappresenta un pericolo per il nascituro.  “L’indicazione certamente restrittiva è precauzionale - dice Paolo Scollo Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia- in quanto bere durante la gravidanza può portare a patologie molto severe come la sindrome fetale alcolica e a disturbi dello  sviluppo”. E’ noto che il feto assorbe la stessa quantità di alcol assunta dalla madre . Alcol che può interferire-all’inizio della gravidanza- con la moltiplicazione cellulare  degli organi in formazione provocando, in dosi eccessive, malformazioni. No quindi assoluto senza nessuna distinzione tra alcolici( vino, birra, super alcolici). Rinnovata per la terza edizione la campagna della Assobirra e SIGO “ Se aspetti un bambino l’alcool può attendere”.Alcol e ictus: cosa c’è di vero che chi beve con moderazione ha meno rischio di ictus?- Marcello Campobasso Andiamo per gradi: è stato dimostrato che alte dosi di alcol in soggetti con più di 60gr al giorno di alcool è causa di rischio sia per l’ictus ischemico che di tipo

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Introdurre  l’obbligo dell’insegnamento di Scienza della Nutrizione nei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, integrandolo nei programmi di Endocrinologia, è la proposta emersa nel corso di un incontro all'expo tra i rappresentanti delle principali Società Scientifiche Italiane che si occupano di questi temi e accolta dalla Conferenza annuale dei Presidenti dei Corsi di laurea in medicina e Chirurgia. ”La dieta mediterranea riconosciuta universalmente la più salutare e patrimonio dell’UNESCO - afferma Andrea Lenzi Coordinatore dei Presidenti dei Corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Presidente della Società Italiana di endocrinologia- è a rischio: le giovani generazioni ne fanno un cattivo uso con porzioni troppo grandi, eccesso di zuccheri a rapido assorbimento e grassi”.

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E’ veramente una immagine shock quella scelta per la campagna anti-alcol che la Società Italiana di Alcologia ha lanciato il 15 Ottobre dall’Ospedale San Martino di  Genova e che verrà diffusa in ospedali, Asl e negli studi dei medici di famiglia. L’idea per altro non è nuova in quanto- tra molte polemiche- era stata utilizzata  nel 2013 in Inghilterra in uno spot televisivo realizzato dal National Health Service. “ Che le bevande alcoliche siano cancerogene per l’uomo- dice  Gianni Testino responsabile del Centro alcologico regionale- lo dice l’OMS dal 2010 in quanto l’etanolo rientra nel gruppo dei cangerogeni come l’amianto”.” Oltretutto- sostiene Andrea Ghiselli del Centro Nazionale di Ricerca Alimenti e Nutrizione di Roma-poiché l’etanolo non è un nutriente potrebbe essere tolto dalla dieta”. Di contro i dati Istat di una ricerca dell’aprile 2015 indicano chiaramente che di pari asso con il calo dei consumi di alcolici ai pasti è aumentato il consumo eccessivo e le sbronze tra i giovani. E’ lo sballo di fine settimana un fenomeno che riguarda 8 milioni di cittadini, come il binge-drinking che coinvolge il 14,5% di giovani tra i 18-25 anni

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"Ho visto che hai iniziato questa rubrica VinoSano, approfitto subito per domandarti se è vero che l’alcool può essere protettivo per i tumori, come ho letto."- Bernadette PalermoAssolutamente no, e mi rifaccio a due importanti  meta-analisi (in gergo è l’analisi dei più importanti studi di settore) pubblicate nel 2013 sulla prestigiosa rivista (Annals of Oncology). La prima aveva come obiettivo il consumo di alcool dose-dipendente cioè correlato al rischio di tumore per specifiche neoplasie per un totale di 486.538 persone. I dati indicano che il consumo di alcool determini un aumento di rischio, in particolare per il tumore del colon-retto, della mammella per le donne, della laringe, fegato, faringe, esofago e cavità orale. Questa correlazione  sembra esserci pari a un 20-30% di aumentato rischio- per bassi livelli di alcool e relativi alle medesime citate neoplasie. Piccola eccezione il vino rosso per il tumore al seno in quanto le sostanze contenute nei semi e nelle bucce riducono i livelli di estrogeni (dannosi per le donne in menopausa) per aumentare il testosterone. In questo caso il vino rosso risulterebbe protettivo."Ho sentito parlare molto di resveratrolo sostanza del vino rosso tra i più citati. Ma è tanto importante?"- Paola di TeramoE’ come il

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