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Rubrica di Emanuela Medi
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Cultura

Nella saga dei Tre Moschettieri di Alexandre Dumas padre (che comprende Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne), sarebbe piuttosto lungo l’elenco delle pagine in cui compare la bevanda sacra a Bacco, ma qui ne menzioniamo solo una. Nel secondo romanzo della saga, dopo il fallito tentativo di salvare Carlo I Stuart dal patibolo, i quattro amici fuggono e si imbarcano su una feluca diretta in Francia. Essi ignorano che il figlio di Milady, Mordaunt li ha preceduti e ha teso loro un agguato su quello stesso battello che, oltre a loro, trasporta nella stiva diverse botti.

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Soul Colors, composizioni di Antonija Pacek artista di origine croata, è stato definito dai critici tedeschi” bello come un gioiello radioso” e la “risposta femminile” a Lodovico Einaudi celebre pianista e nipote di Luigi Einaudi Presidente della Repubblica. Per la prima volta in Italia si esibisce venerdi 13 Aprile ore 19 al teatro di Villa Torlonia a Roma.

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Avrebbe potuto essere un primo passo per l’etichettatura delle bevande alcoliche, l’autoregolamentazione richiesta  ai produttori  dalla Commissione Europea, ma non sembrano esserci particolari novità. Di fatto secondo le norme attuali l’indicazione  dell’elenco degli ingredienti e della dichiarazione nutrizionale per le bevande alcoliche, a differenza di altri alimenti, non è obbligatoria.

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Non c’è Pasqua senza le uova , ma perché questa tradizione?  L’uovo è un simbolo di vita e rinascita nella maggior parte delle religioni, attributo che ha in virtù della sua forma rotondeggiante, senza inizio e senza fine. Nel Cristianesimo questa simbologia si arricchisce di significati legati a Cristo, che vince la morte e ricomincia una nuova vita. Per celebrare la Resurrezione infatti i primi cristiani erano soliti distribuire tra i fedeli un cestino di uova benedette dopo il pranzo pasquale. Non stupisce ritrovare le uova all'interno di un altro alimento che viene preparato per l’occasione: i pani della Pasqua.

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Sbaglierebbe chi, guardando le infinite rappresentazioni della Tavola dell’Ultima cena, potrebbe sperare di ritrovarvi precise informazioni storiche. Innanzitutto perché quella mensa, se da un lato raffigura una cena rituale della Pasqua ebraica (Pesach), quale Cristo e gli apostoli stavano realmente celebrando, dall'altro la sua rappresentazione iconografica nasce, viceversa, come momento fondativo dei riti pasquali cristiani e soprattutto del sacramento dell’Eucarestia. E questo secondo significato è stato nei secoli di gran lunga prevalente.

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Biricoccolo, giuggiola, azzerolo, corniolo, ciliegia cuccarina, pomariello… se questi nomi non vi dicono nulla è perché non avete (ancora) visitato l’Orto dei frutti dimenticati! Questo gioiello nascosto si trova in una zona della Romagna chiamata Valmarecchia, e più precisamente nel piccolo borgo di Pennabilli dove, negli anni 80,il maestro Tonino Guerra (poeta, sceneggiatore, scrittore e grande nome del nostro panorama culturale) decise di stabilirsi, finendo per lasciarvi impressa indelebilmente la propria l’impronta. Pennabilli è infatti il fulcro del museo diffuso ‘I luoghi dell’anima’ che comprende sette diversi musei sparsi nella zona, ideati proprio da Tonino Guerra con l’obiettivo di animare la fantasia del visitatore.

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Certo mangiare un’aragosta o una frittura di pesce non sono proprio una penitenza, per questo molti si chiedono in che cosa consiste la regola di non mangiare carne e derivati che per molti secoli la chiesa cattolica prescrive per alcuni giorni dell’anno. Ma è opportuno ricordare, a questo proposito, la valutazione che un tempo si faceva sugli alimenti cui si adeguavano le religioni che poi dettavano regole che oggi consideriamo laiche.

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Nel Golfo di Trieste sorge l’antica Torre di Prosecco, zona d’origine del vino e della dorata uva Glera. Il Prosecco è citato per la prima volta a metà del ‘700,nel poemetto “Roccolo Ditirambo” di A. Acanti a Venezia. Diffuso in caraffa per tutto il Novecento, riscosse successo nelle campagne trevigiane, un tempo ricche di filandere destinate alla bachicoltura.

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