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Rubrica di Emanuela Medi
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Curiosità

Non è facile per noi, abituati alla globalizzazione dei consumi, renderci conto dell’importanza del pepe e delle spezie che hanno avuto nell’alimentazione e nell’economia mondiale. Nei secoli passati non c’era il frigorifero, lo zucchero, l’estratto di carne, non si conosceva di certo la sterilizzazione provocata dal calore; c’era il sale, l’aceto e l’aglio e la conservazione dei cibi era motivo di enormi problemi, da qui il ricorso al pepe e  in particolare alle spezie- spesso l’unico stratagemma del cuoco- per confondere il gusto a volte rivoltante del cibo, con la inevitabile conseguenza di confonderne il gusto genuino . Le spezie poi non erano alla portata di tutti: costavano moltissimo ed erano vendute dallo speziale( il farmacista di allora) , tanto che in epoca medioevale erano divenute una sorta di ”status symbol“ della riccca gastronomia. Non solo: il commercio delle spezie non era poi tanto pulito visto che era in mano ai commercianti chiamati pepieri, soprattutto navigatori  non certo di primo pelo come non lo era Venezia che era divenuta punto importantissimo di incontri per tutti coloro che volevano rifornirsi di questi ingredienti, visto che le spezie non si coltivavano in Europa  ma in Estremo Oriente e in Brasile. Dunque cucina, e non solo

In un’era in cui la comunicazione impiega  un manciata di secondi per inviare e ricevere un sms, sembra quanto meno singolare parlare dei messaggi in bottiglia: eppure è di pochi giorni fa la notizia che è stata ritrovata sulla spiaggia di Skala Cefelonia, in Grecia una bottiglia contenente un messaggio scritto 23 anni (il primo maggio del 1990) da una turista tedesca che era a bordo di una barca a vela nell'oceano.

Marie Brizard, una francesina con classe e tanto pepe secondo una leggenda, soccorse un marinaio trovandolo in terra ammalato in una piazza di Bordeaux e lo portò in casa per curarlo. Per sdebitarsi, il marinaio le lasciò in dono una ricetta che divenne famosa con il nome di  Anisette. Era il 1750 e gli aristocratici francesi iniziarono a sorseggiare quella bevanda che da allora come la Marianne è divenuto uno dei simboli francesi.