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Rubrica di Emanuela Medi
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I produttori del Sangiovese di Romagna DOC non fanno mistero del complesso d'inferiorità che li affligge. " I Toscani si sono mossi con largo anticipo - afferma Filippo Fabri, redattore della Guida “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare” - I nostri, invece, sono arrivati tardi e faticano a colmare il divario"  Eppure, il Sangiovese di Romagna non è qualitativamente inferiore rispetto al suo cugino Toscano, ma semplicemente diverso nei connotati altrettanto apprezzabili. Mentre le chiavi di volta dei migliori Chianti Classico e Brunello sono di norma la potenza e la profondità che talvolta rasenta l'austerità, tra le prerogative di un buon Sangiovese di Romagna si annoverano la fluidità, la ricca sapidità e la capacità di sposare anche piatti meno strutturati -  a partire dalle classiche tagliatelle al ragù. Detto questo, gli assaggi effettuati nel corso di “Vino al Vino” a Bertinoro hanno rivelato una bella compresenza di vini "base" goduriosi e pronti da bere e selezioni già fruibili, ma che lasciano intuire un potenziale evolutivo simile a quello dei migliori cugini d'oltre Appennino.  Sottozone si, sottozone no? In molti sostengono che la suddivisione della Doc Sangiovese di Romagna in dodici sottozone riportabili in etichetta sia solo fonte di confusione, poiché comporta un'ulteriore

Un regalo piacevolissimo il Churchill’s white Port di Jhon Graham, che mi ha consentito  viaggio ideale nella enologia portoghese Che i Porti della Valle del Douro fossero famosi ovviamente lo sapevo, ma la storia di questo porto e di colui che ha dato un’impronta assolutamente unica tra i vini bianchi di questa magnifica valle, mi era sconosciuta. In pochi altri posti al mondo il vino ha avuto un impatto tanto importante sulla storia, la cultura il paesaggio e gli abitanti come nella regione del Douro, diventata famosa a partire dal 1693, quando le pesanti tasse del Re Guglielmo imposte sui vini Francesi , costrinsero i commercianti inglesi a reperire vino a prezzi competitivi, trovando nel Portogallo, buon vicino di casa e  meglio ancora, paese ottimo fornitore di vini. Inizia la fortuna del Porto (il nome proviene dal luogo-porto dal quale veniva imbarcato  dagli Inglesi). Costoro impararono presto a  sostituire il loro amatissimo claret e ad apprezzare il gusto del Porto, vino rosso i cui  vitigni autoctoni millenari hanno nomi famosi quali il  Touriga Nationa, Touriga Francesca, Bastardo, Tramparillo, Moscatel, Malvasia Fina, Còdega, Gouvelo, Rabigato e Viosinho. Nascono i vini fortificati, per l’esigenza all’epoca delle grandi navigazioni oceaniche, a che i vini messi in

Quando ripenso alla nostra intervista, lo vedo appoggiato di spalle   alla sua azienda Prime Alture Winery, sigaro in bocca, con il viso rivolto a questo magnifico sole autunnale, sereno  con se stesso.. il mondo può aspettare ..meno il suo vino Monsieur Pinot Noir .. che con molta probabilità lo  avrebbe bevuto anche a cena.” Un elegante signore di campagna Roberto Lechiancole, così  lo descrive un ospite’ francese di Prime Alture, non dissimile- come immagine- dalla mia. Ma come è arrivato tra le colline di Casteggio questo signore che alla passione del vino si è avvicinato da imprenditore percorrendo tutte le strade dell’alta tecnologia.” L’innamoramento per le colline dell’Oltrepò Pavese, il desiderio di un punto fermo in una vita fatta di viaggi, aerei, incontri di lavoro-  dice Roberto Lechiancole,  un vino il Pinot Nero” Andiamo per gradi: perchè il Pinot Nero, chiedo” Volevo diventare il signore del Pinot Nero, da qui la parola Monsieur datami dall’enologo Jean Francois Coquard, francese con cui ho avuto una lunghissima collaborazione per la sua decennale esperienza in Oltrepò. Poi questa terra , ideale per il clima , l’esposizione delle vigne, il suolo argilloso marnoso che consentono di ottenere vini compatti, profondi, longevi. E poi io

Bertinoro, cornice della seconda edizione di "Vino al Vino", è il punto in cui si sovrappongono le due denominazioni più importanti della Romagna: L’ Albana DOCG la Doc Sangiovese di Romagna.  Disposto sul crinale un'irta collina e dominato da una Rocca medievale, questo paesino idilliaco è soprannominato il "balcone di Romagna" per via della vista mozzafiato che offre sul circondario. Pochi borghi italiani sono parimenti panoramici e ben preservati, e si fa fatica a trovarne uno altrettanto brulicante di vita.  Il vino e l'università di Bologna, che ha trasformato la Rocca nel suo polo congressuale, hanno scongiurato quell'effetto "mummificazione" che alle volte sembra l'unico modo per mantenere intatti questi luoghi del passato. Passeggiando per le ripide viuzze si trovano, al posto delle solite serrande abbassate, decine di ristoranti e una serie di spazi dedicati alla promozione enoturistica. Salendo al maniero, si scopre, negli ambienti non adibiti a sale convegni, uno splendido museo interreligioso che testimonia, tra le altre cose, la presenza ultra secolare sul territorio comunale di una ben integrata comunità ebraica.  A convivere felicemente in questo luogo non sono solo i cristiani e gli ebrei, gli universitari e gli enofili, ma anche e soprattutto i due vitigni romagnoli per eccellenza: il Sangiovese

La presentazione è stata fatta lo scorso anno a Vinitaly,  ma per noi sempre attuale per un colpo di gusto che ha spaziato in 4 Continenti Sauvignon Blanc vitigno   ad alta acidità,  vinificato secco, quindi senza residui zuccherini; raramente vinificato e maturato in legno. È  un vitigno aromatico, ricco di metossipirazzine, erbaceo, di corpo leggero-medio. Preferisce climi freschi o temperati, si adatta a diversi tipi di suolo ed ha  profili aromatici facilmente riconoscibili: Erbaceo (erba tagliata); Vegetale (asparagi, peperone verde); Floreale (fiore di sambuco); Agrume (limone, lime); Frutta bianca (mela, uva spina); Drupa (pesca, albicocca); Frutta tropicale (frutto della passione). 4 i  Sauvignon Blanc in una degustazione. Il primo è il francese Vacheron Sancerre Loira 2017 Vino secco, che non fa legno. È  di un colore paglierino limpido. Dal naso pulito, media intensità, sentori di lime, mela verde accompagnata da una nota di alga. Erbaceo. In bocca è  secco, asciutto, verticale. Alta acidità agrumata, lime. Vino dal corpo medio, corrispondenza gusto-olfattiva. Lunga persistenza. Vino molto buono. Il secondo è il Koyle Costa Cuarzo Colchagua Costa Sauvignon Blanc 2018, Proviene dalla  costa cilena caratterizzata dal  clima fresco dalle Ande. Colore paglierino limpido. All'olfattiva  presenta una media intensità con iniziale nota fruttata di pesca bianca, poi erbacee e