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Rubrica di Emanuela Medi
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Il Carmenere, vitigno francese naturalizzato cileno, è scomparso dal Medoc oltre un secolo fa. Difficilissimo da portare a maturazione e sensibile a ogni genere di malattia, è stato progressivamente estirpato per fare spazio ai fratelli Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc - con cui condivide l'alto quantitativo di pirazine, molecole responsabili degli aromi vegetali - e al più docile Merlot. Al giorno d'oggi, ne rimangono solo 2,5 ettari in tutto il territorio bordolese, di cui circa uno e mezzo all'interno della proprietà di ChateauClercMilon, terzo e più piccolo dei tenimenti della famiglia Rothschild di Nathaniel.  Jean Emmanuel Danjoy e Frederic Faure, rispettivamente direttore e cellar master dello chateau, hanno voluto riscoprirlo e provare a vinificarlo in purezza, e sono riusciti ad ottenere l'appellationPauillac per il loro esperimento monovarietale. Così facendo, hanno concepito il primo Carmenere a denominazione controllata della storia di Francia. Ovviamente non si tratta di un'etichetta regolarmente commercializzata: "Per il momento è solo da una chicca da servire per stupire gli ospiti in visita all'azienda - afferma Faure - chissà, però, se in futuro non diventerà qualcos'altro. Mai dire mai." DEGUSTAZIONE Spillato direttamente dalla botte, il campione della 2018 del Carmenere di ClercMilon appare subito bizzarro al punto da essere quasi spiazzante. Vendemmiato

Parte Prima - Non me lo aspettavo questo sangiovese così inedito e affascinante: vini territoriali  li definisce Giorgio Melandri “narratore del vino” e anima del  progetto” Stella dell’Appennino” : una  comunità di 11 produttori i cui vini sono espressione di questa parte inedita dell’Appennino Romagnolo che fa capo a, Modigliana punto di incontri di tre vallate  Ibòla, Acerreta e Tramazzo ognuna diversissima per terroir, altitudine, paesaggio e  microclima. Una produzione di 10mila bottiglie di grande qualità  e unica nel saper esprimere i caratteri delle tre vallate: vini agrumati e speziati della valle di Ibòla, vini balsamici dall’inconfondibile sentore di alloro della valle di Tramazzo, vini fruttati( melagrana) e terrosi della Acerreta , tutti legati da una nota comune di freschezza con un grado alcolico moderato e tannini certamente di carattere ma mai troppo abbondanti. Insomma una bocca in cui giocano nel finale, tannino , acidità e nota salmastra la vera inconfondibile caratteristica di Modigliana  . DEGUSTAZIONE     11 produttori: di ognuno di loro diamo un piccolo profilo tratto dal libro   “ Stella dell’Appennino” scritto da Giorgio Melandri cui segue una breve degustazione del vino di punta della loro  produzione. AGRINTESA: cooperativa con sede a Faenza che unisce 135 soci nel territorio dei comuni di

Dal 26 al 28 luglio si è svolta la manifestazione Terre del Grechetto presso Civitella d’Agliano nell'alta Tuscia, arrivata alla XVII edizione grazie a Carlo Zucchetti organizzatore dell’evento. La manifestazione ha visto una grande partecipazione a tutti gli eventi organizzati da parte di conoscitori e non del mondo del vino. L’interpretazione del vitigno Grechetto in tutte le sue variazioni clonali e territoriali è stata la tematica principale: l’evento si è posto l’obiettivo di comunicare e propriamente valorizzare questo vitigno storico, tipico del Centro Italia, grazie a banchi di assaggio, visite guidate nelle zone storiche culturali della zona, stand enogastronomici e musica sotto le stelle.  Un evento garbato di musica, cultura, profumi e sapori, a cui non mancare per le successive edizioni. Prendendo parte alla degustazione di sabato riservata a giornalisti e operatori, gestita e organizzata da Carlo Zucchetti ho degustato per Vinosano.com differenti interpretazioni del vitigno Grechetto declinato come bianco spumantizzato, fermo e passito in 11 batterie. Una piacevole degustazione, ben organizzata, sostenuta ed educativa che ha condotto i presenti a scoprire le tante sfaccettature di questo vitigno. I territori rappresentati dalla degustazione sono stati molteplici divisi in tre regioni Lazio, Umbria, Emilia Romagna. Durante la degustazione ho selezionato per Vinosano 10

La manifestazione, giunta alla decima edizione,è un imperdibile incontro per conoscere nuove realtà produttive Italiane difficilmente raggiungibili,a volte per ristretta capillarità distributiva e a volte per il limitato numero di bottiglie prodotte, anche per la possibilità di mettere in gioco le proprie papille gustative, assaporando i diversi e ricercati gusti e profumi, trasmettendo al degustatore nuove emozioni.

Senza scomodare troppo Virgilio, Livia la moglie di Augusto, il sempre citato Plinio il Vecchio,  S. Venanzio Fortunato Vescovo di Poitiers (535-603) e saltando qualche secolo, i periodi d’oro del territorio  Valdobbiadene e Conegliano sono stati   il XV-XVI sec, a testimonianza di quanto fosse importante e apprezzata la produzione enologica di quei territori e del commercio da questi derivanti.