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Rubrica di Emanuela Medi
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Degustazioni

DOMINE’: Verdicchio dei Castelli di Jesi - Classico Superiore- 2015 Chiesa del Pozzo-Pivalta Naso: Dal colore giallo brillante, questo vino dal vitigno tipicamente marchigiano, si presenta al naso di una piacevole freschezza accompagnato da una decisa nota fruttata- agrumata  come pompelmo, ma anche esotica da mango acerbo. Pesca bianca non matura ma fragrante, pera e sentore di mandorla completano il carattere  un poco acerbo del vino. L’assaggio si sviluppa in verticale tra vivace freschezza, tenace sapidità e misurati echi di frutta a polpa gialla, vertendo in chiusura si tipici e piacevoli echi ammandorlati e da asparago selvatico tipico del Verdicchio in giovinezza. Vino espressione del territorio marchigiano. LE CARLINE: Refosco dal peduncolo rosso 100%- senza solfiti aggiunti - 2014 Bocca:  Giovanilmente violaceo nella veste, esprime sentori semplici  ma immediati di mirtilli, uva fresca , violette, more di rovo e Pepe nero, con un accenno vegetale. All’Assaggio è piacevolmente scorrevole , fa della morbidezza la sua dote migliore .èE’sicuramente più piacevole che al naso in quanto  vino non stucchevole.  Bidimensionale per acidità e sapidità  lo rendono un vino” corto” ma bevibile soprattutto per la componente vegetale. Vino modesto ma molto pulito nel finale in bocca. CIU’ CIU’-  Saggio- Marche-Sangiovese 100%- 2016 Colore:  Veste tipicamente granata ma sorprendentemente compatta Naso:  inizialmente

Quattro millesimi per approfondire l’etichetta meno nota, più limitata e intrigante della maison spumantistica più nota d’ Italia In principio era  la “Cuveè Prestige”, classico “brut sans anneè” a rappresentare la più pura espressione  dello “stile Ca’ del Bosco”. Poi arrivò il Satèn, il cui nome, coniato dal patron Maurizio Zanella, intende proprio evocare la morbidezza setosa che la minore pressione atmosferica (circa 4,5 atmosfere invece delle canoniche 6) conferisce a questo particolare spumante. Quest’ oggi, a fronte di una sempre crescente richiesta di prodotti meno morbidi e più verticali, sono i Dosage Zero, ed in particolare il Dosage Zero “Noir”, a rappresentare il nuovo volto della maison più celebre della Franciacorta. Dosage Zero “Noir” è sinonimo di Pinot Nero in Purezza, proveniente da tre vigne poste ad oltre 400 metri d’altitudine. Affinato sui lieviti per almeno 8 anni e dosato con solo vino a seguito del degorgement, effettuato in assenza di ossigeno onde “evitare shock ossidativi e aggiunte di solfiti”). Si ottiene così una purezza d’espressione più unica che rara nel contesto Franciacortino. Degustazioni 2008 Ultima annata in commercio, sboccata ad inizio 2017. Veste oro grigio attraversata da un perlage fine ma evanescente, tipico degli spumanti lungamente affinati. L’olfatto evoca subito la nobile

In Francia, nel Médoc Bordolese, non hanno molta fiducia in lui, però è quasi sempre “invitato” a far parte del blend. In Italia, invece lo si sta riscoprendo e a ragione. Quatto quatto si è infilato in qualche vino Doc e Igt, e qualcuno lo vinifica addirittura in purezza Si chiama Petit Verdot, ed è un’uva che sta dando buoni risultati lungola Penisola, in qualche caso straordinari Semiestinto, torna lentamente in auge Vitigno storico del Bordolese, coltivato solo nel Médoc, oggi lo si ritrova anche nella zona delle Graves. Matura tardivamente, ma, una volta vinificato, apporta al vino colore intenso, ricchezza di tannini e potenza aromatica. L’uva è coltivata in poche centinaia di ettari e figura ancora come componente minore nei cosiddetti Grandruclassé del Médoc. Vitigno difficile, nel Bordolese maturava bene solo una o due volte per decennio, e quindi era ormai in via d’abbandono, ma con il riscaldamento climatico degli ultimi anni è in corso un moderato ritorno al reimpianto. Certo, ha bisogno di molte cure e attenzioni:dovrebbe avere la testa al sole e i piedi all’umido, come dicono nel Bordolese. Struttura forte in tannini (da ammorbidire ovviamente con le botti piccole, le barrique), colore rosso profondo, bei profumi di mirtilli, violetta, caffè,

Un regalo piacevolissimo il Churchill’s white Port di Jhon Graham, che mi ha consentito  viaggio ideale nella enologia portoghese Che i Porti della Valle del Douro fossero famosi ovviamente lo sapevo, ma la storia di questo porto e di colui che ha dato un’impronta assolutamente unica tra i vini bianchi di questa magnifica valle, mi era sconosciuta. In pochi altri posti al mondo il vino ha avuto un impatto tanto importante sulla storia, la cultura il paesaggio e gli abitanti come nella regione del Douro, diventata famosa a partire dal 1693, quando le pesanti tasse del Re Guglielmo imposte sui vini Francesi , costrinsero i commercianti inglesi a reperire vino a prezzi competitivi, trovando nel Portogallo, buon vicino di casa e  meglio ancora, paese ottimo fornitore di vini. Inizia la fortuna del Porto (il nome proviene dal luogo-porto dal quale veniva imbarcato  dagli Inglesi). Costoro impararono presto a  sostituire il loro amatissimo claret e ad apprezzare il gusto del Porto, vino rosso i cui  vitigni autoctoni millenari hanno nomi famosi quali il  Touriga Nationa, Touriga Francesca, Bastardo, Tramparillo, Moscatel, Malvasia Fina, Còdega, Gouvelo, Rabigato e Viosinho. Nascono i vini fortificati, per l’esigenza all’epoca delle grandi navigazioni oceaniche, a che i vini messi in

È appena iniziato il 2018 e tante sono le aspettative per il nuovo anno. Vediamo, grazie alle previsione dell’astrologo Massimo Giannone cosa ci riserva il futuro Per ogni segno zodiacale, secondo le caratteristiche del segno e delle previsioni dell’esperto sono stati consigliati i vini “propiziatori di buon auspicio”. La sintesi per molti segni nel 2018, può essere raccolta in una frase dello scrittore statunitense Theodor Seus Geise: “L’Amore è quando non riesci a dormire perché finalmente la  realtà è migliore dei tuoi sogni”. La Classifica Al 12’ posto, SAGITTARIO. Finalmente Saturno abbandona il segno. Nel lavoro sarà un anno all’insegna delle nuove avventure. Marte transita nel Vs segno nel mese di Febbraio e vi darà una grande energia sino a metà Marzo, bisogna approfittare di questa fase per fare operazioni finanziarie, firmare contratti e operare cambiamenti in ambito professionale. In amore l’uscita di Saturno suggerisce serenità di coppia, e si vivranno avventure entusiasmanti. I single saranno fortunati ad Aprile. Gli ASTRI CONSIGLIANO: Ratafià Abruzzese. Liquore a base di Montepulciano s’Abruzzo e amarene che veniva consumato in epoca medioevale per celebrare la ratificazione di un patto (da qui il nome che deriva dal latino” Una rata fiat”), per un anno che si prospetta ricco di

  Il PrièBlanc Un vitigno che simboleggia due confini: quello con la Francia e quello altimetrico della viticoltura peninsulare. Eh sì, perché il valdostano PrièBlanc, figlio dei ripidissimi pendi alpini, è la prima uva nostrana adatta alla spumantizzazione mediante Metodo Classico. Facile comprendere il perché se si tiene conto che i suoi vigneti, con i loro 1000 e passa metri d’ altitudine, sono tra  i più alti di tutto il belpaese, e garantiscono, dunque, quel dinamismo acido-sapido che deve sempre caratterizzare uno spumante di qualità. Versione d’ eccellenza è il Blanc de Morgex et de la Salle  “CuveèDu Prince” Brut Nature della rinomata “Cave du Montblanc”. Vestito di un manto paglierino tenue attraversato da copioso perlage, in annata 2011 concede aromi di erbe alpine e fiori bianchi su fondo misuratamente fragrante. Colpisce il dinamismo dell’assaggio, tutto giocato in verticale sul filo della freschezza e di una bollicina perfetta. Il Cortese Acidità e sapidità a conferire verticalità, ma anche una spiccata propensione a sviluppare intriganti aromi terziari. Queste sono le prerogative dell’uva più nota dell’Alessandrino, dalla quale si ricavano oramai da decenni spumanti di eccezionale qualità. Il più fascinoso di tutti è sicuramente il “Brut d’ Antan” della storica Azienda “La Scolca”, omaggio della famiglia

GENNAIO: Egly Ouriet - Champagne "Viellissment Prolongè" La mia annata è cominciata con un bel gioiello oramai divenuto grande classico. 82 mesi di affinamento per un “Blanc d’ Assemblage” massiccio, terziario, torrefatto, ideale per ravvivare le giornate uggiose del primo mese dell'anno. FEBBRAIO: Fontodi - Flaccianello della Pieve 1983 Sono stato a Panzano in Chianti a inizio mese, insieme ai colleghi del quinto Master Bibenda. Memorabile l'incontro con Giovanni Manetti e con il suo Flaccianello della Pieve 1983, che, maturo ma ancora scalpitante, mi ha proposto aromi di foglie secche, tabacco e tappezzeria antica, adagiati su di una bella impalcatura sapida e cullati da un tannino ancora vispo. Chapeau! MARZO: Dal Forno - Amarone della Valpolicella "Monte Lodoletta" 2004 In un BibendaDay ricco di conferme e di sorprese, è avvenuto il mio primo incontro con il vino di Dal Forno. Ammetto di non amare la tracotanza alcolica di alcuni Amaroni, ma da subito il "Monte Lodoletta" mi è sembrato molto diverso. Naso ovviamente improntato sulla frutta sciroppata, ma ricco anche di suggestioni di menta, tabacco dolce, spezie orientali e cacao. Sorso caldo il giusto e semplicemente infinito in persistenza! APRILE: Albert Mann – Riesling Grand Cru Schlossberg 2013 Fiori bianchi a primavera, intessuti nel ventaglio idrocarburico diquesto

Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è uno tra i principali attori dell’universo Prosecco che sta trainando la crescita del vino italiano nel mondo Sostenibilità della vigna, del territorio e della cantina, e richiesta su mercato internazionale lo rendono uno dei prodotti top del panorama italiano. Parliamo di un nuovo record di bottiglie vendute nel 2017 (circa 93 milioni, con un +3% sull’anno precedente), ed un fatturato che sfiora i 519 milioni di euro (+6% rispetto all’anno precedente, con la Germania principale acquirente). La Grande Distribuzione Organizzata rimane comunque il suo primo canale di vendita. Una interessante alternativa alle solite bollicine proviene dalla Doc dei Colli Tortonesi. Parliamo del Cortese Frizzante di Cantine Volpi, una storia di successo che risale a prima del Prosecco quando nel 1974 Carlo Volpi e l’enologo Giuliano Noé decisero di sperimentare il procedimento di rifermentazione naturale del vino bianco utilizzando le Uve Cortese de Colli Tortonesi. Il Cortese Frizzante DOC è un vino dal profumo delicato e dal gusto fresco e piacevole tanto da avere conquistato il mercato internazionale con ben un milione di bottiglie vendute. Claudio Chiricolo