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Rubrica di Emanuela Medi
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Degustazioni

Hanno un sapore dolce che ricorda i migliori passiti, ma sono dotati di una piacevole acidità che ricorda la frutta, con sensazioni definite” paradisiache”. Sono i vini del ghiaccio ottenuti con particolari procedimenti che nulla hanno da invidiare in dolcezza e morbidezza, ai più conosciuti Sciacchetrà delle Cinque terre, il Vin Santo della Toscana, il Moscato Passito di Pantelleria, il Recioto della Valpolicella, il Passito di Caluso da uve Erbaluce e molti altri ancora. Oggi in ogni regione troviamo vini dolci straordinari. Ma gli ”Ice wines”   hanno un qualcosa di particolare: ottenuti in precise aree d’Europa caratterizzate da clima freddo e continentale, sono prodotti da uve che rimangono in vigneto sino a bassissime temperature (meno 4-10 gradi) al fin di ottenere un parziale congelamento della parte acquosa e un alto grado zuccherino. Gli esperti dicono ”se l’uva è come una pallina di vetro quando cade nel secchiello, la qualità sarà buona.  Se sembra una pallina di neve, si teme per la qualità” La vendemmia effettuata rigorosamente di notte consente un finale ricco di aromi di frutta tropicale: litchi, papaia, mango, ma anche pesca, albicocca, miele. In queste uve dobbiamo ricordare l’azione esercitata da un parassita, la “botrytis cinerea”, chiamata anche

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Degustazione guidata da Rosa D'agostino, Master Sommelier Alma-AisVini complessi, eleganti, dalle note balsamiche ricche di erbe aromatiche: salvia, rosmarino… i sentori del Salento. Vini dal colore giallo paglierino brillante sia in versione Spumante Metodo Classico Brut ( JORCHE ) che in versione fermo ( CRE’ ). Vini che non possono che affascinare per la mineralità ( altro  elemento tipico del Salento ).  La crosta di pane e di burro fresco tipico del metodo classico dello JORCHE affascinano come i sentori di pesca, meglio pesca bianca.In MINUTOLO, vitigno autoctono raro il cui DNA è assolutamente puro, che solo la tenacia di Francesca Bruni poteva rivalutare, si evidenzia nel suo CRE’ Salento Bianco IGP. Vino complesso, quasi un mazzo di fiori primaverili. Vini banchi brillanti che nulla hanno da invidiare a quelli del Nord Italia.  Un vino che si sposa alla grande con i latticini, con le burrate accompagnate dal pomodoro.Ma li vedete i colori dei rosati? La natura e l’abilità del vignaiolo ha superato qualsiasi colore anche i più raffinati dei grandi artisti del colore. Parliamo di ESTROSA, IL MELOGRANO, ROSE’ e dei rispettivi vitigni PRIMITIVO; NERO DI TROIA; NEGROAMARO.Il PRIMITO ( ESTROSA  ) è quasi

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