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Rubrica di Emanuela Medi
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Degustazioni

Il nome, monaco è evocativo dell’importanza dei monaci soprattutto in Borgogna. Benedettini e Cistercensi avevano ettari di vigneti che hanno preservato e coltivato e a loro si devono i primi clos, ovvero recinzioni, con le  prime classificazione dei vigneti. Sono i monaci a capire l’importanza delle parcelle e quindi dei primi cru che ancora oggi esistono come clos St Danis, clos de Beges, clos de la Roche, vigneti di uve a bacca rossa, così Monrachè, il miglior vino bianco del mondo, il cui nome viene dalla testa rapata di un monaco. In Europa tutti hanno seguito la legislazione francese tranne l’Italia e la Spagna con le doc.

Quindici bicchieri, tutti cru, non sono pochi,ma il Barolo dei fratelli Dogliani, presentato a Roma in una verticale,  organizzata dalla Fondazione Italiana Sommelier, ha lasciato il segno..nel gusto, nella raffinatezza ma soprattutto nella diversità e complessità dei vini in degustazione. Professionalità ma anche molto humor  e scambio vivace di opinioni con il pubblico, hanno caratterizzato una batteria non facile da capire, come non facile è il Barolo.

Francoforte, Amsterdam, Anversa e Düsseldorf: queste le tappe del Consorzio Vini di Romagna. Dopo le positive esperienze degli anni passati,anche nel 2018 il Consorzio Vini di Romagna (e diverse cantine socie),sono state impegnate in un tour europeo di promozione dei vini. Le aziende romagnole, attraverso il loro patrimonio di conoscenze e qualità dei vini, hanno ben rappresentato il “made in Italy” in questo importante settore della nostra economia.

Ha  ben pochi  rivali  per grinta, complessità aromatica , espressione territoriale: l’Aglianico  a torto definito il barolo del sud, ha molto da dire di suo, tanto che i suoi biotipi a differenza del nebbiolo, non si possono mescolare . Lui sta solo, interprete delle differenze tra territori di appartenenza  come l’Irpinia, il  Sannio,il Cilento, il Vulture. Differenze , meglio sfumature che  ho colto  tra i banchi di assaggio di un recente evento svoltosi a Roma organizzato da Riserva Grande di Marco Cum.

Acquistata nel 1920 dal nonno Abele, al Conte Balbi Valier, Franco Adami lascia un ricordo senza tempo. La posizione ad anfiteatro di quel vigneto a Colbeltardo, fascia collinare rivolta a mezzogiorno, che collega Conegliano a Valdobbiadene, nell'Alta Marca Trevigiana, fu un’intuizione. Il*Riva Giardino Asciutto fu il vino del primo vero Cru a Valdobbiadene, presentato nel 1933 alla Prima Mostra Mercato dei Vini Tipici d’Italia a Siena. Innumerevoli i tentativi di plagio: in Croazia il “Prošek", in Brasile il “Prosecco Garibaldi"e l’austriaco “Rich Prosecco” promosso da Paris Hilton in versione lattina.Nel 1969, a tutela del Made in Italy, venne assegnata la Denominazione di Origine Controllata a Conegliano e Valdobbiadene che, assieme ai Colli Asolani, rientra oggi a pieno titolo nella Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Valdobbiadene Prosecco Docg Sul Lievito Frizzante “SurLie, Glera 100%. Alc. 11%. Testimone della tradizione trevigiana, non filtrato e fermentato in bottiglia. I Lieviti sono naturali e la presa di spuma avviene spontanea a primavera. Garantisce un’ottima conservazione e massima digeribilità con residuo zuccherino nullo (0 g/l).Appena dorato con perlage fine, fragrante  con sensazione di pane e pasticceria che si affineranno nel tempo. Seguono pesca noce, susina e lycis. Sfumature di erbe aromatiche e nocciola fresca in chiusura.Coerente il

Un vino classico con tutte le caratteristiche della piacevolezza La tipologia e la particolare attenzione nella lavorazione (fermentazione in vasche di acciaio breve macerazione sulle bucce, affinamento in botti di slavonia e successivamente in bottiglia), conferisce a questo vino dal terreno calcareo pietroso, una struttura complessa e equilibrata. Il colore rosso rubino intenso, tende al granato invecchiando. Minerale, sapido con tannini scorrevoli, dalle note di prugna e ciliegia matura, con un tocco di tostato, liquirizia, si abbina con i piatti tipici abruzzesi; carni alla brace e primi piatti robusti. Gradevole la persistenza che non affatica il palato. Pecorino Villa Torri IGT Grande ascesa del pecorino che si conferma vino di grande qualità e aspettative non deluse. Gradazione alcolica 14,00% vol, colore brillante giallo paglierino con riflessi dorati, vinificato in purezza, diraspatura e criomacerazione , pressatura soffice. Fermentazione e affinamento in acciaio e successivamente in bottiglia. Dalle note tecniche passiamo all’esame gusto-olfattivo: fruttato, leggermente agrumato ,ma anche erbaceo( erba tagliata e erbe di campo). Note minerali e sapide( siamo a 14 km dal mare). E’ elegante ed equilibrato con finale molto persistente  da abbinarsi oviamente ai piatti di pesce ma anche alle carni bianche. Perfetto per tutte le stagioni, anche come simpatico apertivo! Montepulciano D’Abruzzo