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Rubrica di Emanuela Medi
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Enogastronomia

Vitigni antichi e terreni minerali sono la miscela di eccellenza del Lazio. Nel Cinquecento carretti provenienti da Montefiascone partivano alla volta di Roma carichi di Est! Est!! Est!!! La leggenda narra che nel XII sec il vescovo di Augusta incaricò il suo coppiere a segnare le migliori osterie con la scritta Est! ovvero “c’è vino buono”! Per l’ottima qualità di Montefiascone egli ripeté tre volte “Est! Est! Est!”. Questo nettare famoso è un bianco secco da uve Trebbiano Toscano (detto Procanico), Trebbiano Giallo, Malvasia del Lazio e Malvasia Bianca. Il Viterbese è identificato come l’area della “Tuscia”  dove gli Etruschi furono i primi vinificatori. Su una collina tufacea del comune di Gradoli, si coltiva l’Aleatico da cui si ricava un vino liquoroso (versione unica in Italia) dagli aromi di violetta e visciole sotto spirito, previsto anche in versione Riserva dopo 24 mesi di rovere. Tipiche nell’area le ricette a base di pesce d’acqua dolce e il fagiolo bianco del purgatorio condito con aglio, salvia, alloro e sale. Sulla riva sinistra del Tevere, una scia di oliveti secolari delle cultivar Carboncella, Leccino, Raja, Frantoio, Olivastrone, Moraiolo, Olivago, Salviana e Rosciola permette la produzione dell’antichissimo extra vergine SABINA DOP, un olio d’oliva

La Marche sono l’unica regione italiana ad essere stata inserita dalla guida Lonely Planet nella classifica “Best in Travel 2020”, una chart che considera i luoghi turistici “non di massa”, cioè degni di una visita proprio per loro importante valore. Mentre nel 2019 troviamo nella facoltosa classifica location come le Maldive, il parco nazionale delle Smoky Mountains negli USA e la Valle del Nilo, quest’anno il mix di storia, arte ed enogastronomia ha avuto un riconoscimento tutto italiano: 500 piazze, con oltre 1000 monumenti significativi, 37 rocche, 106 castelli, 15 fortezze e 170 torri, migliaia di chiese di cui 200 romaniche, 96 abbazie, 183 santuari, 72 teatri storici tutti restaurati e in attività. Il grande fascino e valore aggiunto delle Marche è poter visitare, complice un turismo nazionale, queste “ricchezze” in mezzo a scenari stupendi quali le montagne boscose piuttosto che la costa dell’Adriatico. Verdi colline dorate e prati si alternano ordinati a campi di grano ed uliveti. Ad ovest gli Appennini, scorrono paralleli fino al mare e a sud i Monti Sibillini con cime sopra i 2mila metri appassionano botanici e amanti del trekking. Tra le specialità che curiosamente si consumano la “Crescia” una torta salata che ricorda un pane

Colorati, dolci fruttati e con un pizzico di creatività , con i consigli di duebartender specializzati come il Quellenhorf Luxury Resort Lazise , sul Lago di Garda e il Post Hotel-Tradition&Lifestyle di San Candido, sulle Dolomiti si possono gustare a casa i due cocktail ..alla fragola il frutto di stagione più amato. Ecco qualche semplice passo per reinventarsi chef de bar, nell’attesa di poter tornare a gustare un drink tra benessere e bellezze della natura Mario Esposito, bar manager del Quellenhof Luxury Resort Lazise sul Lago di Garda, propone: STRAWBERRY VENEZIANOIngredienti: 50 ml di Aperol infuso alle fragole90 ml di proseccoTop acqua minerale gassata Procedimento per Aperol infuso alle fragole: lavare 200 gr di fragole mature, metterle in infusione nell’Aperol per circa 3 giorni in un barattolo di vetro. Trascorsi i 3 giorni, filtrare il tutto.Procedimento per la realizzazione dello Strawberry Veneziano: in bicchiere da vino mettere 6 cubetti di ghiaccio, 50 ml di Aperol infuso alle fragole, 90 ml di prosecco e un top di acqua minerale. Decorare con una fragola e 2 foglie di basilico. Andrea Ciavarro, chef de bar del Post Hotel - Tradition & Lifestyle di San Candido, propone: MOJITO FRAGOLE E VANIGLIAIngredienti: 6 cl di rum Bacardi carta bianca3 fragole fresche1 baccello di vaniglia2/3 rametti di

La via Emilia nota come SS9 percorre l’Emilia-Romagna attraverso un percorso di oltre trecento chilometri ricco di bellezze paesaggistiche e sapori tradizionali. Varcato il Po che divide in due la regione il primo territorio che si incontra è il piacentino; ricco di campagne e vigneti qui si respirano le tradizioni dell’arte norcina, tre le DOP rappresentative il Salame la Coppa e la Pancetta Piacentina. Caposaldo delle ricette in tavola i turtéi: tortelli di pasta all’uovo ripiena di ricotta, spinaci e Grana Padano, serviti con burro e salvia, funghi porcini o al pomodoro che si abbinano perfettamente al Gutturnio, uno tra i primi vini in Italia ad ottenere la Doc. Ottenuto da un blend di uve Barbera (dal 55% al 70%) e Croatina (dal 30 al 45%), chiamata localmente Bonarda, è diffuso in versione frizzante e ferma; si presenta color rosso rubino espressivo di note fruttate e floreali, fresco, vinoso e di buona struttura. Lasciando le vallate piacentine si arriva nel parmense dove posto d’onore è riservato al Prosciutto di Parma, assieme al pregiatissimo Culatello di Zibello DOP e il Parmigiano Reggiano DOP, che da disciplinare può essere prodotto solamente nelle province di Parma, Modena e Reggio Emilia. Questa è la patria del Lambrusco che

La Calabria o Enotria, come veniva chiamata un tempo dagli antichi coloni greci è considerata terra da vino per le sue condizioni ideali climatiche e ampelografiche. Oggi numerose istituzioni e produttori di questa penisola, punta dello stivale italico, sono impegnati in azioni di riqualifica territoriale, rurale e turistica. Qui gli ettari vitati sono 11.000 distribuiti su terreno dalle vaste sfumature: argilloso-calcareo in Sila e nell’Aspromonte, alluvionale sul versante tirrenico di Vibo Valentia e ricco di sedimenti marini sullo Ionio verso Crotone. VINI La Doc Cirò conta il primato con 55 mila hl, in versione rosso o rosato da uve Gaglioppo vitigno greco tra i più diffusi della regione. Vino antico chiamato “krimisa” ai tempi delle olimpiadi oggi modello di qualità della famiglia Librandi e vinificato per la prima volta in barrique nel 1988 dalla Fattoria San Francesco a Cirò Marina. Presente anche la versione Cirò bianco Doc con uve di Greco Bianco e aggiunte di Trebbiano Toscano per un 10%. Nel crotonese secondi per produzione ci sono i vini della Doc Melissa bianchi da uve Greco Bianco e rossi da uve Gaglioppo che si presentano più snelli e freschi di quelli di Cirò. In provincia di Cosenza si è intensificato l’enoturismo con la

Ingredienti per 4 persone - 4 uova - 4 cucchiai di parmigiano grattugiato - 4 cucchiai di crema di latte - 300 gr di asparagi - Burro - Sale e pepe  Pelare gli asparagi, tagliare il gambo a rondelle e lasciare le punte lunghe 2 cm. Farli cuocere in padella con poco burro sale e pepe, all'occorrenza aggiungere un  po' di acqua. Ungere di burro 4 appositi recipienti per egg coddler ( oppure barattolini   in vetro), mettere in ognuno sul fondo delle rondelle di asparagi e versarvi dentro un uovo intero. Salare e pepare e appoggiare sopra una punta di asparago. Avvitare il coperchio non troppo stretto e infilare un manico di un mestolo di legno dentro l'apposito anello; appoggiare sopra una casseruola di acqua in ebollizione ed  e far cuocere 3-5 minuti. Togliere dal fuoco, aprire ponendo attenzione, spolverizzare di parmigiano e servire direttamente dentro l'apposito recipiente oppure rovesciare su di un piatto  decorando con i rimanenti asparagi. Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu Firenze In abbinamento: Per la ricetta dell’uovo bazzotto all’inglese servito con asparagi senz’altro la scelta è orientata verso un vino bianco per contrastarne la succulenza. In questo caso ho provato il Blanc de Rosis 2017 Venezia Bianco IGT Schiopetto Alc 13 %   Un assemblaggio storico di uve Friulano,

“Piatti non noti a tutti con storie antiche e anche se  di altissimo impegno culinario , si può provare- dice Giampietro Comolli, Presidente Osservatorio Economico vini Italiani(OVSE-CEVES) grande gourmet in privato, notissimo nel mondo del vino( è …).  Preparazioni fatte in periodo pasquale- sottolinea- in alcune zone italiane dal Piemonte alla Puglia, dal Friuli alla Lombardia e all’Emilia, certamente ricchi, ma ….qualche caloria in più …faceva bene, allora come oggi” Primi piatti..abbinati a bollicine  [caption id="attachment_15254" align="alignleft" width="201"] Agostinetto Vigna del Baffo[/caption] SOPA COADA: Brodo di cappone, burro e vino bianco, salvia selvatica, pane raffermo, grana padano grattugiato, un piccione intero con fegatelli) cui abbinare un Agostinetto Daniele Saccol Vigna del Baffo Valdobbiadene docg Superiore metodo italiano vendemmia 2018               [caption id="attachment_15262" align="alignleft" width="164"] Finigeto Pinot Nero[/caption] BOMBA Riso varietà originario o arborio o baldo cotto all’inglese e vino bianco, contenitore in teglia da forno un cuore grande di salmì stracotto di piccioni disossati con frattaglie passati in soffritto di scalogno di Castelvetro, cipolla viola di Breme, sedano bianco, burro e concentrato di pomodoro) cui abbinare il Finigeto “2005” Oltrepò Pavese Docg  Pinot Nero- Borgo Priolo bianco brut metodo tradizionale classico, riserva di Aldo Dalla Valle             [caption id="attachment_15255" align="alignleft" width="225"] Dialogo di Cantalfieri - Cantarutti[/caption] CJALZONS FRIULANO Un grande raviolo, fecola di patate, farina

"E sarebbe il carnevale più divertente veder la faccia vera di tanta gente." (Gianni Rodari) FRITOLE VENESIANE DI VELENO • 500 gr di farina 00; • 250 gr di latte; • 80 gr di zucchero; • 50 ml di grappa; • 5 gr di sale: • 2 uova medie; • 25 gr di lievito; • 150 gr di mele; • 100 gr di uvetta; • buccia di due limoni; • olio di semi per friggere; • zucchero per passarle dopo cotte; • tanto amore; • molta pazienza.

[caption id="attachment_14356" align="alignleft" width="230"] Lo Chef Vito Cortese (Foto vitocortese.com)[/caption] La cucina crudista, nata come alimentazione curativa, prevede il consumo esclusivamente di alimenti vegetali crudi, evitando, così, la perdita di molti nutrienti, come vitamine e sali minerali, durante il procedimento di cottura. Negli anni, le tecniche sono state affinate, introducendo, ad esempio, anche l’essiccazione, che consente di creare contrasti di gusto e croccantezza, ottenendo menù completi e variegati. Ciò, però, che restava sempre un po’ meno considerati erano i dolci. Quasi un decennio fa, lo chef Cortese ha iniziato a cimentarsi in ricette crudiste dolci gourmet, ma, a suo avviso, la rigidità degli stili alimentari, che vietano categoricamente alcune tipologie di alimenti o di procedure, comporta dei limiti alla creazione culinaria e alla ricerca dei sapori, rendendo il cibo un mero strumento di sussistenza e meno di piacere. Per questo motivo, ha deciso di dare vita al Metodo Cortese, che prevede il superamento di questi “paletti”, introducendo alcuni alimenti con una leggera cottura, per esaltare il sapore finale e non far rimpiangere il gusto dei dolci classici.Un esempio è rappresentato dalla nocciola, che viene fatta tostare a una temperatura più bassa e per un minor tempo rispetto alle tostature tradizionali, oppure il

Una delle grandi novità di Olio Officina Festival 2020 è consistita nel mettere in scena, direttamente sul palco, l’olio extra vergine di oliva nell’atto di essere servito da una maître d’hotel. Inutile dire che è stato un grande successo, perché nessuno si aspettava una simile trovata. Un conto infatti è teorizzare, altro è invece mettere in pratica un nuovo modello di presentazione del prodotto. Si è trattato infatti di una vera e propria rappresentazione, che, è bene dirlo, ha lasciato stupefatto il pubblico, anche perché non c’era nulla di didascalico nei gesti e nelle parole, nessuna concessione alla pedanteria. Semplicemente, si sono messe in scena tutte le attenzioni che una materia prima come l’olio ottenuto dalle olive meriterebbe ma che mai finora sono state riposte in un prodotto per molti secondario, sicuramente marginale, perché visto come attore non protagonista, relegato in cucina tra i fornelli, poco idoneo a essere degustato in purezza e raccontato. Eppure, è successo. A crederci, in questa rappresentazione, è stato il direttore di Olio Officina Festival Luigi Caricato, il quale, reduce lo scorso autunno a una manifestazione che si è svolta sui colli bolognesi, a Castel San Pietro Terme, presso il resort di Palazzo di Varignana,