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Rubrica di Emanuela Medi
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Enogastronomia

Certo non ha pace il Parmigiano Reggiano contro l’uso illegittimo del termine “ parmesan”. La lotta di uno dei nostri prodotti più famosi nel mondo  è serrata: è infatti di pochi giorni fa la notizia che i  Consorzio  ha depositato il ricorso contro la multinazionale Kraft Foods Group Brands LLC che vorrebbe ottenere la licenza del FRAFT PARMESAN CHEESE come marchio ufficiale in Nuova Zelanda” Il Consorzio del Parmigiano Reggiano- ha detto il presedente Nicola Bertinelli- già  da 20 anni ha registrato il marchio in quel Paese a tutela dell’interesse dei produttori della Dop . Certo- ha ribadito il presidente- non sarà facile competere con una multinazionale da 20 miliardi di euro, ma questo verrà fatto  in tutte le fasi a difesa del diritto di trasparenza sacrosanto per i consumatori” Il Consorzio stima che il giro di affari del falso parmesan fuori dalla UE sia di 2 miliardi di euro per circa 200mila tonnellate di prodotto, 15 volte il volume  del Parmigiano regino esportato. “ per questo sostiene Nicola Bertinelli stiamo cercando di ottenere al’estero lo stesso riconoscimento e le medesime tutele  delle Dop all’interno dell’Unione Europea”

Certo che di incontri, manifestazioni,  degustazioni, giurie , premi ne segnaleremo tante forse troppe ma le eccellenze nel nostro paese sono molte e perché non citarle soprattutto quando sono prodotti importanti frutto di lavoro e passione. Iniziamo da questa triplice alleanza ASTI DOCG, CHIANTI DOCG e PROVOLONE LALPADANA DOP che si incontrano  per fare conoscere al grande pubblico il mondo delle Indicazioni geografiche del Food and Wine. 10 appuntamenti dal 17 settembre presso il Ristorante il Violino in Via Siccardo 3 a Cremona, alle ore 18.. “E’ il primo anno in cui, grazie alla possibilità offerta dal MIPAFT con il finanziamento di un progetto di promozione delle DOP del territorio piemontese (Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg), toscano (Consorzio Chianti Docg) e lombardo (Consorzio Tutela Provolone Valpadana), si avrà la possibilità di degustare e conoscere, nelle loro principali peculiarità, questi tre importanti prodotti del wine e food, conosciuti non solo a livello nazionale, ma che hanno conquistato il palato di consumatori internazionali. – ha dichiarato Romano Dogliotti, Presidente del Consorzio per la Tutela dell’Asti DOCG -    Saranno organizzati momenti di degustazione attraverso i quali alcuni professionisti del settore enogastronomico guideranno gli ospiti in un mondo di gusti e profumi tipici

Lo voglio proprio vedere se a un fallo non dato , un gol sospirato, una sgambetto di troppo non volano piatti e bicchieri! Certo che se lo aspettano, fa parte del gioco, i proprietari,i commensali,camerieri, sommelier, che servono a a tavola  durante una partita  e sono dolori se il tavolo è quello sbagliato . , meglio qualche bicchiere rotto in più., che perdere! E’ ripartito il campionato con la Juventus da anni imbattibile e con una folta schiera di inseguitrici pronti a scalzarla.. ..aspettiamo. Ma cosa c’è di nuovo negli stadi? C’è che almeno i più importanti hanno veri e propri ristoranti di livello, skybox e skylomqgue con vista privilegiata e chef di alto livello. Ad inaugurare la tendenza, ormai diversi anni fa, è stato il Real Madrid, che, al Santiago Bernabeu,  che aprì il Puerta 57, nell’anello superiore dello stadio: un business, arrivato  anche in Italia, con il Chianti Classico che nel 2014 dette vita alla partnership con la Fiorentina da cui scaturì il Crystal Lounge Gallo Nero: cucina toscana, vini esclusivamente Chianti Classico e tifo viola. Lazio, Sampdoria  e la fiorentina si servono per  l’hospitality da  Infront, che la scorsa stagione portò al Franchi, all’Olimpico ed al Ferraris i piatti

Cosa hanno in comune quattro delle più belle Regioni del nostro bel Paese? A tutti verrebbe subito una risposta facile: mare, storia, poesia  e territorio. Certamente sono tante le eccellenze che queste zone hanno in comune ma in realtà un minimo comune denominatore lo hanno: la parola Pecorino che per alcuni suggerisce formaggio ma per chi è un vero enologo, rammenta vino.

Lo riproponiamo perché l’evento  di settembre patrocinato  da Slow Food Italia  con  la partecipazione di “Triple A” ha avuto grande successo.” Triple A” è un  movimento che riunisce alcuni dei più importanti viticoltori biodinamici italiani. In occasione della manifestazione, Slow Food ha pubblicato un articolo sugli otto formaggi più “inusuali” che si potevano  assaggiare. Noi di VinoSano abbiamo provato ad accostarli ad alcuni vini “Triple A”.

In Francia, nel Médoc Bordolese, non hanno molta fiducia in lui, però è quasi sempre “invitato” a far parte del blend. In Italia, invece lo si sta riscoprendo e a ragione. Quatto quatto si è infilato in qualche vino Doc e Igt, e qualcuno lo vinifica addirittura in purezza Si chiama Petit Verdot, ed è un’uva che sta dando buoni risultati lungola Penisola, in qualche caso straordinari Semiestinto, torna lentamente in auge Vitigno storico del Bordolese, coltivato solo nel Médoc, oggi lo si ritrova anche nella zona delle Graves. Matura tardivamente, ma, una volta vinificato, apporta al vino colore intenso, ricchezza di tannini e potenza aromatica. L’uva è coltivata in poche centinaia di ettari e figura ancora come componente minore nei cosiddetti Grandruclassé del Médoc. Vitigno difficile, nel Bordolese maturava bene solo una o due volte per decennio, e quindi era ormai in via d’abbandono, ma con il riscaldamento climatico degli ultimi anni è in corso un moderato ritorno al reimpianto. Certo, ha bisogno di molte cure e attenzioni:dovrebbe avere la testa al sole e i piedi all’umido, come dicono nel Bordolese. Struttura forte in tannini (da ammorbidire ovviamente con le botti piccole, le barrique), colore rosso profondo, bei profumi di mirtilli, violetta, caffè,

“Dolce con dolce “ è la regola anche se uno è libero di degustare quello che vuole Personalmente vorrei consigliare seguendo la regola classica un bel Moscato bianco Docg con i panettoni, i pandoro con o senza canditi alla crema al cioccolato ed altri gusti che con queste classiche preparazioni è una garanzia di piacevolezza e qualità. Il Moscato Docg è un vino Piemontese forse unico al mondo,ottenuto con uve aromatiche da cui prende il nome. Il Moscato non è uno spumante (esiste infatti la versione spumante che viene denominato Asti). Il Moscato bianco ha un colore giallo paglierino, spuma leggera e soffice con un basso titolo alcoolimetrico di 5,5, con richiami di uva, miele, pescagialla, fiori di tiglio e arancio e quindi fragrante e fruttato. Viene prodotto con il Metodo Martinotti (Charmat) in autoclave. Non si presta all’invecchiamento poiché perderebbe le caratteristiche del vitigno, freschezza, aromaticità, immediatezza e dolcezza. E’ l’Aromatico più venduto nel mondo ed oggi per la nuova Frontiera si ha anche la versione secco da abbinare a quello dolce tradizionale. Dr. Ico Turra

Poteva Hans Terzer, il mago dei vini bianchi, non produrre un vino dolce per la sua linea Sant Valentin? “A me piacciono i dolci - mi confessa Terzer al termine di una bellissima visita per vedere le sue uve di Gewuzstraminer collocate sotto il Castello di Sanct Valentin - specialmente quelli al sapore di albicocca e mele, in particolare adoro le mele fritte, il mio piatto preferito”. Nasce così, Comtess dal forte sentore di albicocca ma anche di frutta surmatura, cedro candito, miele, note speziate con una leggera traccia di fumè. Un profilo olfattivo ricchissimo cui si accompagna un colore giallo dorato quasi ambra. Ma è la mineralità, assente nei passiti, che costituisce il grande segreto di questo fresco e suadente vino dolce dalla lunga persistenza e dall’ancora più lungo invecchiamento e diciamolo pure dal corpo cremoso e morbido. Un dono di Natale perchè è proprio sotto Natale che si raccolgono queste uve lasciate a seccare all’aria e al sole sulla pianta, fino alla fine dell’anno. Emanuela Medi, giornalista