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Rubrica di Emanuela Medi
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Non c’è niente da fare la triade Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc caratterizzati da note speziate di pepe e vegetali di peperone verde , il Merlot con le su note di piccoli frutti rossi molto maturi, caffè tostato, cuoio, sottobosco-, IL FAMOSO TAGLIO BORDOLESE -, vince sempre senza dimenticare il Malbec e il Petit Verdot vitigni che spesso si accompagnano al più blasonato blend. A confermarlo  è l’ennesima ricerca sui gusti preferiti dai consumatori: questa volta è uno studio condotto da Wine-Searcher, piattaforma di ricerca esclusivamente dedicata al vino, sui 25 mercati più importanti. In 18 dei 25 mercati analizzati Il BORDEAUX è la formula vincente soprattutto in Gran Bretagna. seguita ovviamente dalla Francia.. in Italia la preferenza va ai nostri rossi che – a detta di molti- hanno poco da invidiare  agli eterni competitor d’oltralpe. Amatissimo è il Nebbiolo, dai sentori di rosa appassita, ciliegia, lampone, violetta, salvie e genziana, vitigno da cui derivano vini  come Barolo e Barbaresco, seguito dal Sangiovese, con i suoi aromi di viola, scorza d’arancia, timo, eucalipto, caffè, padre del Brunello di Montalcino,  il Pinot Nero ,elegante nei frutti rossi, ribes, amarena ciliegia . Non sempre gli autoctoni hanno vita felice, come il Riesling in Germania, il

Diciamo subito che una certa differenza c’è a partire dalla IDENTITA’ del Beaujolais Nouveau prodotto nella regione del Beauyolais che è un’area AOC ovvero Appellation d’Origine Controlee, analoga alla nostra DOC, nei pressi di Lione. Il vitigno è il Gamay, può entrare in commercio il 21 di novembre cioè il 3° giovedi del mese, e la tecnica utilizzata è la macerazione carbonica- metodo messo a punto dal ricercatore francese Flanzy- che consiste nel collocare i grappoli interi di uva in un contenitore di acciaio saturo di anidride carbonica ad alta temperatura. In assenza di ossigeno gli acini modificano il loro metabolismo iniziando la fermentazione carbonica anche detta intracellulare, per cui le bucce si rompono, cedono alla polpa i pigmenti colorati, aumenta lo zucchero o glicerina  e si formano dei composti volatili. Successivamente l’uva viene pigiata e il mosto segue la normale fermentazione alcolica. [caption id="attachment_12983" align="alignleft" width="300"] fonte foto: sasasestic. com.au[/caption] Il novello è pronto con la sua caratteristica di morbidezza, colore vivace rosso brillante, fruttato fresco, scarso contenuto di tannini  e di facile beva da consumarsi presto entro i sei mesi dalla messa in bottiglia E i nostri novelli? Oggi un’usanza più che un prodotto di nicchia anche se il  primo vino

E’ un super-food, il lievito -microscopici funghi monocellulari,) senza i quali molte fermentazioni non potrebbero avvenire come nella pizza, nel pane e  altri processi.Anche nella produzione del vino entra in gioco il fenomeno della fermentazione – ovvero la trasformazione di zuccheri in etanolo e anidride carbonica.  Senza quest’opera prodigiosa potremmo tranquillamente scordarci di Cabernet, Lambrusco, Barolo, o Nebbiolo: non avremmo altro che succo d’uva. Di lieviti ne esistono numerosissime varietà e per quanto riguarda il processo di vinificazione, la varietà di lievito utilizzata è il “Saccharomycescerevisiae”, grande favorito per la sua capacità di tollerare livelli alti di alcool e di anidride solforosa. Ma nel momento in cui viene colta, l’uva porta con sé alcune varietà di levito autoctone, dei gruppi Kloeckera e Candida, che danno il “LA” alla fermentazione. Questi organismi microcellulari spesso muoiono nel momento in cui il quantitativo di alcool raggiunge il 4-5%, lasciando spazio al più tollerante Saccharomycescerevisiae. Nel caso di vini più corposi e liquorosi – tra cui il Porto – o di mosti dal grado zuccherino più pronunciato, si preferisce optare per la varietà Bayanus, in grado di resistere a livelli di alcol pari al 17-20° Il Lievito da gusto​? È vero, il vitigno di partenza è forse la variabile più importante nel determinare il sapore

Dal greco AUTOS/stesso e CHTHON/ terra deriva il termine Autoctono: un nome che indica che quel vitigno è nato e si è sviluppato in un preciso luogo geografico adattandosi a quel terreno quasi a confondersi  con esso, anche se molte varietà hanno superato gli stretti confini regionali per essere interessanti anche in regioni diverse da quelli di nascita. Sull’autoctono il nostro paese gioca una partita importante e ormai vincente puntando sulla biodiversità del territorio- caratteristica geologica dell’Italia- in grado di produrre vini di eccellenza dalle infinite sfumature di odori e sensazioni gustative. Molti esperti stranieri come Jancis Robinson  presente a” Modena Champagne Exprience,”  tra le più importanti voci del mondo del vino indica nei vitigni autoctoni italiani, la vera novità  per il nostro paese in un panorama- anche mondiale- troppo affollato di Cabernet Sauvignon e Chardonnay  di cui molta gente si è stancata anche se alcuni blend rimangono imbattibili. 450 i tipi classificati non sono pochi, ma saranno certamente negli anni, molti di più a siglare climi diversi, lo studio di particelle territoriali, a intensificare la zonazione. Autoctono un volano economico per aziende grandi e piccole capaci di valorizzare i vini i,  creare posti di lavoro soprattutto per i giovani e a

E’ una eccellenza riconosciuta de Made in Italy ma da troppo tempo( 2002) il nostro Paese ha perso la leadership mondiale come primo Paese esportatore: siamo tallonati dal mercato Asiatico che oggi ha superato quello Europeo fornendo il 46% della produzione mondiale  mentre l’Europa si è fermata il 25%. Ma l’aspetto più preoccupante, per il nostro Paese, è la forte diminuzione degli i ettari coltivati ad uva da tavola che sono diminuiti dal 2008  del 66%. Rimaniamo  comunque il primo Paese produttore europeo con 1 milione  di tonnellate raccolte :Puglia seguita dalla Sicilia e dalla Basilicata le regioni a maggiore vocazione di uva da tavola, Non ci dispiace un breve focus su questo prodotto ricco di elementi nutritivi quali sali minerali, vitamine, zuccheri, ampiamente utilizzata nella alimentazione, in estetica  e curativa( ne parleremo!) proprietà tutte che hanno un iter diverso da quello dell’uva da vino fin dal momento della raccolta! Si perché a differenza del vino i cui acini vengono vendemmiati prima della maturazione completa in modo che venga preservata   quella acidità e freschezza indispensabile per l’invecchiamento, gli l’uva da tavola viene raccolta a maturazione completa quando gli zuccheri hanno sostituito gli acidi presenti nell’acino stesso: allora si che avremo sulla

Cantina Imperatori, la giovane azienda vitivinicola di Frascati guidata da Lorenzo Imperatori insieme alla sua famiglia e un team esperto di collaboratori, è sempre alla ricerca di nuove tecniche per migliorare ogni anno la qualità dei vini. Tra i suoi prodotti di punta c’è senza dubbio il Viognier Igp Lazio, che viene sottoposto ad una tecnica di contenimento della vegetazione che vale la pena conoscere.  

Sono microscopici funghi monocellulari e senza di loro tanti processi fondamentali non potrebbero esistere come la lievitazione del pane, della pizza, la fermentazione del vino, della  birra. Ma di questo superfood si conosce ben poco e vinosano.com attento alla salute e alla ricerca ha visto in welovelievito.it uno strumento di comunicazione scientifica  autorevole per  costruire una cultura del lievito in grado di contrastare la molta disinformazione su questo prodotto.