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Rubrica di Emanuela Medi
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Eventi

Premio Nazionale Galvanina per la Cucina a Davide Oldani, ideatore della cucina Pop. Il premio , verrà consegnato a Pesaro il 24 settembre, nell’ambito della XVII edizione del Festival della Cucina Italiana. Davide Oldani, cresciuto alla scuola di quattro grandi chef del calibro di Gualtiero Marchesi, Albert Roux, Alain Ducasse, Pierre Hermè, , ha creato un modello di cucina imprenditoriale Pop basata sulla elevata qualità, accessibilità, in perfetto equilibrio anche con la praticità Non a caso ha aperto locali a Manila e Singapore ed è pure salito in cattedra ad Harvard!

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Festa in casa Col Vetoraz: assegnati 90+ da The Wine Advocate by Robert Parker al Valdobbiadene DOCG Prosecco Spumante Superiore Cartizze 2016. "Vino fragrante, espressivo dai sentori di gelsomino, miele e foglie di salvia dolce con quella nota minerale caratteristica di silice e guscio di silice che rimanda al suo pedigree". Così lo descrive Monica Larner, referente per l’Italia del prestigioso magazine. “Un vino piacevole che sa essere informale.”

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Appuntamento da non mancare per gli appassionati della pizza… il 20 Luglio a Napoli saranno rese note le prime 50 pizzerie d’Italia. E’ 50 Top Pizza, la prima guida online sulle pizzerie del nostro paese, firmata dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, Albert Sapere, e Barbara Guerra. Un viaggio tra 500 locali con una classifica stilata da 100 anonimi ispettori che hanno valutato non solo la qualità del famoso prodotto, ma anche il servizio, la carta dei vini , quella della birra, l’arredamento e la ricerca. Il sito è: www.50toppizza.com

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Finalmente una degustazione bendata per gli appassionati del vino: protagonisti cinque vini francesi. L’appuntamento promosso dall’azienda vitivinicola Capannelle di Gaiole in Chianti, famosa per i vini quali 50&50, il Solare e il Chianti Classico, è con il “ Raduno del club del caveau” per martedi 11 luglio alle ore 18 in piazza Ricasoli . Premi di tutto rispetto per chi riuscirà ad indovinare le cinque etichette: un soggiorno di due notti all’interno del Wine Resort Capannelle a Gaiole in Chianti e un calice in argento, realizzato dallo storico marchio artigiano Brandimarte di Firenze.

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Eccomi qui anche io a Vinitaly davanti al simbolo di questa 51ma edizione giunta con oggi al termine.Scarpe raso terra, borsa in dotazione per la stampa, scorta di acqua, mappa pronta ( ero sempre dalla parte sbagliata! ) e tanta tanta voglia di degustare,, curiosare, conoscere nuove realtà e conferme delle già visitate. E’ impossibile andare ovunque , seguire le centinaia di eventi. Rimane impressa la vitalità di questo mondo che non finisce di stupire per professionalità, imprenditorialità, ricca, ricchissima di progetti e di giovani tanti che hanno scoperto il vino e l’agroalimentare dalle mille sfaccettature e dalle mille opportunità anche economiche. Sarà banale ma non possiamo non ricordare i numeri del vino ( Fonte Coldiretti )FATTURATO             10,1 miliardi( +3%)ESPORTAZIONI        5,6 miliardi( +4%)PRODUZIONE     48  milioni di ettolitriQUALITA’   1 bottiglia su 3 è DOCL’edizione 50+1 si chiude con 128mila presenze da 142 nazioni Il fatturato del vino e degli spumanti nel nostro paese cresce del 3% e raggiunge nel 2016 il valore record di oltre 10,1 miliardi per effetto soprattutto delle esportazioni con il + 4%. In leggera crescita anche le vendite sul mercato nazionale pari a 4,5 miliardi per effetto, anche della grande distribuzione organizzata ( + 1% ) Primo cliente

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Certo non sono passate inosservate “ Le donne del vino” a Vinitaly: la grinta, la professionalità, la ricerca del nuovo, ma soprattutto la passione del territorio e di quello che esprime, hanno lasciato il segno. E come lo hanno lasciato! Il programma ricco e vario si è sviluppato ancora prima dell’apertura ufficiale di Vinitaly con una degustazione di 12-14 vini di vitigni autoctoni rari, per 60 grandi esperti internazionali. Quattro le delegazioni protagoniste: Campania, Liguria, Sardegna, Toscana; tanti gli appuntamenti e le degustazioni offerte da altre regioni. Un quadro lusinghiero che molto deve alla Presidente Donatella Cinelli Colombini, un vulcano di idee e di forza vitale. Come ha detto in uno dei numerosi incontri ” le donne del vino stanno rivelando un profilo molto manageriale, visto che il 50% dei loro prodotti sono venduti all’estero, mentre il dato nazionale è del 24%. La media dei vini DOC e DOCG è del 69% segno di grande qualità, rispetto il 38% nazionale. Inoltre molte donne - osserva ancora la Presidente - hanno da tempo adottato i metodi del biologico e del biodinamico; segno questo di vedere il futuro della enologia del nostro paese  sempre più attento e rispettoso del  territorio.Infine  anche nella diversificazione produttiva -

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Non credo di avervelo mai detto, ma la mia passione per il vino mi ha spinto a iscrivermi al BEM  il master superiore di degustazione ideato da Franco Maria Ricci Presidente della Fondazione Italiana Sommelier (FIS).  Cosa mi ha spinto, dopo l’esame di sommelier,a intraprendere un percorso importante, difficile, per molti già segnato da esperienze lavorative? Una ragione di vita in più, un tassello di cultura lontano dalla politica, dai falsi miti, dalle facili promesse economiche, per accedere in punta di piedi alle nostre tradizioni, alla grandezza dei paesaggi, alla passione sincera  di molti vignaioli grandi e piccoli, alla scoperta di tanti vini autoctoni sconosciuti ai più e di altissima qualità.Il master è ancora di più: è un progetto di cultura e di educazione volto a far conoscere questo grande patrimonio. Tra lezioni, slide, degustazioni  ”coperte” ovvero senza conoscere l’etichetta, sentori con il naso quasi tuffato nel bicchiere, assaggi che hanno dell’incredibile, non potevano mancare gli appuntamenti in vigna. Cappello, cerata e stivali di rigore! Poche parole (noi studenti)… tante e esemplari (i discenti), molta allegria e complicità. A cappeggiare la tribù: Daniela Scrobogna mitica quasi apostolica  insegnante dei corsi Bibenda, (acciaio che non si piega) e che non lascia spazio

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Articolo pubblicato su AdnkronosL'occasione è di assoluta straordinarietà, il G7 della Cultura che per la prima volta riunisce a Firenze i ministri della Cultura dei 'sette grandi'; lo scenario, che la città perla del Rinascimento mette a disposizione, tra i più suggestivi, quello del Refettorio del Convento della SS Annunziata; il contesto e i protagonisti di alto livello culturale, e cioè gli esperti Unesco, i rappresentanti governativi e importanti personalità del mondo dell'arte e della cultura fiorentine.In questo quadro, Carpineto, un'icona della Toscana vitivinicola, è stata scelta come partner esclusivo per i due appuntamenti conviviali: per la cena-convivio del 30 marzo 'Tra la Terra e il Cielo', a cura del Consorzio di tutela del caffè espresso tradizionale italiano, a conclusione della prima giornata di lavori, e per il lunch a conclusione del convegno del 31 sulla biodiversità alimentare.Il tema che i rappresentanti dell'Icomos, organismo internazionale dell'Unesco, discuteranno è quello della cultura del cibo e della sostenibilità facendo il punto sugli obiettivi delle Nazioni Unite sul tema dello sviluppo sostenibile per il 2030. E non è un caso che la scelta del partner vitivinicolo sia caduta su Carpineto. "Al di là infatti del valore intrinseco dell'azienda, che compie quest'anno 50 anni,

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Il Blog " Occhio Che " si è fatto raccontare qualcosa di più sull’Associazione Donne del Vino dalla responsabile del Lazio Maria Cristina Ciaffi.L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino è nata nel 1988 e oggi conta più di 700 iscritte. Ci parli della nascita e dell’evoluzione di questo progetto?Sì, siamo nate nel 1988 dall’intuizione della produttrice toscana Elisabetta Tognoni e oggi l’associazione vede una grande partecipazione di molte donne in tutta Italia. L’obiettivo fondante è quello di valorizzare il ruolo delle donne in tutta la filiera vitivinicola che comprende le produttrici, le enologhe, le ristoratrici, le giornaliste, le sommelier. Miriamo a coprire tutte le fasi e gli aspetti riguardanti il prodotto vino, dalla produzione alla vendita, dal vigneto al ristorante, ponendo grande attenzione anche alla comunicazione per la quale abbiamo un nostro stile ben definito e riconoscibile.Quindi c’è una caratteristica distintiva delle donne produttrici di vino e i colleghi uomini?Credo che la differenza stia proprio nel modo di comunicare il prodotto vino ponendo grande attenzione all’aspetto culturale. Noi tendiamo ad utilizzare un linguaggio particolare, sicuramente più poetico, più legato al territorio e alla storia, noi raccontiamo di più quelle che sono l’origine familiare e le tradizioni. Si tratta di un approccio

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Care Donne del vino, Il nostro programma è denso di appuntamenti importanti a cui spero parteciperete numerose, consolidando le amicizie e l’entusiasmo che contraddistinguono lo spirito della nostra associazione. Le quattro Delegazioni regionali protagoniste di Vinitaly 2017 – Campania, Liguria, Sardegna, Toscana - vi propongono appuntamenti interessanti e, insieme alla bravissima Marina Ramasso, realizzeranno la Cena-evento del 12 aprile con specialità regionali e cooking show.VINITALY 2017Stand Donne del Vino per l’intera durata della fiera: Centro Servizi Arena, Galleria tra pad. 6/7 – Box 25Programma3-7 aprile, VIA - Vinitaly Inernational Academy degustazione di 12-14  vini prodotti dalle Donne del Vino con vitigni autoctoni rari per 60 grandi esperti internazionali fra cui Master of Wine e Master Sommelier. Degustazione guidata da Ian D’Agata Senior Editor Vinous, Direttore scientifico VIA Vinitaly International Academy, autore di “Native Wine Grapes of Italy” unico libro scritto da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year.·         Domenica 9 aprile ore 14, Pad. 6 Stand Friuli

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