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Rubrica di Emanuela Medi
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Gastronomia

È l’ambiente e i suoi effetti ad aver influenzato nel 2019 tanti produttori, agricoltori, allevatori, chef e consumatori tanto che , secondo la previsione di Whole Food Market, questo trend continuerà nel 2020 ad attirare un numero sempre maggiore di persone. Le ricerche alimentari di dicembre 2019 mostrano la crescente predilezione dei consumatori per quelli che solitamente sono considerati alimenti poco appetibili come i cavoletti di Bruxelles o i cavolfiori in risposta alla conoscenza sempre più diffusa delle conseguenze dell’allevamento intensivo  e sempre nel 2019 i sostituti vegetali alla carne si stanno affermando nella certezza che il 2020 sarà l’anno dell’alimentazione vegana e delle alternative alla carne rafforzando la loro presenza nei menù dei ristoranti. Senza dimenticare che eliminare del tutto la carne dalla propria dieta non solo non è del tutto corretto a meno di non bilanciarla con altre sostanze con lo stesso valore nutritivo, ma è solo una delle soluzioni possibili per ridurre l’impatto ambientale. Come sostiene la campagna Meat the Change : meno carne ma di maggiore qualità, da allevamenti sostenibili e riscoprendo i tagli e le razze locali dimenticati. E GLI AGRICOLTORI? Nel 2020 anche gli agricoltori terranno conto di questa diffusa attenzione attraverso l’affermarsi di pratiche come l’agricoltura che

La notizia di lunedi 13 gennaio, apparsa sul nostro sito- vinosano.com - “cucinare con gli insetti”, ha suscitato sui nostri social notevole interesse. Si tratta di una lezione che la celebre scuola di cucina Cordon Bleu di Firenze propone venerdì 17 con l’entomologa Federica Giarruzzo da noi intervistata. L’entomofagia dalla parola éntomos, insetti e phăgein - mangiare- è da secoli praticata presso le popolazioni asiatiche, africane e sudamericane grazie all’ampia disponibilità di insetti in natura e la loro gratuità e ora utilizzata in Spagna, Olanda, Danimarca, Germania e Belgio.” Si tratta-dice l’entomologa Giarruzzo- di cavallette, grilli, cimici, blatte o scarafaggi, tutti insetti edibili (mangiabili) la cui composizione corporea è costituita per il 70-80% di proteine animali e per il 20-30% di grassi e sostanze minerali, quindi ad alto valore nutrizionale. Lo stadio del loro ciclo vitale (larva o insetto maturo) sono molto importanti ai fini della loro edibilità: è chiaro che la larva risulterà alla cottura più morbida di un insetto maturo” In quali preparati sono presenti sul mercato, chiedo “Li troviamo- dice l’entomologa- o essiccati o più spesso in farine di cui ne sono la componente principale. Il loro sapore dipende ovviamente dal tipo e dalla quantità di insetto

L’Abruzzo ,tra le vette dell’Appennino e le acque dell’Adriatico, è una terra ricchissima di storia tradizioni enogastronomiche e testimonianze artistiche. I tre Parchi Nazionali ne fanno la regione più verde d’Italia. A Pianella, in provincia di Pescara ha sede Rustichella d’Abruzzo, nata per intuizione di Gaetano Sergiacomo nel 1929, discendente da famosi mugnai nell’area Vestina. Il primo pastificio nacque nella località di Penne, di cui si ricorda ancora la pasta “Tannuccio”.  Nel 1981 Piero Peduzzi, padre di Gianluigi e Maria Stefania, gli attuali proprietari, intuì che, utilizzando trafile in bronzo ,la pasta ottenuta sarebbe stata più ruvida, ottima quindi per trattenere i condimenti, a vantaggio del sapore. Rustichella d’Abruzzo da quattro generazioni punta a prodotti genuini di alta qualità e utilizza solo le migliori semole di grani duri con tenore di glutine maggiore. L’impasto avviene con acqua pura di montagna e il processo di essiccazione lentamente e a bassa temperatura, anche fino a 50 ore intorno ai 35/40 gradi, al contrario di quello industriale che avviene a circa 90 gradi per 4/5 ore. Attualmente nell’area Vestina in prossimità del Fiume Tavo, nasce il progetto PRIMOGRANO condiviso tra agricoltori di Pianella, Moscufo e  Loreto Aprutino. Qui, dove non v’è cereale, frutto foraggio che

La Cucina Mediterranea fin dalle origini mostra chiara la sua appartenenza, da un lato alle due sponde del mare che, proprio dal suo stare stretto tra le terre che lo circondano è detto “Mediterraneo”, dall’altra all’opera delle donne che quelle sponde hanno abitato. E che queste terre -quella europea e quella afroasiatica- che oggi ci appaiono spesso contrapposte e profondamente diverse, abbiano avuto nella lunga durata una storia comune, è visibile da tanti punti di vista. Oggi ci soffermeremo su una piccola storia dei dolci, che, più di tante cose, testimoniano questa comunanza delle culture. Ciò accade soprattutto in Sicilia. a cominciare dai dolci, perché fu lì che gli arabi importarono lo zucchero di canna, i pistacchi, le arance, senza le cui bucce candite molti dolci non esisterebbero, e le mandorle che nelle mani delle donne, soprattutto delle monache, diventarono quella pasta di mandorle, detta anche, dal nome di un convento «Martorana» componente tra le più ricercate nelle tavole aristocratiche. Infiniti, dunque, i dolci inventati o perfezionati dalle donne, che partiti dalla Sicilia e più tardi anche dalla Spagna o da altri paesi “di mare”si sono diffusi. Anche le tristi diaspore ebraiche provocate dalle varie “espulsioni”, a partire da quella celebre del

Proibitivi per i costi, unici per profumi e sapori e dalla provenienza geografia non proprio vicina: il lusso lo impone e ogni tanto ci piace saperlo e sorridere. Eccoli Hida-Wagyu, manzo giapponese da 1.000 dollari il kg. Allevato con fieno di riso e mangimi rigorosamente vegetali la sua caratteristica è nella percentuale di grasso  interno alla fibra riscontrabile a occhio nudo. Maggiore è la presenza di grasso nelle fibre più è pregiato e salutare il pezzo. Miele Elvish venduto a 45.000  euro il kg. Nemmeno a dirlo, proviene dal nord-est della Turchia, da una grotta scavata a 1800 metri di profondità. Ma di cosa sa? oltre che di miele ovviamente spicca il sapore di sali minerali della grotta da cui viene estratto e che giustificano le 5000 euro al kg di oggi Tartufo bianco di Alba, il tubero che arriva a costare fini a 160.406 dollari il kg, il prezzo record per un tartufo di 1,51 Kg venduto all’asta. Il suo pregio? Nessuno è mai riuscito a coltivare questo tubero al di fuori della zona, dalla polpa interna gallastra e dal sapore leggermente piccante che può ricordare il formaggio grana. Anche noi tra i lussuosi! Melone Yubari King, costa 20.00 euro il pezzo. Certo

Giovane, con un bagaglio di esperienza internazionale in tasca e una nuova idea di pranzo per la Capitale: alta gastronomia racchiusa in una piccola ‘theca’ a più scomparti, per più pietanze. E’ l’idea da cui nasce in viale Regina Margherita 179 a Roma GASTROTHECA, piccolo delizioso locale con cucina a vista, laboratorio di gastronomia e piacevole punto di aggregazione per interrompere la giornata lavorativa all’insegna del buon gusto.