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Rubrica di Emanuela Medi
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I polifenoli sono composti naturali, presenti in gran quantità nelle bucce dell'uva, che hanno un effetto antiossidante. Questa caratteristica li rende importanti sia a livello salutistico, in quanto proteggono il nostro organismo dai radicali liberi, sia nell'invecchiamento del vino, in quanto lo proteggono  da fenomeni ossidativi. L'estrazione dei polifenoli (tannini, antociani, resveratrolo e altri) non è tuttavia semplice . Per accelerare l'estrazione durante la fase di macerazione del mosto con le vinacce si usano in cantina enzimi  che favoriscono  il rilascio delle sostanze presenti al suo interno. Esiste tuttavia un'altra strada  quella di utilizzare i Pef (Pulsed electric fields), i Campi elettrici pulsati di bassa intensità. , ottenendo il rilascio dei polifenoli senza aumentare la temperatura del mosto né apportare elementi estranei o alterare il profilo organolettico del vino", spiega ad AgroNotizie  Giovanna Ferrari, docente presso il dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università di Salerno. Ma facciamo un passo indietro. La tecnica dei Campi elettrici pulsati prevede l'esposizione del mosto e degli acini, derivanti dalla fase di pigiatura e diraspatura, ad un campo elettrico di modesta intensità all'interno di una cella di trattamento costituita da due elettrodi separati da uno spaziatore in materiale isolante. Tale campo è applicato sotto forma di impulsi, cioè ha dei picchi di breve durata applicati ad intervalli regolari. I campi elettrici generati dagli elettrodi hanno l'effetto di aumentare la

Di fronte  all'aumento della vita media, aggiungere salute agli anni diventa uno degli obiettivi fondamentali di una corretta politica sanitaria. E’  dimostrato che incrementare la varietà alimentare consente di assumere un numero crescente di nutrienti o componenti del cibo a valenza positiva, in grado di migliorare tutti gli effetti salutistici derivanti da una dieta ricca e varia.

A sei mesi dalla data ufficiale del divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea (29 marzo 2019) e ancora in mancanza di un accordo sulle modalità di uscita, al III Forum Agrifood Monitor di Nomisma e Crif tenutosi recentemente a Milano,, si è fatto il punto sul ruolo che questo mercato detiene per il nostro sistema agroalimentare e sui rischi collegati ai potenziali effetti della Brexit.

Nel 1856 fu chiesto a un giovane chimico francese, Louis Pasteur, di trovare un modo per evitare l’inacidimento di grandi quantità di vino, cosa che generalmente avveniva durante la fermentazione del mosto. Il problema era delicato, quintali di vino venivano buttati ogni anno senza che nessuno fosse in grado di scoprirne la causa. E questa volta non c’era l’esperienza dei contadini turchi o di chissà chi altri a consigliare il da farsi! Tutto ciò che si sapeva era che per trasformare il mosto in vino bisognava aggiungere nelle botti un particolare lievito. Eppure, senza apparente motivo, alcune botti davano il vino buono e altre dell’orribile aceto. Perché?