a

I Tag di Vinosano
Rubrica di Emanuela Medi
HomeRicerca (Pagina 4)

Ricerca

Meglio del DNA è il sapere contadino.Saccharomyces cerevisiaeQuando si dice che una  supposizione o una scoperta è stata  scientificamente dimostrata  allora si ha raggiunto il TOP, la credibilità è al massimo , l’attendibilità  inattaccabile. A me onestamente fa sorridere che un sapere contadino  e non solo, abbia bisogno della ricerca scientifica per valutarne l’attendibilità.Ma andiamo per gradi. La notizia è che l’Università di Auckland (Nuova Zelanda) ha per la prima volta dimostrato scientificamente che i lieviti del suolo in cui cresce il vitigno contribuiscono al sapore finale più di quanto si pensasse e non solo dalle condizioni del suolo, dal tipo do clima e dalle condizioni agricole del viticoltore.  Sotto esame  il Saccharomyces cerevisiae , lievito coinvolto nel processo di fermentarne  di cui erano state individuate differenti varietà .Ma il punto da chiarire era come queste contribuissero all’aroma del vino prodotto. La ricerca  Neozelandese ha sequenziato il DNA  del lievito in questione per studiarne le differenze e   li hanno utilizzati per fermentare lo stesso vitigno di Sauvignon Blanc che era stato sterilizzato per escludere la presenza di microbi. Quindi hanno utilizzato le concentrazioni di 39 diversi composti chimici, importanti per il sapore finale, ed il Saccharomyces cerevisiae era usato come

Leggi di più

Ottenute con una particolare tecnica microscopica, hanno permesso di studiare l'anatomia del gusto sulla lingua a livello cellulare. Rivelando dettagli finora sconosciuti.Microscopia a fluorescenza della lingua di un topo.|S. LEE, S. YUN, M. CHOIVedere il gusto può sembrare un ossimoro (o una forma di sinestesi). Eppure per la prima volta è stato possibile catturare immagini ultradettagliate delle cellule gustative distribuite sulla lingua (di un topo) al lavoro. Le foto "live" dell'intero processo sono state acquisite da un gruppo di bioingegneri della Australian National University.Nell'epitelio che ricopre la lingua umana, nei solchi che circondano le papille, esistono oltre 2 mila calici (o bottoni) gustativi, corpuscoli ovoidali specializzati nel gusto che possono distinguere almeno cinque sapori: dolce, salato, amaro, aspro e umami (anche se qualcuno sospetta vi sia un sesto gusto fondamentale). Ma la relazione tra queste strutture e i recettori in esse contenute rimaneva un mistero.ANALISI DETTAGLIATA. Con una tecnica chiamata microscopia intravitale multifotone, che consiste nell'illuminare con un laser infrarosso il tessuto da analizzare per evidenziarne le diverse strutture in fluorescenza, i ricercatori sono riusciti a individuare i singoli recettori all'interno di ciascun calice gustativo, e i vasi sanguigni situati fino a 240 micrometri (cioè millesimi di millimetri) sotto alla superficie

Leggi di più

Assunzione eccessiva di alcool? Succede, complici le serate in compagnia di amici, il caldo che invita a qualche bicchiere in più. Sete, tanta sete la mattina dopo. E’ questo l’effetto più visibile e immediato della disidratazione che avviene quando si è bevuto molto. L’alcol infatti è un potente diuretico che porta a urinare più del normale con conseguente perdita di molti nutrienti essenziali come  vitamine e sali minerali. La disidratazione causata dall’alcool può anche aumentare l’acidità nello stomaco e nell’intestino, causare bruciori alla gola e alla bocca dello stomaco. Attenzione ai diabetici in quanto molto alcol può portare a produrre troppa insulina con conseguente calo di zucchero nel sangue. Bere si ma con moderazione facendo attenzione a mantenere il corpo sempre idratato con frequente assunzione di acqua che può aiutare a minimizzare l’effetto di alcool nel corpo.

Leggi di più

STUDIO SUL GUSTO Ecco la fotografia del RAPPORTO dell’ITALIANO CON IL GUSTO, che emerge da una ricerca condotta da YouGov per Coca-ColaL’italiano può essere descritto in sei aggettivi: ·         ESPLORATIVO: Quando si pensa agli italiani e il loro rapporto con il cibo ci vengono in mente  piatti e momenti legati alla  tradizione, ma è emerso che ben il 41% degli italiani si definisce avventuroso quando si tratta di provare nuove esperienze di gusto.·         STAGIONALE: La voglia di sperimentare nuovi gusti cresce inoltre d’estate.·         DIVULGATORE: La voglia di esplorare nuove esperienze di gusto è anche dettata dal fatto di poter poi raccontare la propria esperienza ad amici e parenti (42%).·         FRUGALE: Purtroppo, però, alcuni (38%) sostengono di non avere abbastanza tempo per godersi nuove esperienze di gusto a causa di uno stile di vita frenetico.·         GODERECCIO: Ma quando tra un impegno e l’altro si riesce a partecipare a qualche evento, la cosa che l’italiano ricorda maggiormente è proprio quello che hanno mangiato e bevuto (30%).·         VISIVO: Dalla ricerca è emerso inoltre che il senso più apprezzato tra i cinque è la vista (75%visivi),  infatti i segnali visivi sono fondamentali perché aiutano ad impostare le aspettative che ancorano la successiva esperienza di degustazione.Sintesi

Leggi di più

Finalmente ci siamo! A giorni, precisamente l’8 di Aprile a Roma, verranno presentati i primi risultati del ” Progetto Italian Taste”. Il progetto firmato dalla Società Italiana delle Scienze Sensoriali ha visto la partecipazione di numerosissimi soci aderenti a centri di ricerca universitari e di aziende, in particolare alimentari: obiettivo realizzare un grande data base sulle preferenze alimentari e i gusti degli Italiani per creare i tanti profili dei consumatori e definire, non il gusto degli Italiani, ma i gusti degli Italiani. Un progetto ambizioso della durata di tre anni, e che ha al suo attivo già i primi 1310 test relativi al primo anno. Già loro ci diranno molto visto che sono stati esaminati le tendenze- amaro, dolce, acido e anche l’astringenza, per le bevande alcoliche, l’impatto psicologico, genetico, le attitudini, le preferenze. Anche il numero delle papille sono oggetto di un ampio studio di Sara Spinelli, Semiosensory della SISS: in pratica ”dimmi che bocca hai e ti dirò chi sei”. “Ci sono persone- dice l’esperta- che sono più sensibili ad un composto che si chiama PROP, che ha un sapore amaro. Alcuni non lo sentono proprio e non sentono alcun sapore ed è una cosa abbastanza comune. Altri 

Leggi di più

L’uomo più vecchio del mondo è Yisrael Kristal, sopravvissuto all’orrore di Auschwitz Guinness of Records ha certificato i suoi 112 anni e 178 giorniUn’altra interessante ricerca sull’azione antiossidante del vino rosso è lo studio dell‘Unità di Gerontologia e Geriatria del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze. Il lavoro parte dalla evidenza che la dieta mediterranea sia associata a una migliore aspettativa di vita e dimostra come il vino rosso abbia un effetto protettivo contro lo stress ossidativo. La ricerca ha preso in esame un gruppo di 26 ultracentenari di età compresa tra i 100-105 anni, di cui 17 erano donne e 7 uomini. La maggior parte di questi erano modesti bevitori di vino (meno di 500ml al giorno di vino rosso) pur tuttavia sono stati divisi in tre gruppi:-Soggetti che mantenevano l’abituale stile di vita negli ultimi tre anni-Soggetti modesti bevitori-Soggetti astemiI risultati dello studio hanno dimostrato che un deterioramento della dieta era causa di un impoverimento della capacità totale antiossidante ( TAC), del fattore di crescita insulinico (IGF-1) e del dehydroepiandrosterone-solfato. L’assunzione di vino rosso ha dimostrato di poter agire contro questo trend anche se questa protezione non è ancora statisticamente significativa.

Leggi di più

Intervista con il Prof Giovanni de Gaetano dell’istituto Neurologico Mediterraneo NeuromedProf De Gaetano, Esiste la dieta mediterranea e cosa mette in comune la dieta di un piemontese con quella di un siciliano?Vorrei chiarire che con il termine dieta mediterranea si intende un modo di alimentarsi tipico delle aree del bacino del mediterraneo; Italia, Grecia, Spagna e alcune aree del Nord Africa. La caratteristica di questa alimentazione è quella di mangiare alcuni cibi più di altri, e di combinarli in un certo modo .La pasta è spesso condita con verdure e al posto del burro si preferisce l’olio di oliva. Non ultima è diffusa l’abitudine di accompagnare il pasto con uno o due bicchieri di vino in particolare rosso. Voglio far notare che recentemente è stata introdotta nella piramide alimentare la convivialità, elemento tipico e distintivo che hanno molte popolazioni mediterranee nella attitudine alla dieta mediterranea.e nei confronti del cibo. In questo aspetto come nella abitudine a preferire alcuni cibi, il piemontese non è molto differente dal siciliano . Molti nostri studi confermano questo: la adesione al modello mediterraneo che è sostanzialmente uguale in tutte le aree del paese.La crisi economica ha influito sula dieta mediterranea e ha ancora senso parlare

Leggi di più