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Rubrica di Emanuela Medi
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“ ONLY WINE”: il progetto brevettato dell’Università di Pisa per vini senza additivi e solfitiE’ tutta italiana la metodologia il cui brevetto è a giorni in attesa di autorizzazione ,per la produzione di vini naturali senza aggiunte chimiche. Un bel risultato ottenuto da uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Agro Alimentari dell’Università di Pisa e presentato questa estate a EXPO 2015. Il lavoro -in pratica un innovativo protocollo di vinificazione- ha prodotto due vini di alta qualità un Viognier 2013 e un Sangiovese 2014 smentendo la convinzione che i vini naturali siano più scadenti in qualità e in aromi rispetto i vini trattati con additivi. Ma andiamo per ordine: i vini ”naturali”( in realtà il termine è improprio perché tutto nel vino è frutto della tecnologia) hanno attualmente un piccolo mercato ma in continua crescita che ormai supera il 2% del totale nazionale in volumi e più del doppio in valori. Interesse dei produttori dettato dall’esigenza dei consumatori di avere vini salubri con meno chimica aggiunta in grado di ridurre sensibilmente il ischio di intolleranze alimentari, con l’utilizzo di attrezzature già esistenti nelle moderne cantine e  senza aumento di prezzo. Un bel concentrato di intenti cui

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Il neuromarketing del vino: se ne parla il 2-3 dicembre a Wine2wine, il forum sul business del vino edizione 2015. Segue articolo di Emanuela Medi:Certo le strategie di comunicazione non danno tregua nel trovare soluzioni sempre più sofisticate. In un mercato ogni giorno più competitivo a livello nazionale e internazionale, caratterizzato da consumatori attenti e raffinati, convincere a scegliere un vino piuttosto che un altro è una impresa non da poco. Ci è piaciuto molto l’articolo scritto da Vincenzo Russo della  IULM ( Libera Università di Lingue e Comunicazione) sul neuromarketing per wine2wine. Ma che cosa è? Una strategia di comunicazione basata sulla misurazione delle emozioni, sulla attenzione e sulla memoria. Ma andiamo per gradi: molti studi di neuroscienze hanno dimostrato che gli essere umani non sono assolutamente solo razionali quando prendono delle decisioni ma che anzi queste sono determinate dalla affettività e dalle emozioni. Questo è tanto vero nel mondo del vino dove la funzione simbolica, narrativa e emozionale hanno una funzione quasi determinante . Non bastano più le tradizionali tecniche di indagine come i questionari, le interviste, i focus group: se ad esempio i colori della confezione di un prodotto alimentare, il design di un sito, le immagini di uno

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In un momento di grande allarmismo alimentare LEI, la dieta mediterranea, rimane l’unico accreditato regime in grado di apportare sostanziosi benefici per la nostra salute in termini di mortalità di incidenza di malattie cronico-degenerative, di riduzione di eventi cardio e cerebrovascolari e chi più ne ha ne mette… Vogliamo ricordare allora lo studio PREDIMED- Prevenzione con dieta mediterranea- effettuato  a Barcellona (Spagna) i cui dati pubblicati nel 2013 hanno fatto molto “rumore”.I titoli dei giornali riportavano “ La dieta mediterranea riduce di un terzo il rischio di eventi cardiaci fatali e di ictus ”, bello non c’è che dire!  Da questo studio sono derivate molte ricerche in altre settori quali la pressione alta, il diabete e le demenze. Lo studio ha evidenziato tra l’altro, che maggiore è l’aderenza alla dieta mediterranea soprattutto quando è previsto l’uso di olio di oliva extra-vergine, tanto migliori sono i benefici per la salute e che questi sono inversamente proporzionali alla dose (più dosi minori rischi). Gli studi Predimed dicono molte cose ma soprattutto indicano che la dieta mediterranea in termini di consumo di olio di oliva extra-vergine, frutta, verdura, farine integrali, abitudine al bere durante i pasti, pesce

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La struttura molecolare della pianta è un argomento di ricerca di grande interesse. Lo affermano due progetti differenti, accomunati però dallo stesso obiettivo: dimostrare l’importanza di questo ambito anche per i vini di domani_Cominciamo con un’analisi del Cra-Vit coordinata dal professor Calò sulla biodiversità_Proseguiamo con gli studi del Gruppo Tecnico Masi sui geni della Corvina e di altre varietà in fase di appassimento per comprendere quale sia la più adatta all’Amarone Con un “piccolo gruppo di lavoro”, nell’ambito del Cra-Vit (scusate le sigle, ma di altro non si tratta che dell’ex Istituto sperimentale per la Viticoltura con sede a Conegliano, Treviso), abbiamo affrontato da tempo il problema della sicura distinzione e caratterizzazione dei vitigni. Siamo partiti con approfondimenti ampelografici; siamo passati a misure ampelometriche fino a registrazioni col computer di silhouette della foglia tipo; abbiamo saggiato il valore degli isoenzimi, per approdare, naturalmente, all’analisi del Dna con i microsatelliti. Fate poco caso ai termini specifici, si tratta d’analisi ormai consolidate, che non possono essere nominate diversamente e che danno informazioni sicure. A un certo punto, constatato che la distinzione fra vitigni era diventata routinaria, abbiamo spostato l’attenzione sulla possibilità di scrutare la variabilità all’interno delle popolazioni varietali e ciò, come vari altri colleghi, per

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“ - Il vino non è mai stato così sicuro come oggi - afferma in una intervista a WineNews il Prof Attilio Scienza docente all’Università di Milano- Primo perché nessun prodotto alimentare al mondo è così controllato come il vino, secondo perché la ricerca sta portando a pratiche di vigna e cantine sempre più rispettose della materia e con prodotti sempre più sicuri per la salute e poi perché l’igiene delle nostre cantine  è sempre più simile a quella delle sale operatorie. Nel vino- continua  Attilio Scienza- non c’è mai una correzione chimica, ne alcuna azione chimica per cambiare la sostanza si fa con processi fisici  o microbilogici ed è il risultato di più di 600 composti chimici che non sono aggiunti, ma si formano nel processo di trasformazione dell’uva in vino. Si va verso un’enologia sempre più rispettosa della materia prima e della qualità. Vogliamo portare al consumatore un vino che sia espressione della pianta e non di un processo trasformativo. Tutto questo è frutto di anni di ricerche delle nostre Università”.

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Il dibattito sul rapporto tra consumo di alcool e salute ha potuto fare riferimento, negli ultimi decenni, a molti studi effettuati su ampi gruppi di popolazione.Dalla revisione di questi studi è emerso un Documento di Consenso, firmato da più Società scientifiche e da diversi esperti che hanno sottoscritto le conclusioni a titolo personale. Il documento ha messo in luce come il consumo moderato di alcool abbia effetti positivi sullo stato di salute/benessere di un individuo.Il documento è stato pubblicato nel 2013 sulla rivista Internazionale NUTRITION, METABOLISM AND CARDIOVASCULAR DISEAS. Il lavoro è stato coordinato da NFI (Nutrition Foundation of Italy)Moderate alcohol use and health: A consensus documentRelatori e Società Scientifiche:A. Poli (a), F. Marangoni (a), A. Avogaro (b), G. Barba (c),S. Bellentani (d), M. Bucci (e), R. Cambieri (f), A.L. Catapano (g),S. Costanzo (h), C. Cricelli (i), G. de Gaetano (j),A. Di Castelnuovo (k), P. Faggiano (l), F. Fattirolli (m), L. Fontana (n), G. Forlani (o),S. Frattini (p), R. Giacco (q), C. La Vecchia (r), L. Lazzaretto (s), L. Loffredo (t),L. Lucchin (u), G. Marelli (v), W. Marrocco (s), S. Minisola (w), M. Musicco (x), S. Novo (y),C. Nozzoli (z), C. Pelucchi (r), L. Perri (t), F. Pieralli (z), D. Rizzoni

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