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Rubrica di Emanuela Medi
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Territorio

Le Valli del Vino e del Racconto di  Mariagiovanna Basile, sono stati un percorso che si è sviluppato attraverso la descrizione di tre valli (Alto Vicentino, la Strada del Recioto e dei vini di Gambellara, la Strada del vino Lessini-Durello)  ognuna  con le sue caratteristiche territoriali, paesaggistiche e artistiche. Ma soprattutto ci ha condotto alla scoperta di luoghi inediti, non contaminati dal turismo di massa, affascinanti e per questo da scoprire..con rispetto.

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L’itinerario si snoda lungo la bassa Valle del Chiampo, ai confini tra il territorio vicentino e quello veronese, dove terminano i Monti Lessini. Le colline scoscese disegnano un paesaggio straordinario, tappezzato da terreni friabili e fertili, formati da basalti e tufi terrosi di origine vulcanica, che regalano alla vite un patrimonio intenso di aromi e sapori.

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Alcuni li hanno chiamati vini stupidi: Nerello Mascalese e Caricante. Non passa inosservato il Cariacante, vitigno autoctono etneo, protagonista di altissima qualità per una acidità da riesling della Mosella, dalle sensazioni di pesca gialla, albicocca e ananas quando interpreta il versante sud. Scattante, freschissimo e decisamente salato con note di cappero e zenzero, ma anche morbido quando si esprime sui terroir del Nord-Est.

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Partire da un territorio bellissimo ma che non si conosce, tradurlo in una nuova realtà produttiva importante, valorizzare le caratteristiche ambientali, la biodiversità per creare un fenomeno anche commerciale unico al mondo, attraverso un vino di grande qualità. Diciamolo francamente ci vuole coraggio, intuizione, imprenditorialità e uomini che credono in un progetto.

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Ci voleva la rivoluzione geologica dell’era Secondaria e Terziaria per formare quel piccolo gioiello di natura che è la Franciacorta di oggi. I depositi morenici che si sviluppano lungo l’anfiteatro sebino costituito da colline a cerchio in modo concentrico rispetto il lago d’Iseo, si sono formati almeno 5 milioni di anni fa, a seguito della discesa dei ghiacciai dando luogo appunto, alla matrice morenica dei suoli. Una doverosa e speriamo non noiosa spiegazione geologia perché è proprio questa matrice morenica che caratterizza le numerose rocce che affiorano costituite sia da calcari marnosi di colore dal grigio al bianco, sia delle arenarie grigie e compatte. Lo scioglimento dei ghiacciai ha completato l’opera con i caratteristici depositi alluvionali per raggiungere l’attuale stratificazione pedologia. Come in tutti i terroir italiani la loro caratterizzazione morfologica, pedologica e climatica conferisce l’imprinting dei vigneti e dei vini di cui sono espressione. Suoli importanti, ricchi di Sali minerali che conferiscono ai vini di Franciacorta grande mineralità, sapidità, corpo e struttura. Note fresche, di frutta, macchia mediterranea, balsamicità, la famosa crosta di pane più o meno accentuata, la leggera speziatura e tannicità data quest’ultima dalla presenza del Pinot Nero, non fanno che arricchire un corredo olfattivo e gustativo per

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La storia del Sassicaia ha un attore principale: Mario Incisa della Rocchetta. Un luogo: la splendida tenuta di San Guido a Bolgheri, nella Maremma Livornese. Una data: 1942. Un vitigno: il cabernet e una passione: il vino.Già un vino che fosse grande, ci prova il Marchese, con il Pinot ma si convince, forte della sua passione per i vini francesi,  che è il Cabernet il vitigno giusto. Se la ridono sotto i baffi gli amici blasonati toscani con il loro Sangiovese e Trebbiano vinificati con doppia fermentazione. Ma dove se lo va a cercare il terreno adatto? A Castiglioncello nella tenuta di Bolgheri, un appezzamento a circa 350 metri di altezza, al riparo dal troppo salmastro, esposto a sud-est con un terreno simile alla zona di Graves nel Bordolese… Una ”minivigna” con mille viti meglio marze di cabernet, fortunosamente recuperate dalla vecchia vigna dei Salviati e innestate su legno bolgherese. L’attecchimento è perfetto. Era il 1942. Potatura bassissima ad alberello basso, produzione molto modesta, vinificazione  certo non da manuale, fermentazione in tini di legno aperti, invecchiato per 5-6 anni in barilotti di rovere, rifinito in bottiglie bordolesi. Insomma un “ vinaccio” dal gusto erbaceo e troppo tannico. “Una maccheronata” si diceva,

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FRANCIACORTA: quando c’è la squadraCi voleva la rivoluzione geologica dell’era Secondaria e Terziaria per formare quel piccolo gioiello di natura che è la Franciacorta di oggi.  I depositi morenici  che si sviluppano lungo l’anfiteatro sebino costituito da colline a cerchio in modo concentrico rispetto il lago d’Iseo,  si sono formati almeno 5 milioni di anni fa, a seguito della discesa dei ghiacciai  dando luogo appunto, alla matrice morenica dei suoli. Una doverosa e speriamo non noiosa spiegazione geologia perché è proprio  questa matrice morenica che caratterizza le numerose rocce che affiorano costituite sia da calcari marnosi di colore dal grigio al bianco, sia delle arenarie grigie e compatte. Lo scioglimento dei ghiacciai ha completato  l’opera con i caratteristici depositi alluvionali per raggiungere l’attuale stratificazione pedologia. Come in tutti i terroir italiani la loro caratterizzazione morfologica , pedologica e climatica conferisce l’imprinting dei vigneti e dei vini di cui sono espressione.Suoli importanti, ricchi di Sali minerali che conferiscono ai vini di Franciacorta grande mineralità, sapidità, corpo e struttura. Note fresche, di frutta,  macchia mediterranea, balsamicità, la famosa crosta di pane più o meno accentuata, la leggera speziatura e tannicità data quest’ultima dalla presenza del Pinot Nero, non fanno che arricchire un

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Da una lezione di Alessandro Zanutta Preparatore di vini “ Definire che cosa è un suolo non’è facilissimo tante sono le sue componenti, ne elenco le più importanti: “ – dice Alessandro Zanutta 1)      Il suolo  è un’entità dinamica in continua evoluzione  anche nel corso dell’anno solare, non solo per le sue componenti geologiche (rocce) quanto per le numerose variabili chimiche, organiche, minerali  che si formano in relazione anche all’ambiente. Fare l’analisi chimico-fisica del suolo vuole dire fare una fotografia statica. E’ necessario invece attuare delle OSSERVAZIONI lungo tutto l’anno. 2)       Il suolo è il prodotto della trasformazione di sostanze organiche e minerali sulla superficie della terra. 3)       Studiare il suolo significa fare una analisi del terreno  e del territorio cui appartiene. 4)       Lo studio del suolo si realizza attraverso lo studio del suo profilo ( buca che si scava vicino le radici della pianta). 5)      Il profilo generalmente è costituito da diversi strati o orizzonti di colore e spessore variabili  costituiti da materiali minerali e/o organici , differenti proprietà chimiche, mineralogiche ecc diversi dalla ROCCIA MADRE che generalmente costituisce lo strato più profondo. 6)      L’alterazione chimica e fisica della ROCCIA MADRE produce una disgregazione della roccia in frammenti molto fini su cui si possono depositare e accumulare

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