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Rubrica di Emanuela Medi
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Vini nel mondo

L’Europa ha stretto accordi con il Giappone per quanto concerne il commercio e la promozione del vino. Ma è importante ricordare che in Giappone il trend di consumo è stato negativo nel 2015 e nel 2016. Questo perché  le nuove generazioni  sono attratte principalmente da bevande “ready to drink”,ovvero bevande già pronte al consumo come mix a bassa gradazione alcolica, bevande zuccherate ecc, offerte con molta abbondanza sul mercato. Nonostante ciò, va detto, che si evidenzia un certo fermento nel settore del vino da tavola europeo, che fino ad oggi subiva la pressione del vino Cileno. Da qui nasce la convinzione, sempre più diffusa tra gli addetti ai lavori, che la chiave di volta per avere successo in terra asiatica è creare valore aggiunto, smettendo di tenere in considerazione solo il parametro del prezzo. Una strada concreta in merito è individuata nel vino di origine biologica. Claudio Chiricolo

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Sabile, piccola cittadina collinare, è davvero fiera della propria secolare tradizione vinicola - avviata nel XIV secolo, stando ai documenti d'archivio - tanto da aver scelto come effigie per il proprio stemma un grappolo d'uva sormontato da due grandi foglie di vite e da ospitare da quasi vent'anni il "Wine Festival" più importante di tutta la zona. La cosa davvero straordinaria di questa comunità è però un'altra, ovvero la sua posizione. Non stiamo infatti parlando di un petit village della Linguadoca o di un borgo toscano: la piccola Sebile si trova in Lettonia e fino al 2008 la sua Vīna Kalns - in lèttone "Collina del vino" - si è fregiata del record di vigna più a Nord del mondo (attualmente detenuto dalla vigna Lerkekåsa, in Norvegia). Le latitudini baltiche sono estremamente inospitali per i vigneti, ma questo non ha fermato la passione dei produttori lèttoni, che non esitano ad affrontare le sfide del clima. Tra questi spicca la famiglia Abavas, la cui azienda produce vino davvero di ogni genere: considerando infatti che nei paesi del nord Europa difficilmente l'uva trova le giuste condizioni per crescere, i vini tradizionali derivano in realtà dalla fermentazione di bacche e frutta di vario genere, come

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Il Malbec è un vitigno complesso nella sua espressione gustativa come nella gestione in vigna, che ha dovuto attraversare l’oceano per trovare il proprio habitat naturale. A Bordeaux, dove è nato e dove rimangono appena 2 mila ettari a fronte dei 22mila coltivati nella sua patria odierna, non ha mai trovato la propria dimensione ideale, complici le frequenti gelate primaverili e l’eccessiva umidità. Meglio si è adattato, invece, alle alti valli Andine dell’Argentina, dove la ventilazione costante, l’intensa luminosità ed un clima più secco e regolare, favoriscono il suo corretto sviluppo. Questi elementi, nel corso di circa duecento anni di presenza nel paese, ne hanno decretato il successo, permettendogli di affermarsi quale vitigno nazionale. Il Malbec argentino è un vino corposo, fruttato scuro di prugne e di more, floreale in giovinezza e via via più terragno. Presenta tannini robusti ma bilanciati che arricchiscono una struttura importante supportata da un buon grado alcolico e bilanciata da una ricca componente fruttata. E’ un vino che, date le sue caratteristiche, risulta quasi sempre il linea con lo stile “Nuovo Mondo” e che ben si adegua al cosiddetto“gusto internazionale” quando ne viene esaltata la generosità attraverso l’affinamento in barrique. Tuttavia, le sue migliori versioni sono lungi

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