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Rubrica di Emanuela Medi
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Vinosano parla di voi

E’ proprio l’esclusivo processo di metallizzazione  a permettere al colore rosa di diventare parte integrante della superficie esterna del vetro della bottiglia e realizzare  un’icona del gusto, espressione del miglior Made in Italy.   Bottega Rose Gold viene prodotto con una selezione di uve Pinot Nero raccolte in Oltrepò Pavese. Questa zona della Lombardia è largamente apprezzata dai viticoltori. I vigneti si estendono principalmente sulle colline (100-300 metri sul livello del mare), dove il suolo è caratterizzato da sedimentaria marina con argilla fine. Le uve vengono raccolte a mano e vinificate a temperatura controllata. Le bucce rimangono a contatto con il mosto per 24 ore. Mosto e bucce vengono poi separate con una pressatura soffice. La fermentazione avviene a temperatura controllata di 18 ° C. Nel corso dell'anno che segue la vendemmia, il vino ottenuto passa attraverso la presa di spuma. La seconda fermentazione si determina in recipienti di acciaio, secondo il metodo Charmat, a una temperatura controllata di 14 ° C e dura 60-90 giorni. E veniamo alla degustazione:  Colore:Il vino color pesca appare brillante, con un perlage fine e persistente. Il profumo è spiccatamente floreale, con sentori di frutti di bosco, soprattutto ribes e fragoline di bosco. Il sapore è fresco, con una

Il profumo, il colore, la biodinamica e la solforosa, la cultura e la mineralità, le Anfore e la Georgia. Sono tutti argomenti “salienti” che giornalisti, enologi e degustatori affrontano ogni giorno. Alcuni di questi sono fulcro di dibattiti feroci, che spesso sfociano in lunghe diatribe. Altri sono meno controversi, ma suscitanogrande curiosità. Ascoltare le parole di Donato Lanati nello splendido contesto di “Enosis Meraviglia” è un’occasione irripetibile per affrontarli tutti con raziocinio e lucidità. ENOSIS Meraviglia: Potrebbe sembrare un semplice Casale immerso nello splendido panorama monferrino, ma è qualcosa di  più speciale.Un paragone con il CERN di Ginevra potrebbe far apparire freddo ed asettico questo luogo  "meraviglioso", che da decenni è la base operativa di Donato Lanati. Eppure “ENOSIS Meraviglia" sta davvero all'enologia come il CERN sta alla fisica nucleare: è un laboratorio  di avanguardia  dove il Nettare di Bacco viene scandagliato e vivisezionato. Al suo interno strumenti tecnologici di ogni genere fanno da supporto ad un affiatato gruppo di enologi e ricercatori che, capitanati dall’enologo-scienziato, osservano l’uva ed il vino nei loro continui processi metamorfici. All’ esterno, il vigneto “Pisopo”, che racchiude in un singolo ettaro 36 autoctoni piemontesi, costituisce terreno fertile per le più svariate sperimentazioni in campo agronomico. Donato

Il Mamertino è uno dei vini più antichi documentati in Sicilia. Già Strabone e Plino Il Vecchio tessevano le lodi del vino che i Mamertini, ossia i soldati mercenari che avevano fatto della costa tirrenica messinese la loro base, producevano nell’areale che dai Monti Nebrodi discende verso Capo Milazzo. Si trattava, all’epoca, di un nettare dolce, miscelato con miele ed aromi di vario genere che ne stemperavano il volume alcolico spesso debordante, frutto della fermentazione congiunta degli zuccheri del miele e di quelli dell’uva. Sono passati quasi duemila anni prima che a qualcuno balenasse in mente l’idea di reinterpretarlo in chiave moderna. La svolta è arrivata solo quando la famiglia Planeta, già attiva nella Sicilia Ionica e Occidentale, ha accettato la proposta, da parte della Fondazione Barone Lucifero ,di  prendere in mano i vigneti presenti nella Riserva Naturale di Capo Milazzo. Istituita nel 2004, la doc Mamertino conta una quindicina di aziende, per una produzione che non supera le 100.000 bottiglie annue. Il Mamertino Bianco può essere prodotto da uve  Grillo, Catarratto Comune, Catarratto Lucido e Inzolia. Per il rosso, invece, si utilizzano il Nero d’ Avola, varietà emblematica della Sicilia tutta, il Nerello Mascalese, alfiere della viticoltura etnea, e il Nocera, autoctono messinese che

Nell’azienda Cusumano 5 diversi territori danno vita 12 vini identitari. Raccontano la Sicilia, in lungo e in largo, nella sua varietà e nelle sue sfumature. Descrivono il fascino di una delle perle del sud Italia, una regione che sprigiona i suoi profumi e i suoi colori tra mare, colline e monti. Le cinque tenute Cusumano, distribuite nelle diverse aree dell’isola, offrono così un pezzo di Sicilia a tutto il mondo. "È la diversità che fa la differenza. Ogni vino che produciamo - spiega Diego Cusumano, titolare, insieme al fratello, dell’azienda Cusumano - trova in ciascuna di esse il terreno più adatto alla propria valorizzazione e ne racchiude in modo inconfondibile i profumi, i sapori, i colori”. Passiamo in rassegna le 5 tenute Cusumano: un assaggio per ogni territorio dall’identità distinta.  Tutto è cominciato dalla tenuta Ficuzza immersa nel bosco, a Piana degli Albanesi, tra Palermo e Trapani, su colline che superano i 700 metri sul livello del mare. L’altitudine, le temperature e il terreno consentono la realizzazione dello spumante metodo classico a 700 s.l.m. La seconda proposta è il Duseri, Nero d’Avola in purezza della Tenuta San Giacomo a Butera, terra calcarea con vitigni autoctoni a 400 metri di altitudine. Si

“Nel bene e nel male -dice Nino Franco a Vinosano - con il Prosecco abbiamo cambiato nel mondo il modo di bere la bollicina. Abbiamo fatto diventare quello che era una volta un momento celebrativo in quotidiano e quindi con il Prosecco abbiamo esportato non solo  un grande prodotto, ma uno stile di vita”. Successo per il Prosecco Docg e per il Valdobbiadene Prosecco Superiore Nino Franco  Rustico Brut al primo posto secondo la rivista americana “ The Enthusiast 100” la cui italian editor è Kerin O’Keefe. Un momento importante per Nino Franco nei suoi 100 anni di attività e  in quello in cui le Colline vitate di Conegliano e Valdobbiadene riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco.”  siamo felicissimi, è un premio al lavoro che da anni facciamo in Usa esportando il 70 per cento dei nostri prodotti all’incirca 1 milione di bottiglie- prosegue Nino Franco- che vediamo nei migliori ristoranti americani . Dove prima c’era solo lo champagne ora siamo presenti  con il Prosecco di Valdobbiadene e il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.. Non parliamo più di prosecchino per favore ma di un grande vino italiano”

Un vino fruttato e delicato il Lugana Doc che rappresenta una delle più interessanti denominazioni interegionale lombardo-veneta nelle province di Brescia e Verona. Molto apprezzate in Italia e all’estero il vitigno tipico del territorio è il trebbiano di Lugana detto localmente turbiana un particolare clone del trebbiano di Soave con le stesse caratteristiche genetiche del Verdicchio. La Doc è stata ottenuta nel 1967: la base ampelografica è definita per il 90% di trebbiano di Lugana con un 10% di altre uve .Un bianco di qualità e di alto livello la cui uva moto duttile è utilizzata per vini fermi, da dessert e come base spumante. Si presenta con un bel quadro olfattivo con note agrumate, minerali, sentori terziari da idrocarburo, sicuramente acido e di buon invecchiamento A Brescia il Lugana è rosa… ci è sembrato interessante questo viaggio sensoriale proposto  da Visit Brescia,  alla scoperta delle  donne capaci di dettare e di contribuire decisamente al successo di straordinarie etichette, incredibili vitigni ed eccezionali bottiglie.. LAGO DI GARDA [caption id="attachment_13217" align="alignleft" width="300"] Ca' Lojera[/caption] Insieme a Vittorio, è ad esempio Ilona a portare avanti l’azienda Agricola Giardini dei Conti Thun, a Puegnago sul Garda. Circondato dai propri vitigni autoctoni e da due ettari di ulivi, il

Iniziamo con una storia nel segno della qualità, tradizione e convivialità ricordando una tappa importante: il 22 Marzo 2017 quando al Vermouth di Torino  è stato riconosciuto il disciplinare di produzione entrando a buon diritto nell’universo dei prodotti ad Indicazione Geografica .. distinguendosi dalla più ampia categoria dei vermouth - con tutte le stellette del caso.” Da quel momento- dice il Presidente dell’Istituto, Roberto Bava, il Vermouth di Torino sarà l’unico prodotto alimentare a portare in bottiglia nei salotti, nei bar, nei caffè del mondo la denominazione della città. Appuntamento sabato 16 novembre con l’Istituto del Vermouth per un evento promosso dai 18 produttori che racconteranno segreti e tradizioni dello storico aperitivo torinese, ospiti dei Sommelier dell’AIS del Piemonte.. Tre secoli di storia: nasce alla fine del 1700 quando, in una bottega di liquori all’angolo tra Piazza della Fiera e Via della Palma, un giovane commesso inventò la ricetta di un vino moscato aromatizzato con china, erbe e spezie. La squisita bevanda da lui inventata era il “vermouth”, dal termine tedesco “wermuth”, che significa assenzio. I Torinesi si affezionarono così tanto al suo aroma speziato che le botteghe di Piazza della Fiera, oggi Piazza Castello, per oltre un secolo furono il luogo d’incontro

 “La qualità ha un prezzo”. Una massima che ci accompagna nelle piccole e grandi scelte di acquisto, anche in quella di una semplice bottiglia di vino.  Appassionati e intenditori hanno gioco facile quando si destreggiano tra scaffali con etichette di ogni tipo ma per i più, soprattutto se si tratta di fare un regalo o di brindare a un’occasione speciale, lasciarsi condizionare da un prezzo importante rappresenta un metodo ormai consolidato. Insomma, più il costo è alto e più si è sicuri di fare “bella figura”. E’ proprio così? Lasciando da parte “i grandi vini” che spesso raggiungono cifre da capogiro, destinati più a un investimento che a un piacere vero e proprio, oggi, in Italia, i viticoltori offrono etichette a prezzi decisamente contenuti, senza che a risentirne sia la qualità. Il riconoscimento “Bere Bene, qualità/prezzo”, settore della prestigiosa guida del Gambero Rosso,  vuole essere proprio un riconoscimento verso quei produttori che, seguendo le nuove tendenze del mercato, offrono autentiche eccellenze senza che il consumatore debba “investire un capitale”. Per il secondo anno consecutivo, tra i premiati che entreranno nella Guida 2020, ritroviamo il LUCUMONE di Fattoria Mantellassi, un vermentino in purezza, tipico della Maremma Toscana, che viene vinificato tramite una soffice pressatura. La

200 ettari a vigneto per 1.400.000 bottiglie in molti dei luoghi più interessanti della Toscana: Chianti Classico, in Maremma, a Montalcino, Montepulciano e nella  Tenuta Campo al Mare di Castagneto Carducci . Qui nasce , il nuovo Baia Al Vento Bolgheri Superiore DOC. un vino che  si propone sul mercato come cru della Tenuta Campo al Mare. 30 ettari vitati con terreni franco argillosi, ricchi di scheletro, eccezionalmente vocati alla produzione vitivinicola in stile bordolese e con ulteriori 5 ettari appena impiantati. [caption id="attachment_13075" align="alignleft" width="113"] Baia al Vento Bolgheri Superiore Doc[/caption] La DOC Bolgheri ha da poco compiuto i 25 anni, una denominazione  giovane, con ben due sudi di zonazione cui ha fatto seguito nel 2007 una precisa fotografia dell’areale. Bolgheri, oggi, rappresenta una delle zone vitivinicole più prestigiose al mondo. con una superficie di vigneto passata dai primi  250 ettari agli attuali 1.370 e dove hanno raggiunto successi internazionali i Cabernnet Sauvignon, i Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot, Syrah, Sangiovese, Vermentino, Viognier, Sauvignon Blanc. Qui Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute producono il Campo al Mare Bolgheri Rosso DOC, Campo al Mare Bolgheri Rosato DOC e Campo al Mare Bolgheri Vermentino DOC. A queste etichette si aggiunge il nuovo “Baia al Vento Bolgheri Superiore DOC”,