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Rubrica di Emanuela Medi
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Vinosano parla di voi

…dove anche un vino può parlare di magia… Visita alla Fattoria Mantellassi, a Magliano in Toscana, per ammirare i luoghi e degustare i suoi vini.  .Pronti a ripartire! La voglia di girare il mondo, di esplorare "l’altrove” ci ha fatto trascurare le bellezze del nostro Paese, date per scontate e talmente a portata di mano da farci dire “prima o poi ci andrò”.  Lo stop forzato di questi mesi e la chiusura momentanea delle frontiere diventa ora una reale possibilità di conoscere tanti luoghi che ci siamo persi.  La Maremma, ad esempio, è una terra tutta da scoprire. culla di cultura e di storia, ricca di borghi affascinanti e di una campagna dalla terra scura e dai colori inimitabili. Una meta straordinaria, un microcosmo perfetto dove mare, collina e montagna si fondono insieme. Insomma, un panorama perfetto per vivere una bella avventura. Ma la Maremma è anche un luogo di realtà produttive importanti legate in particolare al vino come la Fattoria Mantellassi, che si trova in un borgo in provincia di Grosseto, a Magliano in Toscana, una piccola perla che sorge su una collina ricoperta di ulivi e che fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Vino, associazione che opera per la valorizzazione

L’azienda vitivinicola “Casa Setaro” è situata sulle pendici del Vesuvio, nel territorio del comune di Trecase, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Costituita nel 2005, Casa Setaro è guidata da Massimo e Maria Rosaria Setaro ed è da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni della Campania, coniugando antiche tradizioni e moderne innovazioni.

L’azienda Agricola Montalbera nasce nei primi del Novecento ed affonda le radici nei territori di Langa e Monferrato. La famiglia Morando si occupa di vino da sei generazioni e possiede 175 ettari di vigneto a Castiglione Falletto (CN) specializzati a Nebbiolo, a Castiglione Tinella (CN) per il Moscato e Castagnole Monferrato (AT) dove si coltiva il Ruchè, ovvero il 60% della produzione. I terreni sono collinari e disposti in maniera circolare ed il suolo è prevalentemente argilloso- calcareo con esposizioni variabili. Monferrato 82 ettari di vigneto specializzato a Ruchè, Barbera e Grignolino. Età delle vigne compresa fra i 7 e 30 anni con allevamento a guyot basso e raccolta manuale. Il fondovalle è coltivato da nocciola piemontese. Castiglione Tinella - Langa 15 ettari di vigneto in un unico appezzamento a 408 m.s.l specializzato in Moscato d’Asti, Barbera e Chardonnay.  Questo è il luogo di origine dell’azienda, dove si produce il Moscato d’Asti DOCG San Carlo che prende il nome dall’antica chiesetta di San Carlo, a pochi metri dalla casa natale di Enrico Riccardo Morando, il capostipite della famiglia. Negli anni ottanta vengono acquisiti nuovi terreni prevalentemente a Ruchè, vitigno originario dell’Alta Savoia e diffuso negli anni ’70 dal parroco Don Cauda. Autoctono dell’astigiano, nel Monferrato trova massima espressione,

Cantina Imperatori, la giovane azienda vitivinicola di Frascati guidata da Lorenzo Imperatori insieme alla sua famiglia e un team esperto di collaboratori, è sempre alla ricerca di nuove tecniche per migliorare ogni anno la qualità dei vini. Tra i suoi prodotti di punta c’è senza dubbio il Viognier Igp Lazio, che viene sottoposto ad una tecnica di contenimento della vegetazione che vale la pena conoscere.  

Nel territorio intorno al superbo monte, che la gente del posto chiama “a  Muntagna” si è sempre allevata la vite. Già 2000 anni fa nella sua “Naturalis historia” Plinio il Vecchio citava un vitigno a bacca rossa coltivato alle pendici del Vesuvio, il Piedirosso, detto anche Per’ e Palummo perché al momento della maturazione il rachide e il pedicello diventano rossi assomigliando alla zampetta del piccione. Vitigno autoctono campano, secondo per estensioni vitate solo all’Aglianico, è presente in regione da tempo immemorabile. Intorno al Vesuvio, sui suoli vulcanici, ha trovato il suo terroir naturale; viene impiantato su piede franco generalmente con sistema aguyot. Insieme ad altri vitigni -Aglianico, Sciascinoso, Coda di volpe, Verdeca, Falanghina, Greco-  forma la DOP (Denominazione di Origine Protetta) del Vesuvio, estesa per 170 ettari in quindici comuni vesuviani. Nella DOP Vesuvio Rosso è vinificato in purezza, o in assemblaggio con lo Sciascinoso e l’Aglianico con i quali dà origine alla più famosa Lacrima Christi. Quest’ultimo vino, spesso citato tra i migliori d’Italia dai viaggiatori stranieri, ha un nome che molti hanno tentato inutilmente di spiegare con leggende del tutto fantastiche. Una delle strade storicamente più affidabili da percorrere per tentare, invece, di comprendere dove e quando sia stato così denominato,

In epoca di Coronavirus e di #iorestoacasa, Ornellaia lancia su Instagram Live una serie di degustazioni virtuali alla scoperta dei vini di una delle aziende più iconiche del panorama vitivinicolo internazionale. La prima serie di 4 episodi settimanali è partita martedì 7 aprile alle 15.00 (ora italiana) con il titolo “Ornellaia Wine & Talks” e sarà condotta da Axel Heinz, Direttore della tenuta, che in questo modo punta a svelare agli appassionati le mille sfaccettature della tenuta bolgherese e dei suoi vini. “Desidero ribadire la vicinanza di Ornellaia a tutte le persone che attualmente si trovano ad affrontare questa situazione senza precedenti dovuta all’emergenza provocata dal Coronavirus. Anche noi vogliamo dare un nostro piccolissimo contributo restando vicini soprattutto a coloro che sono obbligati a stare in casa, a partire da tutti gli appassionati di vino sparsi nei cinque continenti” – commenta Axel Heinz, voce narrante della serie. Considerando poi che per il 2020 sono state cancellate le fiere di settore a livello internazionale (Vinitaly e Prowein su tutte), la serie di live nasce anche con l’intento di presentare le nuove annate agli opinion leaders e alla comunità digitale di Ornellaia. Facendo leva sul potere unico dei social media, ora più che mai luogo di incontro

Le Distillerie Bonollo Umberto sono l’unica distilleria italiana ad aver ricevuto il riconoscimento 100 Ambasciatori Nazionali; questa la motivazione ufficiale: “per aver contribuito allo sviluppo socio-economico non solo del settore ma dell’intera Nazione e per aver saputo difendere le proprie radici, contribuendo al progresso e all’innovazione”.  Il Premio (conferito nel Gennaio scorso) è dedicato a comuni, aziende ed enti che nel loro territorio e in tutto il Paese, mettono in pratica azioni volte allo sviluppo socio-economico e valorizzazione del patrimonio, diventando un esempio virtuoso per la comunità. I 100 Ambasciatori Nazionali vengono scelti per la loro volontà di investire sul benessere e la formazione, con il fine di far acquisire valore alla Nazione, creando occupazione e benessere sociale, diventando un punto di forza per la crescita e il miglioramento delle sue potenzialità. Questo importante riconoscimento è conferito dall’Osservatorio delle Eccellenze Italiane, con la supervisione di un autorevole Comitato d’Onore composto da rappresentanti di importanti Enti e Istituzioni nazionali. Questo premio si aggiunge a un ampio palmarès che costituisce una continua attestazione del valore delle Distillerie Bonollo Umberto di Padova, un’azienda che ha fatto di solidità, concretezza e innovazione le sue armi vincenti. Attraverso un prodotto come la grappa, fatto di una materia

Erbe alpine, fiori, spezie e bacche, quali genziana, assenzio, melissa, ginepro, anice stellato, pino mugo, ortica, sambuco, timo, menta, mora, lampone, mirtillo, ribes : circa 30 erbe racchiuse in un prodotto unico Elixir Amaro Erbe Alpine: l’ultima novità di Bottega distilleria fondata nel 1977 da Aldo Bottega con sede a Bibano di Gotega (TV). Fortemente radicato nel territorio è un amaro dal carattere forte e dalla  gradazione alcolica di 21% vol. Il gusto complesso e articolato è il risultato di tecniche di estrazione e di macerazione tradizionali, riadattate da Bottega nel segno della più avanzata innovazione tecnologica. Elixir Amaro Erbe Alpine ha un colore ambrato un bouquet complesso, che richiama spiccate note di erbe alpine e delicati sentori di sottobosco, in prevalenza muschio, mirtilli e more. Al palato prevale la freschezza delle erbe spontanee e l’equilibrio tra le sensazioni mentolate, amare e morbide. Perfetto come dopo pasto, va servito fresco o con ghiaccio, eventualmente con l’aggiunta di una scorza d’arancia. È inoltre un ottimo ingrediente per cocktail e long drink. L’originale bottiglia dalla caratteristica forma ovale ha una capacità di 50 cl e un prezzo al pubblico di circa 13 euro

Salcheto, in provincia di Siena, nel distretto del Vino Nobile, diviene azienda vinicola nel 1997 sotto la guida di Michele Manelli. Prende il nome dal ruscello che nasce ai piedi di Montepulciano dove una vallata di salici contribuisce all’autonomia energetica e la sostenibilità dell’ambiente. Il salice è oggi il logo della nuova bottiglia, la Bordolese Toscanella che ricorda la tradizione del vino toscano ma in versione più leggera ed ecologica. L’azienda, il cui consulente enologo è Paolo Vagaggini, opera su circa 58 ettari a 450 metri slm, fra le più elevate della zona con vigne a conduzione biologica, secondo il protocollo Europeo. I terreni di origine pliocenica con composizione mista tufaceo-argillosa coltivati a Prugnolo Gentile, Canaiolo, Mammolo, Colorino, Trebbiano, Malvasia, Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot sono divisi in 4 appezzamenti: 28 ettari a Montepulciano intorno alla cantina denominata “Salcheto”;11 ettari destinati al Chianti nel vigneto “Poggio Piglia”, 11 ettari di “alberello” in Val d’Orcia denominati “La Bandita” e 8 ettari denominati Abbadia a Montefollonico (Torrita di Siena) per un totale di 380.000 bottiglie l’anno circa. I vini sono improntati alla bevibilità ed alla precisione aromatica con raccolte manuali e vinificazione senza solfiti e lieviti indigeni. L’interesse verso la sostenibilità ambientale e

 “Il Brunello non tradisce mai- dice Elisabetta Gnudi Angelini produttrice  tra le più affermate d’Italia- Se non fosse un vino di grande qualità, affermato nel mondo,  rimarrebbe in cantina e invece noi lavoriamo come sempre.” Con l’annata 2015 Altesino, tra le aziende storiche di Montalcino che hanno contribuito a creare il mito del Brunello, celebra un importante compleanno: il quarantesimo del proprio Brunello di Montalcino Montosoli. In tutte le carte di Montalcino, sin dalle più antiche, la collina Montosoli è rinomata come luogo di particolare pregio per le vigne ed è sempre stata estremamente ambìta dai produttori?  Dal 2002 Altesino è di proprietà della famiglia Gnudi Angelini che prosegue in quella ricerca dell’eccellenza iniziata appunto nel 1975 con l’introduzione del concetto di “cru” e la prima vendemmia del Montosoli.  “Il 2015- dice ancora la produttrice- sarà un ‘annata da ricordare per il Brunello( dopo il 2010  dichiarata eccezionale) grazie alle condizioni climatiche favorevoli e alla capacità di tutti noi che lavoriamo il Brunello per aver saputo valorizzare una vendemmia particolarmente felice. Celebrare la quarantesima vendemmia del nostro Montosoli, è per me motivo di grande orgoglio a dimostrare la qualità del nostro territorio in grado di produrre vini fortemente riconoscibili, longevi, equilibrati,