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Rubrica di Emanuela Medi
 

Cibo e calorie diminuiscono con posate più piccole

Mantenere l’equilibrio tra assunzione e dispendio di energia, ricorrendo anche a strategie comportamentali apparentemente semplici: è questo il messaggio che scaturisce dalla ricerca condotta in Gran Bretagna su due gruppi di giovani uomini sani e normopeso, che hanno consumato porridge (tipica offerta delle prime colazioni britanniche), secondo diversi protocolli.

Protocollo ad libitum: l’alimento era offerto in più riprese, fornendo o un cucchiaio da dessert o un cucchiaino da tè e chiedendo ai partecipanti di consumare il porridge fino a sazietà; protocollo standardizzato: la quantità di porridge proposta era identica per tutti  ai partecipanti, ai quali era fornito un cucchiaio da dessert o un cucchiaino da tè. Era richiesto di terminare l’intera porzione.

I risultati hanno confermato le ipotesi di lavoro in entrambi gli schemi. Nel protocollo di assunzione senza limiti, è stato calcolato che l’uso del cucchiaio di dimensioni inferiori aveva ridotto in modo significativo anche la quantità totale di alimento assunto, in media da 575 g a 532 g, pari a circa l’8%. Qualunque fosse la dimensione della posata utilizzata, inoltre, il senso di sazietà e la soddisfazione post-prandiale sono risultate sovrapponibili.

Nel protocollo di offerta standardizzata, con il cucchiaio più piccolo si sono ridotte sia le dimensioni di ogni boccone (- 24% circa) e sia la quantità di alimento assunto per unità di tempo (grammi/minuto), aumentando di conseguenza il numero di cucchiaiate necessario per terminare la porzione assegnata. In questo caso l’effetto principale dell’intervento è risultato essere il numero maggiore di bocconi piccoli necessari per completare il pasto, che aumentava il tempo complessivo di processazione orale del cibo: infatti, è dimostrato che una più accurata masticazione stimola la sazietà e riduce il senso di fame a distanza dal pasto. I ricercatori propongono ora di validare questi risultati proponendo altri tipi di pasto, da consumare con posate diverse dal cucchiaio.

Fonte : Nutrition Foundation of Italy

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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