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Rubrica di Emanuela Medi
 

Consorzio vini Alto Adige: il pregio di essere sempre autentici

Quaranta milioni di bottiglie l’anno  rappresentano una realtà vitivinicola importante soprattutto se a produrla è una regione l’Alto Adige, piccola per estensione 5.400  ettari ma fortissima nella qualità dei suoi vini conosciuti e apprezzati  nel mondo.

Una forza  indiscutibile fatta di lavoro, professionalità, marketing, che ben si sente rappresentata dal Consorzio Vini dell’Alto Adige: 172 soci tra cantine sociali, tenute e vignaioli a rispecchiare la realtà di un territorio molto sfaccettato. Uomo di punta il nuovo Direttore  Eduard Bernhart con alle spalle una solida esperienza nel settore automobilistico, agroalimentare e in quello  delle mele,prezioso per la Regione.
Incontrato a Vinitaly non nasconde l’orgoglio nel condurre questo consorzio che si pone molte sfide,” la più importante delle quali , dice,è quella di mantenere l’autenticità dei nostri vini   ma al tempo stesso di  capire i gusti che cambiano, le necessità, i nuovi trend  rafforzando la qualità che è sempre molto alta.  Siamo piccoli se pensiamo che i 5mila agricoltori hanno in media circa 1 ettaro a testa, ma siamo anche molto attivi nell’export che rappresenta il 25% della nostra produzione. Nostro primo paese è la Germania con il 10%, seguita dagli Stati Uniti e via via dagli altri paesi non escluso il Giappone, e ora la Cina. Il nostro grande alleato- precisa il Direttore del Consorzio- è il turismo che in Alto Adige trova risposte adeguate nella organizzazione  sul territorio con ricettività alberghiera e non solo di livello, gastronomia, offerte di svago per  grandi e piccoli e soprattutto nella possibilità di conoscere e degustare i nostri vini.

Sono loro i turisti- dice convinto Bernhart – i veri ambasciatori nel mondo  dei vini altoatesini, perché portano nei loro paesi l’esperienza  sensoriale di aver degustato un Pinot Bianco, il Gewstraminer, il Muller Turgau, il Pinot Nero, la Schiava di cui ne hanno apprezzato la qualità, la piacevolezza, i molti aromi e di questa esperienza ne parlano  nei paesi di origine richiamando da noi altri turisti”.

Un territorio molto sfaccettato  l’Alto Adige i cui vigneti si trovano lungo i versanti che costeggiano l’Isarco  e l’Adige  collocati sui versanti alpini fino a raggiungere i mille metri, arrivando fino alle piane soleggiate della Bassa Altesina a ridosso del Trentino . Una viticoltura anche difficile ma che  trova terreni interessanti  che vanno dal porfido vulcanico (Valle dell’Adige, Caldaro,Bolzano) alla roccia metamorfica di quarzo,scisto e mica (Val d’Isarco e Val Venosta) a quello calcareo (Bassa Altesina) marne (Corteccia) terreni interessanti per una incredibile  varietà di vitigni per lo più a bacca bianca( 62% ) e rossa( 34%). Da qui nascono i Muller Thurgau, i Gewustraminer, i Pinot Bianco e Grigio (molto amato) il Sauvignon Blanc, e poi ancora Riesling,  Sylvaner,  Moscato giallo, Kerner freschi con un buon equilibrio di acidità e mineralità e poi ancora i vitigni autoctoni quali il Lagrein e La Schiava, il più popolare  e amato dalla popolazione locale e la new entry il Pinot Nero che sta avendo molto successo , Cabernet e Moscato rosa, con una produzione totale di oltre 330mila ettolitri media in un anno. Un bel successo!

Emanuela Medi sommelier

 

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino