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Rubrica di Emanuela Medi
 

Covid19, una grande opportunità per i vini di qualità con il gusto del territorio: parla Donato Lanati

“Mi spiace che sia arrivato questo signore invisibile che ci ha cambiato la vita ed è impossibile pensare che non sia successo niente perchè abbiamo tutti bisogno di relazioni, io compreso ma questo signore, visto che doveva arrivare, è venuto nel mondo del vino nel momento più opportuno” Vini di qualità e territorio,  i temi su cui ha lungamente parlato Donato Lanati nel corso del webinar organizzato da Bonzano  Vini per presentare Hostaria, il blend di Barbera e Pinot Nero ideato dal famoso enologo. 

“Certo le vendite diminuiranno ma per chi a fatto dei vini di qualità che resistono nel tempo, vini buoni- io sostengo- con il nome dell’azienda in alto, poi la denominazione di origine e importantissimo l’annata- i vini li venderà forse non subito ma negli anni a venire magari a prezzi più alti e forse addirittura nelle aste.” Continua Lanati sull’annata e il territorio “  Ogni annata – dice- è l’espressione diversa di quel territorio e questo è bellissimo perché se nella stessa scatola ci fossero tre annate diverse  avremo la possibilità di capire con lo stesso vigneto e con lo stesso metodo di vinificazione cosa ha espresso quel territorio  e progettare la vendemmia quindi  calcolare con precisione la quantità di uva per ettaro .

Il paesaggio del Monferrato

Facciamo come fanno i francesi 45 -50 quintali per ettaro e verremo a sapere il gusto del territorio. Le rese basse servono a questo: far emergere la territorialità più che la varietà, questa lasciamola all’Australia, al Cile, al Sud Africa che non hanno la nostra biodiversità. 

Questa è  la nostra ricchezza che nessuno ci porta via: l’Italia deve vendere il territorio. I cru delle Langhe sono unici e fortemente differenziati perchè  pur avendo lo stesso vitigno sono interpretazioni diverse “ Un momento magico sottolinea più volte Lanati ” questa pausa di riflessione ci renderà più maturi per capire che dobbiamo fare vini di qualità, perfetti, di grande equilibrio in grado di resistere nel tempo e  se venderemo di meno perché produrremo di meno , pazienza ma il consumatore sarà contento di bere vini buoni”  

Idee chiare, anche sulla distillazione che l’enologo definisce  un autogol” Io conosco tante piccole aziende che hanno superato la crisi  con il lavoro fatto dieci anni prima : hanno un marchio e del marchio la gente si fida. Non sono d’accordo sulla distillazione perché ci sono tanti vini che non valgono niente. Non si può pensare  a una vendemmia in cui si lascia tutto nel vigneto che si riempie magari di parassiti vuol dire distruggere le cose buone. Grandi produttori di vini come   il Brunello, l’Amarone, il Barolo  non faranno la distillazione  perché rimarranno sempre Brunello, Amarone, Barolo , vini di qualità senza copiare i francesi   e la gente sarà più contenta”

E i produttori come affrontano il calo di vendite e con quali strategie si preparano alla vendemmia.

Enrico Bonzano nato a Casale Monferrato ( AL)  imprenditore con i fratelli Stefano, Massimo  leader nella produzione di pannelli di legno, ha creato nel 2011 la Bonzano Vini, azienda che con la consulenza di Donato Lanati, ha creato prodotti come Hosteria in grado di esprimere al meglio il Monferrato.

“Con l’Horeca ferma , canale  che rappresentava il 95% delle nostre vendite ,- dice Enrico Bonzano-abbiamo avuto un calo  del 45% delle vendite . In previsione di quello che sarebbe potuto accadere ancora prima del blocco ci siamo rivolti al mercato interno con vendita diretta in primis ristoranti e tramite le piattaforme online.

Devo dire che i privati ci hanno dato una bella risposta di stima vendendo tramite il delivery  molti dei nostri prodotti a conferma di un rapporto che avevamo iniziato e che si è confermato. Il blocco – dice ancora Enrico Bonzano- ci ha dato una grande opportunità, sempre nel rispetto delle competenze come l’intermediario, di conoscere di persona l’intera filiera del vino,  stare più vicino ai nostri clienti, implementando l’online che in Italia non supera il 2% mentre all’estero si attesta all’11%. Per quanto riguarda la vendemmia avendo la consulenza di Donato Lanati non possiamo che allinearci alle sue direttive da cui abbiamo già tratto grande soddisfazione”

Emanuela Medi, giornalista

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