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Rubrica di Emanuela Medi
 

Degustazione Bolgheri

Il  Casone Ugolino, ristrutturato da qualche anno dalla famiglia Malenotti, un Wine &Food Farm stupendo… cui non manca il tratto gentile dato all’accoglienza da Mayura Malenotti. Si tratta di un’antica fattoria che risale al 1500, appartenuta alla famiglia Della Gherardesca, destinata alla coltivazione del tabacco ed alla sua essiccazione.

Ci troviamo a Castagneto Carducci, in Alta Maremma a pochi passi da borghi medievali quali Castagneto Carducci, Bolgheri, Suvereto, Populonia e tanti altri. Pisa. Volterra e Livorno sono raggiungibili in meno di 40 minuti. Ho scelto il Casone Ugolino, oltre che per la sua posizione strategica, anche perché nel complesso c’è il Museo del Vino di Bolgheri, che come sommelier volevo visitare … la risposta italiana alla Cité du vin di Bordeaux, prossima destinazione..

Il Museo sensoriale e multimediale del vino di Bolgheri rappresenta un nuovo modo di fare museo: spazio e cultura insieme ad assaggi, degustazioni ed acquisti. Tutti i sensi sono coinvolti, contribuendo a dare al visitatore l’esperienza unica di un percorso sensoriale nel tempo, dalla civiltà Etrusca ad oggi. Il percorso storico, disegnato da Dante Ferretti, tre volte Oscar per la scenografia, è accompagnato ed illustrato da sei lezioni magistrali tenute dal professor Attilio Scienza. Ho potuto ammirare gli effetti olografici e sentire la storia dei vini del territorio direttamente dai più prestigiosi protagonisti quali Gaddo della Gherardesca, Piero Antinori, Niccolò Incisa della Rocchetta, Piermario Meletti Cavallari, Michele Satta e Federico Zileri Dal Verme.

I produttori, in una sala dedicata, possono esibire i loro prodotti e la loro storia. Una vasta zona degustazione consente inoltre di degustare i vini preferiti tra le oltre 1000 etichette presenti. Una scelta di vini vastissima che qualifica il Museo come la più grande enoteca della Toscana.
Sono possibili degustazioni storiche, degustazioni contemporanee e degustazioni guidate


DEGUSTAZIONE

Sassicaia della Tenuta San Guido,- ritenuto il mito di Bolgheri–  fu ideato da Mario Incisa della Rocchetta e dal compianto Giacomo Tachis, tra i più noti  enologi italiani. La prima bottiglia di Bolgheri Sassicaia, con la stessa etichetta che conosciamo oggi, esce nel 1968, come vino da tavola. La DOC per il vino rosso arriva solo nel 1994 e disciplina i Bolgheri Superiore ed il Bolgheri Sassicaia, come primo esempio di “cru” italiano. Il nome Sassicaia deriva dai ciottoli tondi depositati dagli antichi corsi d’acqua dei terreni alluvionali, di origine fluviale.

Degustiamo un Sassicaia del 2014 composto da uve Cabernet Sauvignon all’85% e Cabernet Franc al 15%: colore  rubino impenetrabile, purpureo alle estremità, intensi i  profumi che evocano confetture di frutti di rovo, macchia marina e alghe essiccate, poi gradatamente si sviluppano aromi di resina di pino, cardamomo, felce, pomodori secchi e ginepro. Grande struttura, caldo e cremoso, con tannini imponenti, ma ben integrati  a una  verve acida con i giusti spigoli. Finale persistente con rispondenza degli aromi riscontrati al naso.

Bolgheri Superiore Atis 2013 del Podere Guado al Melo di proprietà della Famiglia Scienza. Michele e suo padre Attilio, tra gli studiosi di viticoltura più accreditati del Paese, hanno creato un giardino-vigneto sperimentale in piena zona di taglio bordolese, infatti lAtis è fatto con Cabernet Sauvignon all’80%, Cabernet Franc al 10% e Merlot al 10%,. Alla visiva presenta un rubino splendente; bouquet singolare, con ricordi di anguria, frutti selvatici, erbe aromatiche e tabacco biondo. Bocca tesa, dal tannino ben levigato.

Bolgheri Superiore Dorianae 2013 dell’azienda Campo al Pero, che gioca in casa trovandosi in località Casone Ugolino. Viene da uve Cabernet Sauvignon all’80% e Cabernet Franc al 20%  e si presenta con un rubino compatto; all’olfatto è intenso e complesso, apre con spezie dolci e ciliegie sotto spirito; note mentolate ravvivano i toni più scuri di bacche e di sottobosco. Alla gustativa è equilibrato ed è  buona la progressione e la persistenza minerale.

Bolgheri Superiore Guado al Tasso 2014 della famiglia Antinori, ottenuto dal blend di Cabernet Sauvignon al 55%, Merlot al 25%, Cabernet Franc al 18% e  Petit Verdot al 2%, con un rubino cupo, di ricca consistenza. Il corredo aromatico si esalta con ventate balsamiche assieme a purissimi toni di macchia marina, frutti di bosco, prugna e ciliegia nera, accanto a note di cedro e lavanda, che sfumano in profumi di torrefazione e liquirizia. La bocca, elegantissima, raccoglie il meglio del terroir bolgherese, con tannino fine e vivace, perfettamente fuso in un corpo pieno e proporzionato; lunga persistenza.

Bolgheri Superiore Ornellaia 2014, che mia moglie preferisce, forse per la maggior presenza di Merlot, infatti è composto da Cabernet Sauvignon 45%, Merlot 38%, Cabernet Franc 10%, Petit Verdot 7%. Si presenta con un rubino compatto, con giovanili nuance purpuree. Conquista con profumi di pot-pourri, confetture di frutta, ginepro, tabacco, legno di cedro e cioccolato fondente. Struttura carnosa, fresco, tannino maturo e sapidità minerale armonici; persistenza lunga, influenzata da note speziate e torrefatte.

I vini di questa terra, che si accostano in maniera perfetta con la gastronomia locale, sono profumati, complessi, generosi, vini che parlano di territorio al di là del loro specifico uvaggio… come detto sono generalmente basati sul blend di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, spesso accompagnato da Syrah, Petit Verdot e in rari casi da Sangiovese.

Buona parte del vigneto Bolgheri ha mediamente un’età ancora bassa, ciò significa che le caratteristiche qualitative dei vini prodotti non potranno che migliorare ulteriormente con il tempo e con la raggiunta maturità dei vigneti. E’ per questo motivo che la critica internazionale è concorde nell’affermare che il potenziale del vino Bolgheri è gigantesco e in continua crescita.

La DOC Bolgheri ha avuto una rapida espansione negli ultimi vent’anni, passando dai 250 ettari della fine degli anni ’90 agli oltre 1.300 attuali. Le aziende attualmente associate al Consorzio sono 41 su circa 61 operanti sul territorio.

Una gita che ci ha permesso una parentesi lontana dai ritmi di vita di tutti i giorni, per raggiungere.. quello stato di grazia.. che solo la bellezza di un luogo tenacemente preservato  marcata dalla superiore bontà dei suoi vini, potevano darci.

Luigi Gorietti, sommelier

 

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino