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Rubrica di Emanuela Medi
 

Donnalia: dopo 100 anni il vino torna a Ca’ Bianca

Una rinascita vitivinicola ricca di fascino, natura, tradizione ma anche di felice di innovazione  lega Villa Ca’ Bianca di Salussola al suo territorio, quella parte del Piemonte  al confine tra la Valle d’Aosta e le provincie di Biella e Vercelli, gentile e riservata come è  nel  carattere dei piemontesi, ma di sorprendente  vivacità intellettuale.

E allora  benvenuta DonnaLia e  Silvia Bettinetti, l’artefice con la famiglia della  nuova realtà a testimoniare la tradizione vinicola di Ca’ Bianca dalle la cui cantina dalle dimensioni ampie  e dalla ghiacciaia interrate , fu costruita  probabilmente nel’ottocento dei proprietari della tenuta, gli Avogadro di Casanova. Attento a tutto ciò che può valorizzare  il potenziale vitivinicolo del Piemonte , ha accettato l’invito Di Silvia Bettinetti, Donato Lanati che sempre più lega la sua profonda e riconosciuta competenza a chi inizia un percorso  certamente  entusiasmante ma consapevole dei rischi e dei possibili esiti anche incerti.

 

Piccola ma preziosa, come una nostra rubrica:

Sei gli ettari coltivati a Nebbiolo, Erbaluce e Barbera, per una produzione media annua di 20 mila bottiglie divise tra sei etichette, i cui nomi riportano immediatamente al dialetto locale, al territorio e alla storia della tenuta, a conferma del profondo legame con il Piemonte. C’è il MaDama Rosé Brut, un Metodo Classico che affina sui lieviti per 18 mesi; il profumatissimo La Mezza Canavese Rosato, un vino leggiadro ideale per essere goduto a tutto pasto; La Giasera Canavese Bianco, ideale come aperitivo o con piatti di verdura e pesce; Variabile, vino rosso dal carattere quotidiano; San Siond Canavese Nebbiolo, affinato 12 mesi in piccoli legni di rovere, perfetto con i piatti di carne della tradizione italiana, e La Torre Canavese Barbera, che amiamo raccontare con una fetta di “pane e salame” secondo la tradizionale merenda sinora piemontese. Ad affiancare Silvia Bettinetti in quest’avventura vinicola, c’è Paolo Grimaldi, responsabile commerciale, che con il suo spirito “rock” e innovativo, sta aiutando a caratterizzare in modo diverso l’azienda, promuovendone il brand anche  in importanti tour musicali.

Emanuela Medi, sommelier

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino