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Rubrica di Emanuela Medi
 

Formaggi, una passione che fa volare il nostro export

Buone notizie per il comparto agroalimentare con un aumento di vendite del 2,5%, benissimo per i formaggi il cui avanzo della bilancia commerciale ammonta a 900 milioni di euro. Crescono tutte le tipologie, sia di formaggi molli (+1,2%) sia quelli duri (+1,7%) sia quelli freschi (+1,8%).

Seppure il formaggio più venduto rimane la mozzarella, al quarto posto troviamo stabili i formaggi stagionati da tavola , tra cui quelli certificati come il Pecorino Toscano DOP e quelli da grattugia come Grana Padano e Parmigiano Reggiano.

A livello di export trainano il mercato italiano i prodotti Dop e Igp, una cinquantina su un totale di circa 400 varietà: dal Provolone, al Pecorino al Gorgonzola passando per il formaggio di Fossa di Sogliano e il Montasio. A proposito di quest’ultimo merita ricordare che tra gennaio e agosto di quest’anno sono state prodotte 568.350 forme di formaggio registrando un incremento del 7,41 per cento rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente  da tavola.” Merito – dice Marina Cavedon responsabile della comunicazione del Consorzio di tutela del Montasio Dop – delle numerose attività messe in campo”

Comprare un prodotto Dop e Igp significa scegliere  prodotti che hanno un’origine strettamente territoriale e un sistema di produzione regolato da un disciplinare a garanzia di un export in mercati importanti come la Francia, Germania e Stati Uniti.

Ma ora un poco di curiosità: cosa hanno in comune quattro delle più belle Regioni del nostro bel Paese?

A tutti verrebbe subito una risposta facile: mare, storia, poesia  e territorio. Certamente sono tante le eccellenze che queste zone hanno in comune ma in realtà un minimo comune denominatore lo hanno: la parola Pecorino che per alcuni suggerisce formaggio ma per chi è un vero enologo, rammenta vino..

L’origine  del  Pecorino,  nobile  vitigno  italico,  austero  e  potente, è molto antica ma per anni è stato relegato  su  brulli  e  scoscesi  pendii  montani , stretto nell’Appennino Piceno è stato riscoperto ,oggi dalla passione di molti viticoltori, perché  raro  e  prezioso. Personalità  e potenza sono alcune delle sue caratteristiche tanto da richiamare alla memoria gesta di eroi  storici. Al palato evoca sensazioni eteree , mandorla amara, frutti bianchi : mela , pesca   in perfetta sintonia con il naso. Fresco, delicatamente morbido, di piacevole persistenza gustativa, è un piacevole compagno per aperitivi, carni bianche e piatti di pesce dalla cottura non ingombrante.. Ideale con formaggi stagionati.

Monica Assanta, giornalista

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino