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Rubrica di Emanuela Medi
 

Gigi e Clara Padovani: la vera storia del Tiramisù

“Per favore smettiamola – dice in questa intervista telefonica Gigi Padovani – il tiramisù non è veneto ma friulano per l’esattezza è nato a Tolmezzo (provincia di Udine- Friuli Venezia Giulia).

Una storia ripetuta tante volte e che ancora si ripropone in questi giorni in occasione del Tiramisù 2019 che si svolge a Bologna il 21 Marzo e di cui ne diamo ampia notizia. Il libro” Tiramisù: Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato“ , è un giallo nato dalla ricerca della vera paternità di questo dolce che subito ha avuto un successo mediatico. La verità-precisa Gigi Padovani-  si è basata sulla ricostruzione delle fonti scritte ed è frutto di ricerche  storiche, di viaggi, colloqui ma soprattutto  di ricette scritte e datate, una sorta di documenti  inoppugnabili.
Tutto è iniziato da un libro” Antiche pasticcerie d’Italia “di Carlo Castellaneta, pubblicato nel 1988 che diceva che il tiramisù era nato a Tolmezzo. Ma come, a Tolmezzo se sempre l’origine è veneta meglio trevigiana.

Le ricerche continuano come i viaggi- sembra una  versione ridotta dell’Odissea-  con i giornali locali e l’incontro con il sindaco di Tolmezzo, da cui ho saputo della storia di Norma Pielli e dell’Albergo Roma dove si faceva un fantastico tiramisù. Ci aiuta una delegazione di Udine  e di Gorizia dell’Accademia Italiana della cucina   per arrivare a un documento prezioso. La foto conservata in un cassetto  dalla signora Flavia Cosolo di Pieris che dimostra le origini friulane del tiramisù che risalgono a circa 80 anni fa, anche se con una ricetta diversa da quella attuale.

Ma come si è diffuso il Tiramisù? Anche qui- racconta sempre  il giornalista- un’altra storia che vede protagonista il Ristorante Do Forni di  Venezia dove esposta in una vetrina c’è la  ricetta.  del Tiramisù. Gli stranieri la leggono, la fanno nelle loro case in America, Europa, Canada , ne va ghiotto il Giappone: è il dolce preferito, facile da farsi, adatto a tutte le occasioni, ne parla Sophia Loren, George Clooney..   e anche il governatore Zaia in una querelle che ci vede   usurpatori  della verità non più veneta , abilmente sfruttata da noi..

Parliamo della cultura  gastronomica del nostro Paese, si sta diffondendo? 

Io non credo alle trasmissioni televisive tipo Masterchef: sono spettacolo e non cultura gastronomica, certo non insegnano la storia    dei nostri prodotti pur essendo il Paese che ha il maggior numero di DOP e di IGT. Non credo nemmeno agli Istituti Alberghieri che non dedicano nemmeno 1 ora a questa tematica. Certo l’interesse è aumentato soprattutto tra i giovani che rivelano un maggiore  propensione a conoscere  il prodotto e  favorevoli per  una cucina sana , ma c’è tantissimo da fare e da comunicare. L’Italia ha una sua identità gastronomica che è quella delle ricette regionali anche se non sempre autoctone. Prendiamo gli spaghetti al pomodoro che tutti considerano il nostro piatto nazionale, non’è vero: gli spaghetti vengono dall’Arabia, i pomodori dalle Americhe e il sugo lo hanno  inventato nel 1800 a  Napoli con la prima ricetta firmata nel 1837 da Ippolito Cavalcanti. Noi- dice Padovani- più che di un Ministero dell’Agricoltura avremo bisogno di un Ministero dell’Alimentazione che insegnasse sin dalle scuole quello che il l’Italia ha e come utilizzarlo al meglio.

Gigi e Clara, una coppia glamour , vivace e professionale nel panorama gastronomico italiano. Amore tra i banchi di scuola, quando siete diventati coppia nel lavoro?

Lei è la mia spalla e abbiamo iniziato a collaborare con il libro sulla Nutella, quando un editore francese ci ha chiesto di corredare il libro con delle ricette.  Il  compito non poteva che essere di Clara: libri, ricette raccolte un poco ovunque e tanta passione. Da allora tutti i nostri libri hanno questo format che piace molto.. anche a noi!

Perché un libo sul vino?

Mi sono divertito a parlare di vino descrivendone i principi base in modo semplice e diciamo educativo.  Allora mi dichiaravo fautore dei tappi a vite.. apriti cielo. Oggi dopo un autorevole intervento di Walter Massa che ha provato questi tappi sui suoi famosi Dertona dichiarandosi assolutamente soddisfatto, mi sono ripreso  la mia piccola rivincita !

Clara, come è suo marito? Vulcanico, anche un poco irruento  ma un grande appassionato della storia  della  gastronomia italiana tanto da  essere riconosciuto tra  i più importanti esperti a livello mondiale. Circa duemila libri  sui tanti prodotti del nostro paese e poi  giornalista, ( ha scritto per i più importanti quotidiani),  critico gastronomico per “ La Guida” de L’Espresso dal 1999 al 2009, organizzatore di  degustazioni e cene a tema , ha collaborato con il Salone del libro senza citare i tanti riconoscimenti.  Lui dice che io sono la sua spalla, l’altra metà: un sodalizio gastronomico – letterario nato con il libro “ Nutella , mito italiano (Rizzoli, 2004) : un successo inaspettato. Fu allora- su suggerimento di una casa editrice francese che mi chiese di inserire nel libro delle ricette, nacque così questa mia passione  e collaborazione con Gigi.  A proposito di Nutella le svelo un segreto: Gigi è un uomo golosissimo, a differenza di me, e mentre io ero abituata a fare” fioretti” per cui la nutella  era un premio molto desiderato , lui non solo non conosceva neppure la parola fioretto ma soprattutto il vasetto di cioccolata era d è sempre presente nella dispensa ! Piccole grandi verità di una coppia felice.

Emanuela Medi, giornalista

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino